Fai da te creativo

Intorno agli anni novanta, gli operatori del settore Bricolage capirono che era fondamentale rivedere le logiche che fino al quel momento avevano suffragato il mercato del Fai da Te. Bisognava coinvolgere le donne, le mogli. Grazie alla grande distribuzione specializzata, nasce per le donne una nuova opportunità, cominciano ad avvicinarsi ad una realtà che fino a quel momento era stato esclusivo appannaggio degli uomini, il mondo del Fai da Te.

In pochi anni la percentuale di donne che frequenta i grandi negozi di bricolage sfiora il 30% del totale dei visitatori. Infatti, per come erano concepiti fino a quel momento i tradizionali ferramenta, erano assolutamente preclusi alle donne. Sono proprie le donne che con la loro frequentazione dei Centri Fai da Te, inseriti nelle catene di grande distribuzione, lasciano intravedere nuove strade per il bricolage.

Un valido contributo in questa direzione viene dal crescente interesse da parte delle donne delle tecniche decorative (decoupage). La decorazione viene concepita come una realtà completa, che prevede una fase creativa, seguita da una manuale, lavorativa in senso stretto. Nasce, così, quello che viene definito il bricolage creativo, che non vuole essere un’alternativa al tradizionale Fai da Te, ma intende affiancarlo, pur conservando le proprie peculiarità. Ciò ha contribuito anche a cambiare l’atteggiamento delle mogli nei confronti dei mariti bricoleurs, considerati poco partecipi ai problemi della casa se presi da questa passione per il bricolage, passione finalizzata a combattere lo stress della vita moderna, a scaricare le proprie tensioni.

Tra i tanti mali della società moderna, il bricolage forse può essere considerato il male minore, anche se sottrae spazio alla propria famiglia, crea disordine, ed è in qualche misura dispendioso.

Informazioni Sugli Autori: Questo articolo è stato realizzato dalla Redazione (Informazioni sulla redazione)

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