Fragole rampicanti


Fragole rampicanti


Fragole rampicanti, dalla coltivazione in giardino e in vaso su terrazzi e balconi alle cure colturali, dai sostegni alla legatura, dalle tecniche propagazione alla malattie e parassiti, dalla semina alla separazione dei cespi.

Informazioni sulle piante di fragole rampicanti.

Devono il nome al significato della parola latino fragrans che significa fragrante  per il particolare aroma del frutto, soprattutto con riguardo alle fragoline di bosco.

Originarie del Nord America, crescono spontanee nel nostro paese dalle zone costiere alla montagna.

Come alcune varietà di rose, così alcune piante di fragole vengono impropriamente definite rampicanti. Infatti, a differenza dei “veri rampicanti”, non sono munite degli elementi per arrampicarsi autonomamente ai sostegni naturali o artificiali, ma necessitano dell’intervento dell’uomo che deve guidarle e legarle.

Le piante di fragole rampicanti, sono comune piante di fragole, a crescita veloce, caratterizzate da stoloni che in breve tempo possono raggiungere il metro e mezzo di altezza, da guidare verso l’alto e fissare al sostegno, che può essere una canna, una rete, un graticcio.

Fragole rampicanti in vaso.

Oltre che in giardino, sono una varietà particolarmente indicata per essere coltivate in vaso su balconi e terrazzi, oltre che per i gustosi frutti, come piante ornamentali. Rispetto alle fragole comuni, presentano l’indubbio vantaggio di svilupparsi in altezza, con notevole risparmio di spazio. Coltivate in un contenitore sospeso, i tralci assumono un portamento ricadente, con un ottimo impatto visivo, e nello stesso momento usufruiscono di luce e aerazione. I frutti delle rampicanti non corrono il rischio di soccombere alle infestanti, come quelli della piante comuni che crescono a qualche centimetro dal suolo.

Clima ideale per la coltivazione delle fragole rampicanti.

Prediligono un clima temperato e una posizione soleggiata, ma non temono il freddo e vivono dalle aree costiere fino ad oltre i 1000 metri di altitudine, dove la massa radicale riproduce senza difficoltà la parte aerea della pianta, eventualmente compromessa dal freddo e dalle gelate invernali.

Caratteristiche del terreno.

Leggero, sciolto, ben drenato, un terreno torboso e ricco di sostante organiche da preparare e fertilizzare preventivamente con letame maturo, da interrare a 25-30 cm, in ragione di 3Kg circa per mq.

Semina e messa a dimora delle piante.

  • Premesso che la riproduzione per seme presenta delle difficoltà e che si preferiscono le tecniche di propagazione vegetative, il periodo migliore per la semina, nei semenzai o piccoli contenitori, è la primavera inoltrata, utilizzando un terriccio a base di torba e sabbia in parti eguali.
  • Una volta distribuiti a spaglio, i semi, distanziati di 2-3cm, vanno coperti con un sottilissimo strato di terriccio. In considerazione della piccolissima grandezza, per meglio distanziarli si preferisci miscelarli con un pugno di sabbia. Segue una sottile annaffiatura da eseguire con uno spruzzino per evitare di smuovere i semi.
  • Trascorsi 80-100 giorni dalla semina, le piantine saranno sufficientemente grandi per essere estirpate e messe nella dimora definitiva in vaso o piena terra in giardino.
  • Se il contenitore è sufficientemente capiente, in grado di ospitare più piantine, le stesse vanno distanziate di 30-40 cm circa e dotate del necessario sostegno, una spalliera che serve più piantine, una canna di bambù per ogni piantina, una rete da fissare a due picchetti sistemati alle estremità del contenitore, ecc.
  • Sul fondo del contenitore va sistemato uno strato di ghiaia di 3-4 cm, per assicurare un buon drenaggio, quindi segue uno strato di stallatico maturo, da coprire con un strato di terriccio per evitare che le radici della piantine vengano a diretto contatto con il letame. Conclude l’operazione l’interro delle piantine.
  • Con il piantatoi o direttamente con le mani bisogna scavare una buca per ogni piantina, sufficiente ad ospitare senza stress la massa radicale fino al colletto. Non resta che pressare leggermente il terriccio ai piedi della pianta e far seguire una dolce innaffiatura.
  • Anche se per pochi esemplari a scopo amatoriale è consigliabile acquistare le piantine già pronte da trapiantare.
Per informazioni passo passo sulla riproduzione per seme, potete consultare la guida: “Semina”.

Inutile dire che: solo la riproduzione vegetativa assicura piantine con le stessa caratteristiche della pianta di origine, mentre la semina origina nuovi ibridi, con diverse caratteristiche; per la coltivazione a scopo professionale, la pianta di fragola è e resta una pianta strisciante e tappezzante.

Pratiche colturali.

Annaffiatura.

La fragola rampicante è una pianta che soffre la sete, ma che nello stesso momento teme i ristagni idrici, potenziali cause di marciume delle radici, soprattutto se coltivata in vaso. Quindi, vanno annaffiate con regolarità, mantenendo il terreno umido ma non inzuppato.

La frequenza degli interventi dipende essenzialmente dalla stagione. In ogni caso prima di annaffiare bisogna accertarsi materialmente che non residuano tracce del precedente intervento.

