Incastro maschio femmina

Guida informatica e pratica sull’incastro a maschio e femmina, da come è fatto ai settori di utilizzo, a come si realizza.

Caratteristiche tecniche dell'incastro maschio femmina.

L’incastro a maschio e femmina detto anche unione rinforzata è caratterizzato da un ampia superficie di contatto tra i giunti. La giunzione interessa, infatti, l’intera lunghezza degli elementi da assemblare stabilmente a mezzo di colla vinilica.

Come è fatto?

Dei due pezzi da assemblare, uno presenta una scanalatura a “U” lungo il fianco, centralmente allo stesso, mentre l’altro presenta un dente a “T”, con il gambo rivolto verso l’esterno, fatto per alloggiare esattamente nella scanalatura del primo pezzo. Le due parti da incastrare sono perfettamente simmetriche e complementari tra loro. Il dente e quindi la relativa scanalatura, oltre che diritti, possono essere trapezoidali (tipo incastro a code di rondine) ed in questo caso la giunzione può essere mobile, in quando regge anche senza l’applicazione della colla. Una variante dell’incastro a maschio e femmina è il cosiddetto incastro a linguetta riportata, più facile da realizzare, dove entrambi i pezzi da unire presentano una scanalatura lungo il fianco, in cui viene inserita una linguetta che tiene unite le due parti. La linguetta, dello stesso materiale dei pezzi da assemblare o di un materiale più forte, presenta uno spessore uguale a quello delle scanalature ed una larghezza leggermente inferiore al doppio della profondità delle stesse, in modo che, una volta assemblati, i pezzi combaciano perfettamente. Sistemata la linguetta per metà in una delle due scanalature, si avvicina l’altro pezzo in modo che la seconda metà della linguetta alloggi perfettamente nella scanalatura del secondo pezzo. Entrambe le scanalature vanno spalmate di colla vinilica, prima di ricevere la linguetta.

Dove si usa l’incastro maschio e femmina?

L’incastro maschio e femmina trova impiego in diversi manufatti, come nei pavimenti flottanti in legno, che devono conservare nel tempo la necessaria superficie piana, senza scalini o avvallamenti, per ovvi motivi di sicurezza, o nel cosiddetto “perlinato”, un tavolato, generalmente in abete, destinato ai solai e sottotetti di costruzioni rustiche e biologiche, ecc.

Come si realizza?

Attrezzi e materiale necessario: matita, metro, graffietto, fresa da applicare ad un trapano a colonna, sega circolare da banco, carta vetrata, colla vinilica, guanti e occhiali da lavoro.

Passo 1

Con l’ausilio del metro, matita e graffietto, segnate sui lati delle tavole la profondità del dente e quella della scanalatura. Quest’ultima sarà di qualche decimo di millimetro più profonda, in modo da accogliere il dente per intero senza difficoltà.

Passo 2

Sempre col graffietto, dividete il bordo delle due tavole in tre parti uguali tra loro, in modo che sia la scanalatura che il dente avrà un spessore pari ad 1/3 di quello degli elementi da unire. In pratica, per entrambe le tavole le linee guida da segnare sono le stesse, quello che cambia è il materiale da asportare

Passo 3

Indossate occhiali e guanti e, servendovi della fresa, della prima tavola rimuovete la striscia centrale, creando la scanalatura. Passate alla seconda tavola e, con l’ausilio di una sega circolare da banco, rimuovete le fasce laterali, creando il dente.

Passo 4

Rifinite con la carta vetrata il dente e la scanalatura, spalmateli di colla vinilica, e incastrate le giunzioni.

Osservazioni.

L’incastro a maschio e femmina, sebbene si presenta come una giunzione molto semplice, per essere realizzato richiede attrezzi meno comuni di quelli necessari per le giunzione più complesse, tipo l’incastro a coda di rondine.

Informazioni Sugli Autori: Questo articolo è stato realizzato dalla Redazione (Informazioni sulla redazione)

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