Costruzioni in muratura: caratteristiche, tipi, tecniche e riparazioni

I lavori di muratura sono un classico, con cui, chiunque sia appassionato di fai da te, si è trovato a confrontarsi. Analizziamo quindi le caratteristiche dei diversi tipi di costruzioni in muratura, le possibili tecniche per realizzare costruzioni o riparazioni e vediamo quali sono i lavori in muratura che si possono realizzare fai da te e quali invece devono necessariamente essere realizzati da un muratore professionista.

    Indice Articolo:
    1. Cosa sono?
    2. Caratteristiche
    3. Tipologie
    4. Tecniche

Cosa sono le costruzioni in muratura?

Per fornire una definizione rigorosa di muratura facciamo ricorso al dizionario della lingua italiana dove si può leggere: “ la muratura o anche apparecchio murario è la tecnica ma anche le azioni pratiche con cui si realizza un muro.”

Un muro è la struttura monolitica (costituita da un sol blocco o da più parti strettamente coese e non più distaccabili) realizzata assemblando con tecniche codificate e precise elementi di massa considerevole e di varia natura come possono essere: pietre, laterizi, blocchi in calcestruzzo, etc. Spesso, ma non necessariamente, i vari elementi che costituiscono il muro sono legati con malta

Da quanto detto appare chiaro che, a stretto rigore, i termini muro e muratura hanno un significato attinente ma differente, tuttavia nella pratica comune vengono quasi sempre usati come sinonimi ed è quanto si farà nel prosieguo.

Caratteristiche di questa struttura.

La costruzione delle abitazioni in muratura ha origini antiche ed ancora oggi, nonostante il progredire delle tecniche e dei materiali utilizzati, si basa sui medesimi criteri cardine che venivano già applicati nell’antichità:

  • Fondazioni continue di base.
  • Muri in elevazione perimetrali e/o divisori degli ambienti interni.
  • Solai appoggiati sulle strutture murarie.
  • Tetto a copertura solitamente inclinato per consentire lo scarico delle acque piovane.

In questo quadro generale le murature devono possedere alcune precipue caratteristiche al fine di assicurare:

  • Funzioni statiche ove siano richieste. Devono cioè avere caratteristiche tali da resistere ai carichi di compressione indotti dal proprio peso e dal peso dei solai e mura sovrastanti. Devono inoltre possedere caratteristiche per resistere agli sforzi di taglio e flessione indotti dal vento e da possibili eventi di natura sismica.
  • Difesa dall’azione degli agenti atmosferici (come pioggia, neve, vento, etc.) e dai raggi luminosi. Devono quindi avere caratteristiche di impermeabilità per impedire ad acqua ed umidità di penetrare all’interno dell’abitazione ma nel contempo devono essere traspiranti (dotati di pori) per consentire all’umidità che si accumula negli ambienti interni di poter disperdersi all’esterno. Devono ancora possedere caratteristiche tali da non consentire il passaggio della luce per tutelare la privacy degli abitanti e consentire l’oscurità nelle ore notturne.
  • Isolamento termico. Devono quindi avere caratteristiche tali da presentare una bassa trasmittanza termica. Proprietà che consente di trattenere il calore interno nella stagione invernale ed il fresco in quella estiva.
  • Isolamento acustico. Le murature devono perciò possedere caratteristiche di elevato potere fonoisolante.

Tipologie di murature.

Sono in uso svariati criteri per classificare le murature di seguito elenchiamo i più comuni.

In funzione dei compiti che sono chiamati a svolgere avremo:

  • Muri portanti. Sono quelli che adempiono a funzioni statiche. Solitamente sono muri portanti quelli perimetrali ma anche alcuni interni, detti muri di spina, che collaborano con i perimetrali nel sostenere solai e muri sovrastanti.
  • Muri di tamponamento. Servono a chiudere gli spazi tra le travi ed i pilastri negli edifici con scheletro in calcestruzzo armato.
  • Tramezzi. Non hanno funzioni portanti e servono a creare le divisioni interne.
  • Muri di confine. Servono a recintare proprietà.
  • Muri di sostegno. Servono a contenere fronti di terreno ed ad impedire che franino ed a contenere masse liquide.

In funzione della posizione avremo:

  • Muri di fondazione. Sono quelli che si sviluppano al disotto del livello del terreno e che costituiscono la base che sorreggerà in collaborazione con i pali il peso dell’abitazione.
  • Muri in elevazione. Sono tutti quelli che si sviluppano in altezza ad di sopra del piano di campagna del terreno.