Durante l’estate potrebbe risultare indispensabili annaffiare tutti i giorni, senza bagnare le fogli ed i frutti, ma versando l’acqua direttamente sul terreno alla base delle pianta, ripetendo lentamente l’operazione fino a quando non compare la prima acqua nel sottovaso, innaffiando di mattina presto o di sera tardi.

Concimazione.

La fragola rampicante predilige un terreno, oltre che soffice e drenato, ricco di sostanze organiche, un terreno ricco di elementi nutritivi, che come sappiamo nel terreno non sono presenti in quantità illimitate e che periodicamente vanno integrati perché tendono ad esaurirsi.

L’esigenza è maggiormente avvertita per le piante in vaso, dal momento che la massa radicale dispone di una quantità di terreno limitata alla capacità del contenitore.

La prima e importante concimazione, con letame maturo, avviene in occasione della preventiva preparazione del terreno per la semina o messa a dimora delle piantine in piena terra. Per le fragole rampicanti in vaso, la fertilizzazione del terriccio con stallatico maturo avviene in occasione dell’impianto delle piantine ricavata per seme o comprate presso vivai, fioristi, center garden, ecc. Operazione eventualmente da ripetere in autunno, interrando letame maturo ai piedi delle piante.

Durante la stagione vegetativa, per migliorare e massimizzare fioritura e raccolto, bisogna concimare ogni 30-45 gg con concime liquido a base di fosforo e potassio da diluire nell’acqua destinata all’annaffiature o con concime a lenta cessione da interrare ai piedi della pianta. E’ indicato miscelare cenere di legna al concime granulare a lenta cessione.

Pacciamatura.

Anche se la pianta di fragola non teme eccessivamente il freddo, durante condizioni climatiche particolarmente avverse, soprattutto se coltivata in vaso, è opportuno proteggerne la massa radicale, con un’accurata pacciamatura da eseguire con fogliame, paglia o agritessuto da effettuare ai piedi della pianta.

Pulizia della pianta.

A fine inverno, quando la pianta si sta preparando per la nuova stagione vegetativa, vanno rimossi gli eventuali tralci compromessi dal freddo e dalle gelate, le fogli secche, i rametti spezzati. Con l’occasione si possono moltiplicare le piante, dividendo quelle più grandi.

Raccolta dei frutti.

Le fragole rampicanti sono una specie rifiorente che assicurano il raccolto a scalare da maggio a settembre, a secondo della zona climatica, anche se la coltivazione in serra ne assicura la presenza per tutto l’anno. Le fragole vanno raccolte a mano, una per una, staccandole dal peduncolo.

Moltiplicazione.

Come abbiamo già detto, la fragola si propaga essenzialmente per via vegetativa, in particolare per divisione dei cespi.

Ciò al fine di conservare nel tempo le caratteristiche della pianta di origine, ottenute a seguito di paziente ibridazioni. La riproduzione per seme viene utilizzata essenzialmente per selezionare varietà di maggiore interesse, soprattutto sotto l’aspetto quali quantitativo del frutto.

Malattie e parassiti delle fragole rampicanti.

Le piante di fragole coltivate come rampicanti, rispetto a quelle tappezzanti e striscianti, risultano meno attaccabili da malattie da fungo e parassiti animali, perché i tralci, e in qualche misura anche il falso frutto, non vengono a contatto con il terreno umido, potenziale causa di avversità.

Inoltre, le fragole rampicanti risultano più resistenti e rigogliose della specie strisciante in quando godono di più aria e luce. Ciò nonostante, possono essere interessate da patologie fungine, come la ruggine e il mal bianco, o essere preda di afidi, che ne succhiano la linfa, e di lumache, che possono essere rimosse manualmente.

In considerazione che non è possibile trattare la pianta con fungicida e insetticida, senza coinvolgere il falso frutto, bisogna cercare di evitare malattie e parassiti con corrette pratiche colturali.

Curiosità.

Quella che chiamiamo comunemente fragola, intesa come frutto da mangiare, non lo è dal punto di vista botanico. Infatti, sotto quest’ultimo aspetto, il frutto della pianta è rappresentato dai piccolissimi semini giallo, acheni, che si trovano sulla superficie di quello che noi consideriamo il vero frutto, ma che in realtà è un ingrossamento di un’infiorescenza.

Domande più frequenti.

Esistono veramente le fragole rampicanti?

In realtà non si tratta di veri rampicanti, in quanto non sono in grado di arrampicarsi ai sostegni autonomamente senza l’intervento dell’uomo che le guida e le lega. Sono varietà caratterizzate da tralci che superano il metro di lunghezza che vengono alzati e legati ai sostegni.

Dove e come si coltivano le fragole rampicanti? 

In genere in vaso o contenitori su balconi e terrazzi o in piena terra in giardino, con funzione ornamentale, oltre a quella della produzione del frutto. Bisogna assicurare loro opportuni sostegni cui poggiarle e legarle.

Per la propagazione perchè si preferisce la divisione dei cespi alla semina?

Perché la semina presenta delle difficoltà e non assicura alla nuova piantine le stesse caratteristiche della pianta madre.

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