Per l’innesto a gemma quest’ultima può essere prelevata quando è in fase dormiente, ossia quando per la pianta sta per iniziare il periodo di riposo vegetativo, o quando la gemma è in fase vegetante, quando cioè per la pianta è iniziato il nuovo periodo di vegetazione. Si parla al riguardo di innesto a gemma dormiente e di innesto a gemma vegetante.
Dal punto di vista operativo, la gemma si preleva con l’ausilio di un comune coltello per innesti. Per non danneggiarla si usa asportare unitamente alla stessa uno strato di legno di uno spessore di 4-5 mm per 4-5 cm di lunghezza.
Prelevata la gemma, si passa a preparate l’intarsio sul portainnesto, un’incisione a forma di T capovolta, di una grandezza adeguata alla dimensione della gemma, intarsio che deve interessare solo la corteccia, evitando di incidere la parte legnosa, operazione da effettuare con la punta del coltello.
A questo punto si sollevano i lembi della corteccia incisa e si introduce la gemma da fissare con specifici cerotti, legacci elastici, adesivo, rafia. Se l’operazione si conclude positivamente la gemma genera la nuova pianta.
Come per tutte le altre specie di innesto, anche per l’innesto a gemma è richiesta la perfetta compatibilità degli elementi che si debbono fondere. In genere, le piante appartenenti alla stessa specie sono per la quasi totalità compatibili tra loro e quindi riproducibili per innesto.
L’innesto a gemma è molto usato in frutticoltura per la riproduzione di molte specie, quali pero, melo, arancio, limone, mandarino, pesco, albicocco. Trova impiego anche per le alcune piante ornamentali, ma in ogni caso si deve trattare di piante giovani.
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