Talea: riproduzione e moltiplicazione per talea di rami, foglie e bulbi

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    Indice Articolo:
    1. Cos'é
    2. Tipologie
      1. Talea di ramo
        1. Talea di foglia
        2. Talea da bulbi, tuberi e rizomi
    3. Vantaggi
    4. Domande frequenti

Cos'è la riproduzione per talea?

La riproduzione per talea è una tecnica per mezzo della quale, con opportune operazioni, si ottengono nuove piantine partendo da parti (rami, foglie, ecc) di piante esistenti.

In genere si parte da porzioni di rami che vengono messi a radicare in acqua o terreno, facendo affidamento sulla grande capacità rigenerativa di cui godono i vegetali, che non tardano a riprodurre le parti mancanti.

Tipologie di talee.

La talea consente di riprodurre nuove piante con caratteristiche perfettamente identiche a quelle della pianta madre.

E’ la forma di riproduzione vegetativa maggiormente diffusa che può essere effettuata in vari modi:

In funzione del periodo in cui vengono prelevate, le talee si distinguono in talee di legno tenero, semiduro e duro.

Quelle che assicurano un risultato più sicuro sono le talee da legno semiduro, anche se sono più lente a radicare, per cui quelle di legno duro vengono prelevate dalle specie maggiormente rustiche, più facile a radicare. Per ogni specie di pianta esiste un tipo di talea che attecchisce meglio, per il quale bisogna optare. Per esempio, per la riproduzione delle piante di rosa, il tipo di talea che offre maggiori garanzie di risultato è quella legnosa o semilegnosa.

Talea da ramo.

Le specie per le quali risulta maggiormente indicata la riproduzione per talea di ramo sono:

La talea di ramo si ottiene tagliando un ramo da un albero sano, servendovi di forbici bene affilate e disinfettate.

Ecco come procedere:

Per alcune specie, come pothos e filodendro, le talee possono essere messe radicare in vasetti contenete acqua, da sostituire tutti i giorni con la dovuta accortezza per evitare di danneggiare le radici man mano che fanno la loro comparsa. Una volta che le radici saranno sufficientemente grandi e resistenti, si provvede ad interrare la “nuova piantina” nella dimora definitiva (in vaso o piena terra).

Riproduzione per talea di foglia o talea fogliare.

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Durante l’intera stagione vegetativa, da marzo a settembre, occorre prelevare una foglia da una pianta sana.

E' possibile poi seguire tre tecniche:

E' indicato un terriccio composto da 2 parti di torba e 1 di sabbia grossa di fiume, in grado di assicurare un buon drenaggio.

Comunque interrata la talea di foglia, il contenitore deve essere posizionato in una postazione bene illuminata con una temperatura prossima ai 15-20°C, mantenendo il terreno costantemente umido.

Potenzialmente, da ognuno dei taglietti praticati spunteranno nuove piantine, che nell’arco di 4-6 settimane saranno sufficientemente grandi da poter essere divise, estirpate e messe nella dimora definitiva, in vaso o piena terra.

Riproduzione per talea di bulbi, tuberi e rizomi.

Quando i bulbi, tuberi e rizomi si stanno preparando per la nuova stagione vegetativa, è possibile dividerli in più parti ed interrarli singolarmente per riprodurre nuove piantine, nel rispetto delle condizioni climatiche, composizione del terreno e pratiche colturali previste per le relative specie.

Vantaggi della riproduzione per talea.

La talea è una tecnica di riproduzione che consente di realizzare nuove piantine con caratteristiche genetiche identiche a quelle della pianta madre e che ha numerosi vantaggi:

Domande frequenti.

Quando prelevare la talea?

Durante l’intera stagione vegetativa, da marzo a settembre-ottobre, in funzione della specie di pianta e del periodo di fioritura, passando da talee di legno tenero a quelle di legno semiduro, quindi duro, man mano che si avvicina la fine della stagione. In particolare, le talee di legno duro si prelevano da piante spoglie per le quali è iniziato il periodo di riposo vegetativo, ossia in autunno, le talee semidure durante l’estate, quelle di legno tenero erbacee durante la primavera. Le talee di foglia si prelevano da marzo a settembre.

Quanto deve essere lunga la talea?

Dipende dalla specie di piante. A scopo esemplificativo, si passa dagli 8-10cm, per specie tipo il gelsomino, il rododendro e la camelia, ai 20-25cm per piante tipo la forsizia o l’albero del pepe.

Di quanto interrare la talea?

Di poco più di 1/3 circa della lunghezza con il verso apicale rivolto verso l’alto.

Di quanto distanziare la talea?

Di 10-20 cm in funzione della grandezza della talea e della velocità di crescita della specie.

Quale substrato usare per la talea?

Un terriccio composto di torba e sabbia in parti eguali, per le talee interrate in appositi contenitori o vasi, ed un terriccio di torba, sabbia e terra da giardino, per le talee interrate in piena terra.

Ogni quando e come annaffiare la talea?

Intervenire per frequenza ed intensità in modo da mantenere il terreno costantemente umido, evitando la formazione di ristagni idrici, potenziali cause di patologie fungine della massa radicale. Risulta sufficiente sollevare il telo di plastica o di tessuto non tessuto ogni 2-3 giorni per rimuovere l’eventuale condensa e controllare il grado di umidità del substrato. In caso di necessità, irrorare il terreno con uno spruzzino per non alterare la compattezza del terriccio intorno alle talee.

Bisogna concimare la talea?

In genere no, utilizzando un terriccio sufficientemente fertile e ricco di nutrienti, anche se durante l’eventuale permanenza nei vasetti singoli, prima della definitiva messa a dimora, si possono ipotizzare interventi con concime minerale granulare a lenta cessione o liquido da diluire nell’acqua da utilizzare per le annaffiature.

Quanto tempo impiega la talea per radicare?

Dai 30 ai 45 giorni circa, in funzione della specie, della fertilità del terriccio e delle corrette cure, periodo che si può velocizzare trattandole la parte di talea da interrare con ormoni radicanti.

Quando la talea va messa nella dimora definitiva?

Con l’arrivo della primavera successiva, le nuove piantine vengono messe nella dimora definitiva in vaso o piena terra, o sistemate in vasetti singoli, rimandando l’interro definitivo alla fine dell’estate-autunno.

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