Margotta

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La riproduzione per margotta consiste nel far radicare una porzione di ramo, senza staccarlo dalla pianta madre.

Caratteristiche della margotta.

E’ una tecnica di riproduzione vegetativa che, come quella per talea e propaggine, genera nuove piante con le caratteristiche genetiche identiche a quelle della pianta madre. La margotta richiama la tecnica di riproduzione per propaggine, dalla quale si differenzia in quanto il ramo prescelto non viene piegato ed interrato nel terreno, ma la parte interessata alla radicazione viene sistemata in una sacca di plastica (cosiddetto manicotto) dopo essere stata avvolta con un miscuglio, composto di sfango, torba e sabbia in parti eguali, adeguatamente inumidito. Il manicotto viene realizzato dopo aver inciso il ramo con un coltello affilato e disinfettato nel tratto destinato a radicare, da chiudere nella sacca. Quest’ultima, oltre a sostenere il terriccio, assicura al suo interno la temperatura ed il grado di umidità necessari alla radicazione. Quando nel manicotto si formano sufficienti radici la nuova pianta viene separata dalla pianta madre e messa nella dimora definitiva.

I passi principali per realizzarla.

1-Individuate un ramo sano e lignificato, che potenzialmente presenta le caratteristiche per dar vita ad una pianta con portamento in linea con quello della specie.

2-A 40-50cm dalla punta del ramo, e per un tratto di 10cm circa, rimuovete le foglie e gli eventuali getti laterali.

3-Servendovi di un coltello con lama affilata e disinfettata, eseguite un’ incisione lungo il tratto appena privato delle foglie e trattate la parte con un ormone radicante. L’incisione, profonda da 1/3 a 1/4 del diametro del fusto e lunga 6-8cm circa, va tenuta aperta inserendo nella stessa un piccolo distanziatore di legno.

4-Avvolgete la parte incisa con un terriccio ben inumidito, a base di sfango, torba e sabbia, rimuovete il distanziatore dall’incisione ormai colmata dal terriccio, e chiudete il tutto in una sacca di plastica. Legate quest’ultima sopra e sotto con la rafia in modo da formare un manicotto.

5-Con l’ausilio di uno spruzzino, operando attraverso l’apertura lasciata nella sacca di plastica, fate in modo che il terriccio si conservi costantemente umido.

6-Trascorsi da 2 a 8 mesi circa, a secondo della specie di pianta, quando la parte di fusto chiusa nella sacca avrà messo sufficienti radici, provvedete a recidere il fusto alla base del manicotto, utilizzando una cesoia affilata e disinfettata. La nuova piantina è pronta per essere messa nella dimora definitiva in piena terra o in vaso.

Domande più frequenti.

Per quali specie di piante risulta maggiormente indicata la margotta?

Trova applicazione per le specie ornamentali e arbustive con rami poco flessibili, difficili da piegare, rivolti verso l’alto, come l’acero, il ficus, la dracaena, l’aralia, il melograno, l’azalea, il cedro, la gardenia, il pittosporo, il kerria, o alberi da frutto, come il gelso, l’ulivo, gli agrumi, il fico, ecc.

Quale è il periodo migliore per eseguire la margotta?

Va da aprile a maggio, ma per alcune specie può arrivare alla fine dell’estate.

Quanto tempo richiede la margotta per radicare?

Da pochi ad alcuni mesi, in funzione della specie, dello stato di salute della pianta, dell’esposizione, della zona climatica, del grado di fertilità e umidità del terreno, delle legnosità del ramo. I tempi di radicazione possono essere velocizzati irrorando con un ormone radicante in polvere o liquido la parte del tronco incisa, prima di avvolgerla nello sfango e quindi nella sacca di plastica.

Perché la sacca di plastica deve essere munita di un apertura?

Per assicurare luce e aerazione all’interno del manicotto e per consentire di inumidire periodicamente il substrato.

Quando la nuova piantina viene separata dalla pianta madre e messa nella dimora definitiva?

Quando all’altezza del manicotto il fusto avrà radicato.

Come deve avvenire la separazione della giovane pianta dalla pianta madre?

Lentamente con tagli parziali del ramo, da completare nell’arco di una decina di giorni.

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