In funzione di come vengono assemblati gli elementi che lo costituiscono avremo:

  • Muri a secco. I vari elementi che compongono la struttura, generalmente conci di pietra naturale, sono tenuti insieme dalle sole forze di gravità e di attrito. La stabilità della struttura si ottiene disponendo sapientemente a corsi sovrapponendo pietre con dimensioni simili in maniera da massimizzare la superficie di contatto.
  • Muri a malta. I vari elementi (pietre, laterizi, blocchi in calcestruzzo) sono tenuti insieme da strato di malta dello spessore di circa 1 cm.
  • Muri a getto. Si realizzano colando in una cassaforma un getto di calcestruzzo.

In funzione del materiale degli elementi costitutivi avremo:

  • Muri in pietra. Gli elementi che li compongono sono in pietra. Pietre che possono avere differenti nature e forme. Solitamente si utilizzano
    • Pietra squadrata. Dove gli elementi di base sono pietre naturali squadrate con dimensioni simili.
    • Pietra a conci irregolari. Dove gli elementi di base sono pietre naturali di forma irregolare.
    • Mix di pietra squadrata ed a conci irregolari.
  • Muri in laterizio. Sono realizzati con laterizi (mattoni o blocchi) forati, pieni e semipieni legati da malta.
  • Muri in blocco di calcestruzzo. Si costruiscono sovrapponendo e legando con malta blocchi di calcestruzzo.
  • Muri in calcestruzzo. Si costruiscono gettando in casseforme che poi saranno eliminate calcestruzzo che può essere o no armato con tondini metallici.
  • Muri con pannelli prefabbricati. Si costruiscono montando in loco pannelli modulari composti da elementi eterogenei assemblati in fabbrica.
  • Muri misti. Si realizzano assemblando elementi di varia natura comune ad esempio pietrame e mattoni.

Tecniche costruttive delle murature.

Le tecniche di costruzione dipendono ovviamente dagli elementi di base con cui si realizza il muro.

Possiamo avere:

  • Murature in pietra squadrata. Si realizzano sovrapponendo corsi regolari di pietra squadrata legati con malta. Fondamentale è l’accortezza di sfalsare le giunzioni verticali.
  • Muratura in pietra a conci irregolari. Si realizzano con pietre di forma e dimensioni irregolari riempendo gli spazi vuoti con schegge di pietra e malta. Nella realizzazione occorre aver cura di posizionare le pietre di piatto e non di ritto per massimizzare la superficie di contatto.
  • Muratura con paramento in pietra squadrata. E’ un mix delle due tipologie precedenti dove le pietre squadrate vengono utilizzate nello strato più esterno e lo strato interno viene realizzato con pietrame di forma irregolare o addirittura con calcestruzzo.
  • Muratura in pietrame faccia a vista. Può essere eseguita in varie maniere e precisamente:
    • A filaretto. Si realizza sovrapponendo corsi regolari di buon pietrame avente forma normalizzata e dimensioni uniformi.
    • A corsi interrotti. Si realizza come quella a filaretto ma con cadenza aleatoria si interrompe il corso con pietre disposte diritto anzi che di piatto.
    • Ad opus incertum. Si realizza con pietrame di forme e dimensioni difformi che viene fatto combaciare ad arte utilizzando scalpello e mazzuolo e riempendo gli spazi vuoti con malta.
    • Ciclopica. Sono realizzate con pietre di notevoli dimensioni e con forma irregolare. Gli inevitabili spazi vuoti che si verranno a creare vengono riempiti con pietre più piccole e malta.
  • Muratura a sacco. Viene realizzata costruendo due paramenti distanziati uno interno ed uno esterno in pietra (con elementi regolari) e riempiendo lo spazio interno con pietrisco e calcestruzzo. Tale tipo di muratura, utilizzato negli edifici storici, è stato oggi riscoperto grazie alla resistenza meccanica che la rende utilizzabile come muratura portante.

Approfondisci come si realizza la muratura a sacco.

  • Murature in calcestruzzo. Come già si è detto si realizzano gettando in una cassaforma, in cui può o meno realizzarsi una armatura in tondini di ferro, il calcestruzzo. I muri in calcestruzzo sono economici ed hanno ottima resistenza meccanica per cui vengono utilizzati soprattutto per le costruzioni industriali.
  • Murature in mattoni si ottengono sovrapponendo corsi regolari di mattoni (pieni, semipieni o forati). Possono essere monostrato, pluristrato (più strati affiancati separati da materiale di elevata coibenza termoacustica), misti (strati affiancati compenetrati).

Puoi approfondire le caratteristiche dei muri di mattoni

  • Murature con blocchi di laterizio o calcestruzzo alleggerito. Vengono sovrapposti corsi regolari di blocchi legandoli con calcestruzzo. Sono generalmente usati per tramezzi ma possono essere anche portanti se si usano blocchi di idonee dimensioni ed anche armati con tondini di ferro.

