Posa mosaico

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Il mosaico, composizione realizzata con piccole tessere di materiale diverso, è un opera che richiede tempo, manualità e dedizione. Anche se quando si parla di mosaico il pensiero corre alle piastrelle a mosaico, ci troviamo di fronte ad una tecnica per la quale la fantasia non conosce limiti. L’opera si concretizza nel mettere insieme frammenti di elementi obsoleti, rari, di materiale e forme diverse, dal marmo al vetro, dalla maiolica al legno, dal gres ai metalli preziosi, dai bulloni ai fondi di bottiglie, dai tappi alle pietre rare, elementi che creano contrasto, che si armonizzano, ma che in ogni caso creano interesse e suscitano emozioni. Accessori e particolari d’arredo, dal quadro al piano di un tavolo, dal rivestimento di una colonna al rivestimento di un’intera parete, in particolare degli ambienti dell’acqua, quali bagno e cucina, ai quali donano profondità e senso di spazio.

Considerazioni preliminari sulla posa delle tessere.

La posa delle tessere tradizionali, destinate al rivestimento di parte o intere pareti, avviene su apposite reti affogate in uno strato di malta cementizia. La tecnica tradizionale prevede che il mosaico venga realizzato in loco e le tessere, formato prossimo a 2x2cm, spessore dai 4 ai 10mm, incollate singolarmente una per una, con una colla al silicone, vinilica o a base di cemento. Non a caso la parola mosaico deriva dal greco musaikòn col significato di opera che presuppone la pazienza delle Muse.

In alternativa, è possibile utilizzare fogli, su reti o su carta, formato da 10x10cm a 30x30cm sui quali già sono state incollate le tessere con regolari linee di fuga. In questo caso i tempi di posa si avvicinano a quelli delle comune piastrelle, per cui diventa possibile rivestire in maniera economica anche intere pareti, sia con riguardo ai tempi di posa che al costo dei fogli, che mediamente spazia dai 25 ai 35 euro per il formato 30x30cm. Grazie alle nuove tecnologie a queste piastrelle a mosaico sono state assicurate le stesse caratteristiche tecniche delle piastrelle comuni, cui si aggiunge il maggior contributo estetico. Risultano di facile pulizia, resistenti all’usura e durature.

Poiché i fogli, sia su carta che su rete, non prevedono una struttura rigida, se è vero che si adattano a qualsiasi fondo di posa, anche curvo, e possono essere tagliate in strisce, finiscono per fare proprie tutte le imperfezioni che presenta il sottofondo.

Solo in presenza di una superficie regolare è possibile realizzare un mosaico con linee di fuga diritte, continue, uguali e parallele tra loro. Per un buon risultato il sottofondo deve essere immune da problemi di planarità, pulito, asciutto e perfettamente a piombo. I fogli vanno distanziati di uno spazio pari alle linee di fuga delle tessere incollate sugli stessi, in modo da dare continuità al rivestimento per l’intera superficie. Per facilitare la posa ed evitare imperfezioni, con l’ausilio di una staggia e della livella, è consigliabile tracciare sulla superficie da rivestire un reticolo che faccia da guida alla posa dei vari fogli. Posati quest’ultimi, prima che il collante diventi duro, le tessere vanno livellate con l’ausilio di un frattazzo di gomma o di legno, per passare a stuccare le linee di fuga, quindi lucidare l’intero rivestimento.

Materiali e attrezzi necessari: tessere (fogli), collante, metro, staggia, squadra, livella, matita, cazzuola, spatola dentata, frattazzo di gomma o legno, straccetti.

Iter operativo.

1-Preparato il sottofondo, adesivizzate un’area sufficiente a ricevere fino ad un massimo di 6-9 fogli.

2-Posate uno dopo l’altro i fogli, ai quali assicurate planarità e aderenza tamponandoli con un frattazzo di gomma. Fate in modo che la consistenza del collante sia tale da evitare che i fogli possano scivolare lungo il piano di posa. Eliminate il collante in eccesso prima che asciughi. Ripete l’operazione fino a completare l’intera superficie da rivestire.

3-Con l’ausilio di appropriati profili rifinite gli spigoli e lasciate asciugare la colla per 24-36 ore, in funzione della stagione, della zona climatica e della ventilazione.

4-Servendovi del frattazzo di gomma, riempite le linee di fuga, con una malta cementizia adeguatamente diluita, dopo esservi assicurati che le stesse risultino privi di residui di colla.

5-Pulite il rivestimento con una spugnetta imbevuta in una soluzione di acqua e aceto e lucidatelo con straccetti puliti.

Rinviate il lavoro con temperature superiori a 27-30°C o prossime allo zero.

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