Gelsomino rampicante

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Il gelsomino rampicante, dalle caratteristiche alle specie più utilizzate a scopo ornamentale per rivestire strutture che arredano giardini e aree a verde, come pergolati e gazebo, dalle esigenze climatiche della specie alle cure colturali, dalle malattie alle tecniche di moltiplicazione, a come coltivarlo in vaso su balconi e terrazzi.

Informazioni sul gelsomino rampicante.

Il gelsomino, genere della famiglia delle Oleaceae, pianta originaria delle aree tropicali dell’America del Sud e del Medio oriente, conta oltre 250 specie tra arbustive e rampicanti, rispettivamente con tralci ricadenti e tralci rampicanti.

Entrambe caratterizzate da tralci lunghi e flessibili, solo le rampicanti presentano gli elementi e le attitudini ad arrampicarsi ai sostegni.

La varietà rampicante rappresenta una classica piante ornamentale da fiore, la cui scelta risponde ad esigenze soprattutto estetiche. E’ un rampicante con una chioma poco invadente che non richiede sostegni particolarmente robusti e impegnativi, tipo il glicine.

Varietà gelsomini rampicanti.

Tra le varietà di gelsomino rampicanti, maggiormente apprezzati per ricoprire pergolati, archi e gazebo, troviamo:

Tra varietà di gelsomino rampicanti di minore interesse, troviamo:

Parlando del gelsomino rampicante, non possiamo non ricordare il cosiddetto falso gelsomino rampicante o gelsomino a stella (Trache lospermun o Rynchospermun jasminoides), pianta di origine cinese, molto diffusa perché resistente al freddo e non facilmente attaccabile dalle malattie. Trattasi di un sempreverde con un fogliame molto apprezzato, che si ricopre di un’abbondante e profumata fioritura in piena primavera. Come il gelsomino comune, i suoi lunghi e poderosi tralci possono superare i 7-8 metri di altezza.

 

Cure colturali del gelsomino rampicante.

Clima

Il gelsomino rampicante predilige un clima temperato caldo con temperature che non scendono per lunghi periodi al di sotto dello zero ed una postazione riparata e soleggiata.

Terreno.

Anche se la specie non è molto esigente e si adatta ai vari tipi di terreno, risulta maggiormente indicato un terreno ricco di humus, soffice e ben drenato.

Impianto.

Il periodo migliore per l’impianto del gelsomino rampicante coincide con l’autunno-inizio inverno per le aree del Centro Sud e l’inizio della primavera per le aree del Nord.

Sostegni.

Fin dal momento dell’impianto le giovani piante vanno dotate dei necessari sostegni, cui legare i tralci man mano che crescono, utilizzando rafia naturale e avendo l’accortezza di non stringere eccessivamente, per evitare di segnarli nei punti di ancoraggio.

Legatura.

Va fatta durante l’autunno, quando i tralci sono ancora flessibili da poter essere guidati, ma non eccessivamente teneri da spezzarsi.

Annaffiatura.

La pianta adulta va innaffiata con moderazione, non ama vivere nel terreno eccessivamente umido. Sopporta brevi periodi di siccità. Di sicuro le annaffiature non possono mancare durante la stagione estiva e quando si intende stimolare la fioritura. Circa la frequenza e l’intensità bisogna far leva sul buon senso, innaffiando in presenza di terreno completamente asciutto da alcuni giorni, evitando di annaffiare durante le ore più calde della giornata e di bagnare la parte aerea della pianta.

Potatura gelsomino rampicante.

Per il gelsomino rampicante, la potatura rappresenta un intervento importante, da praticare fin da subito dopo l’impianto per assicurare al rampicante una crescita corretta a partire dalla base, evitando che si formino spazi vuoti.

Per i primi 2-3 anni il rampicante sarà oggetto di interventi di formazione, con i quali si provvede ad accorciare i tralci del 70% circa, per favorire l’emanazione di getti laterali.

Le specie rampicanti, come J. officinale, J. polyanthum, J. grandiflorum, oltre al comune intervento per rimuovere rami secchi, spezzati o interessati da patologie, che potremmo definire potatura di pulizia della chioma, dopo la fioritura necessitano di un intervento di potatura di mantenimento e ringiovanimento con il quale bisogna ridimensionare i tralci eccessivamente lunghi che escono fuori della forma pensata, nonché recidere dalla base a rotazione alcuni dei tralci più vecchi e legnosi, al fine di sollecitare la pianta ad emettere un maggior numero di nuovi getti, che rappresentano il presupposto perché ogni anno si possa godere di una rigogliosa fioritura.

Per approfondimenti sui modi e tempi della potatura del gelsomino e per le peculiarità di alcune varietà, potete consultare la guida: “Potatura gelsomino”.

Concimazione.

Pacciamatura.

Per gli esemplari coltivati in piena terra, durante l’inverno è opportuno proteggere la massa radicale da eventuali gelate, con una pacciamatura da eseguire ai piedi della pianta, con paglia, fogliame, ecc.

Moltiplicazione gelsomino rampicante.

La riproduzione del gelsomino avviene soprattutto per talea, in misura minore per propaggine, anche se non sono totalmente escluse le restanti tecniche di propagazione: per margotta, per seme e per divisione di polloni.

Per approfondimenti sulle tecniche di moltiplicazione del gelsomino, potete consultare la guida: “Gelsomino riproduzione

 Malattie da fungo e parassiti animali.

Anche se molto raramente, il gelsomino rampicante può essere vittima di patologie fungine, come la fumaggine, l’oidio e la muffa grigia, o preda di insetti, quali gli afidi e la cocciniglia.

Per approfondimenti consultare l’articolo:"Gelsomino malattie”.

 Gelsomino rampicante in vaso.

Assieme alla passiflora, rosa, edera e filodendro, fa parte dei rampicanti maggiormente indicati per la coltivazione in vaso. Tra le specie indicate, troviamo il Jasminum primulinum ed il Jasminum odoratissimum. Per la coltivazione in vaso, in quanto compatibili, valgono i suggerimenti visti per la coltivazione in piena terra.

In particolare:

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