I due principali materiali inerti sono la sabbia e la ghiaia e in misura minore l’argilla, la perlite, la vermiculite ed il pietrisco. Possono essere naturali, artificiali o recuperati dal riciclaggio di materiali provenienti dalle demolizioni di vecchie costruzioni. Negli ultimi tempi cresce l’interesse per quest’ultimo canale, in considerazione delle restrizioni imposte dalle Amministrazione locali, sia alle attività estrattive dalla cave che allo smaltimento di materiale inerte proveniente dalle demolizioni, al fine di tutelare ambiente e territorio.
Gli inerti o aggregati, trovano impiego nel settore dell’edilizia come componenti dei vari materiali composti, dagli intonaci agli agglomerati bituminosi e cementizi, per i quali calce, bitume e cemento agiscono da leganti. Nei composti, tipo il calcestruzzo, gli inerti raggiungono percentuali ragguardevoli, che possono arrivare al 70-80%. Di essi oltre che la durezza, per un buon agglomerato, assume rilevanza la granulometria, secondo la quale si distinguono in finissimi (minori di 0,063mm), fini(da 0,063 a 4mm) e grossi(inferiori a 4mm), cui si aggiungono il ghiaietto (da 4 a 15mm) e la ghiaia (da 15 a 40mm).
Per realizzare una buona malta, gli inerti devono presentare una serie di proprietà: essere resistenti; non sfaldarsi; non essere porosi; non contenere cloruro, che rischia di corrodere le armature; essere privi di impurità, come limo, humus e materiali organici. L’eventuale presenza di zolfo non deve superare lo 0,1%.
Tra gli inerti naturali utilizzati per la preparazione del calcestruzzo, troviamo la ghiaia e la sabbia, recuperata da depositi naturali, come i letti dei fiumi, i cui elementi presentano una forma arrotondata, e inerti artificiali, quali pietrisco e sabbia ricavata dalla frantumazione delle rocce, che presentano spigoli vivi. A secondo della granulometria del materiale inerte utilizzato, il calcestruzzo può essere a struttura chiusa o aperta. Per avere calcestruzzo a struttura chiusa, nella composizione devono essere presenti tutte le varie granulometrie di inerte, in modo che quelle più piccole vanno a colmare i vuoti lasciati da quelle più grandi, mentre il cemento completa gli spazi lasciati dalle granulometrie più piccole, in modo da avere un agglomerato compatto e impenetrabile da parte dei vari agenti atmosferici. Per realizzare, invece, un calcestruzzo a struttura aperta dalla composizione si esclude materiale inerte di granulometria fine.
La sabbia in funzione della provenienza si distingue in sabbia di fiume e sabbia di cava, indicate per la preparazione delle malte, cui si aggiunge la sabbia di mare, reperibile basso costo, che contiene sali che compromettono le caratteristiche tecniche delle malte e quindi la stabilità delle costruzioni. Le caratteristiche tecniche delle malte dipendono, infatti, dalle quantità e qualità dei vari componenti che entrano a far parte dell’impasto. Sostituendo, ad esempio, una parte di ghiaia con argilla espansa o palline di polistirolo espanso, si ottiene il calcestruzzo alleggerito.
Prezzi dei materiali inerti
I prezzi dei materiali inerti dipendono dalla provenienza (naturale, artificiale, da materiale di demolizione), dalla granulometria, dalla qualità (assenza di porosità, resistenza, presenza di impurità, eventuale presenza di cloruro e zolfo, ecc), da cui dipendono le caratteristiche tecniche delle malte, cui si aggiunga la distanza dai luoghi di produzione e le quantità da acquistare. Altro elemento che concorre alla formazione è la presenza o meno della marcatura “CE”, che certifica la l’esistenza dei requisiti minimi richiesti per la commercializzazione dei prodotti nell’ambito dell’Unione Europea. A scopo indicativo: la sabbia fine, granulometria da 0-2mm, sottoposta a marcatura CE, viene offerta a 13 euro circa a tonnellata, iva compresa ed escluso trasporto, mentre il prezzo scende a 11 euro circa a tonnellata, per sabbia grossa con granulometria 0-4mm, invariate le altre condizione; la sabbia sporca, granulometria 0-8mm, esclusa dalla marcatura CE, viene offerta ad un prezzo di 7euro circa a tonnellata, iva compresa ed escluso il trasporto; il ghiaino misto, granulometria 0-30mm, escluso dalla marcatura CE, viene offerto a 8,50 euro circa a tonnellata, iva compresa ed escluso trasporto; la sabbia del Po lavata, franco impianti resa su autocarro, presenta un prezzo di circa 20 euro a tonnellata, iva inclusa; la sabbia naturale di cava presenta un prezzo di circa 15-17 euro a tonnellata, iva inclusa, sempre franco impianti resa su autocarro; il pietrisco (materiali frantumati), franco impianti resa su autocarro, costa circa 16-17 euro a tonnellata, iva inclusa.
Cosa ne pensi di questo articolo ?
Gli Amici di Fai da te 360
Parlane con i tuoi amici e confronta le opinioni:
Principali Argomenti della Categoria "Materiali"
Elenco Completo ...