Potatura melo


Potatura melo


La potatura del melo, dalla potatura di allevamento a quella di produzione, dagli attrezzi al riconoscimento delle gemme da fiore, ossia da frutto. Per il melo, come per la totalità degli alberi da frutto, la potatura persegue l’obiettivo di formare lo scheletro della pianta, massimizzare la produzione, creare un giusto equilibrio tra produzione e vegetazione. In base all’ età del melo possiamo distinguere tra potatura di formazione o allevamento e potatura di produzione o mantenimento.

Potatura di allevamento.

La potatura di allevamento o formazione segue la pianta per i primi anni di vita, per impostarne lo scheletro (struttura), che, a secondo delle esigenze e preferenze, può presentare una forma a fuso, o a branca orizzontale o spalliera che è consigliata quando vi è poco spazio e sono presenti muri o recinzioni cui addossare l'albero. Si effettua a fine agosto inizio autunno.

La tecnica seguita per imprimere alla pianta la sagoma desiderata, sfrutta la vegetazione multipla che si sviluppa per ogni taglio:

  • Vanno eliminati succhioni e polloni, i rami secchi o deboli;
  • Vanno diradati i rami laterali e accorciati i rami a legno a tre o quattro gemme, con   un taglio netto ad un’altezza compatibile con la sagoma da realizzare. A seguito del taglio, durante la stagione vegetativa successiva, l'albero emette una nuova vegetazione, e un certo numero di rami. Di questi ultimi, vengono lasciati, ed opportunamente accorciati, solo quelli che servono a formare la sagoma prefissata, mentre gli altri vengono recisi alla base.
  • Analogamente, si procede per gli anni successivi, fino completare la sagoma desiderata.

Potatura di produzione.

Con la potatura di produzione  si cerca di stabilire il necessario equilibrio tra produzione e vegetazione. In genere, per il melo risulta sufficiente la sola potatura di mantenimento eseguita durante la stagione invernale, possibilmente verso la fine del riposo vegetativo, quando la pianta si sta preparando per la nuova stagione vegetativa.Diciamo subito che per il melo, pianta che fruttifera sui rami vecchi, la potatura di produzione deve essere molto contenuta:

  • Bisogna limitarsi ad eliminare i rami secchi e spazzati o comunque interessati da patologie, nonché i rami con andamento irregolare. 
  • A questa salutare pulizia per il melo, bisogna affiancare a rotazione soft interventi di svecchiamento dei rami fruttiferi invecchiati o in sovrappiù.
  • Solo in presenza di una vegetazione rigogliosa, si possono prevedere soft interventi estivi, per ristabilire l’equilibrio tra produzione e vegetazione venuto meno, rimuovendo in particolare i succhioni, che condizionano la qualità e quantità della produzione.

Anche se la potatura di produzione del melo deve essere contenuta, per un corretto intervento, bisogna saper distinguere una gemma da fiore da una gemma da legno.

Le gemme da legno presentano una forma appuntita e possono dar vita a rami con sole foglie, mentre le gemme da fiore presentano una forma tozza e possono dar vita a rami con soli fiori.

Esiste poi, una terza specie di gemma, che presenta una forma intermedia tra le due, non ben definita, che può dar vita sia ad un ramo con sole foglie che ad un ramo con soli fiori. Il problema non si pone in occasione della potatura secca o invernale, in quando le gemme non sono presenti. Viceversa, per gli eventuali interventi di potatura verde, ossia per la potatura primaverile, diventa importante riconoscere una gemma da fiore rispetto ad una da legno, per stabilire quale ramo potare al fine di massimizzare la produzione.

Dal punto di vista operativo, bisogna utilizzare attrezzi con lame bene affilate, provvedendo a coprire con una crema cicatrizzante i tagli più grandi. Il mastice cicatrizzante, oltre a velocizzare la cicatrizzazione, crea una barriera ai parassiti ed evita la comparsa dei dannosi polloni. I

ll kit di attrezzi deve prevedere: un paio di forbici da giardino per i rametti apicali, una cesoia per i rami con diametro di 2-3 cm, un seghetto per i rami di maggiore consistenza, lo svettatoio per i rami non raggiungibili da terra. In pratica, una cesoia collegata ad un’asta azionabile con una fune.

Supervisione: Giuseppe Travaglione

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