Riparare un muro fai da te.

Spesso risulta indispensabile sistemare eventuali crepe presenti nei muri, o ripristinare gli intonaci danneggiati. Per un risultato soddisfacente diventa determinante la preparazione dell’impasto, da eseguire con cura, rispettando le proporzioni dei componenti e le modalità di preparazione, riportate sulle relative confezioni.

Come riparare le crepe di una muratura interna.

Occorrente:

  • Raschietto triangolare.
  • Spatole con lama più larga e più stretta.
  • Pennello tondo.
  • Spazzola con setole dure.
  • Forbici.
  • Tampone per levigare.
  • Carta vetrata a grammatura grossa e fine.
  • Bacinella con acqua e spugna.
  • Stucco da muro.
  • Nastro di rinforzo.
  • Fondo fissativo. Elastomero (Sostanza dotata di proprietà elastiche) semitrasparente che consolida la muratura ed agisce da aggrappante per gli strati superiori (stucco o vernice).
  • Telo di plastica per ricoprire il pavimento.
  • Carta gommata da carrozziere per fissarlo.
Sequenza delle operazioni:
  • Si ricopre il pavimento col telo in plastica e lo si fissa con la carta gommata.
  • Col raschietto triangolare e la spatola a lama stretta allarghiamo a forma di V la crepa sulla muratura raschiando via ogni residuo di vernice ed intonaco che si distacca.
  • Con la spazzola asportiamo dalla fenditura ottenuta ogni granellino di intonaco e polvere. Se necessario ripetiamo l’operazione più volte.
  • Se notiamo che l’intonaco della muratura tende a sbriciolarsi col pennello diamo una abbondante mano di fondo fissativo che funzionerà da consolidante oltre che da aggrappante per lo stucco che andremo a stendere.
  • Se il precedente passaggio non è necessario con la spugna la bacinella e l’acqua inumidiamo abbondantemente la fenditura.
  • Con la spatola, usata con la lama ortogonale alla direzione della fessura, spalmiamo lo stucco. Ripassiamo più volte su uno stesso punto spingendo con forza in maniera da riempire di stucco la fessura fino in fondo. Ad operazione completata rasiamo lo stucco in eccesso con una spatola a lama larga.
  • Attendiamo una oretta affinché lo stucco sia asciutto e ripetiamo l’operazione di sopra.
  • A strucco fresco ricopriamo la parte di muratura stuccata col nastro fissativo autoadesivo di rinforzo. Il nastro impedirà che la crepa si riformi. Terminata l’operazione ricopriamo il nastro con una ulteriore stuccatura.
  • A stucco secco con la carta vetrata di differente grammatura fissata sul tampone levighiamo la muratura.
  • Spolveriamo accuratamente e diamo una mano di fissativo.
  • A fissativo asciutto si potranno iniziare i lavori di pitturazione.

Come ripristinare l’intonaco danneggiato di una muratura.

Occorrente:

  • Martello.
  • Scalpello.
  • Cazzuola a lama più larga e più stretta.
  • Cazzuola americana.
  • Spatola
  • Caldarella (secchio da muratore).
  • Riga da muratore.
  • Trapano elettrico con utensile impastatore.
  • Bacinella con acqua.
  • Spugna.
  • Pennellessa (grosso pennello largo e piatto).
  • Tampone a spugna per levigare.
  • Spazzola a setole dure.
  • Cemento.
  • Sabbia a granulometria fine.
  • Premiscelato per intonaco.
  • Fissativo.
  • Telo in plastica.
  • Carta gommata per carrozzieri.
Sequenza delle operazioni:
  • Colla carta gommata si fissa al pavimento il telo in plastica per riparalo dallo sporco.
  • Con scalpello, martello, cazzuola a lama stretta e spatola si libera la muratura da vernice scrostata e intonaco gonfio sollevato dalla muratura.
  • Con la spazzola si libera la muratura da polvere e granelli di materiale.
  • Con bacinella acqua e spugna si bagna accuratamente la parete nell’area dove andrà ripristinato l’intonaco.
  • Con cemento e sabbia si prepara l’intonaco di rinzaffo che costituirà il primo strato più ruvido e livellerà i buchi delle fenditure e dell’intonaco scrostato. Nella caldarella senza acqua si mescolano con cura sabbia e cemento in rapporto 2 ad 1. Si aggiunge poi, poca alla volta, l’acqua e contemporaneamente si impasta la miscela col trapano elettrico munito dell’apposito utensile. Si dovrà ottenere alla fine un impasto fluido ma non liquido. Ad impasto pronto si aggiunge il fissativo nelle proporzioni indicate nel foglietto illustrativo che lo accompagna. Occorre fare attenzione che l’ulteriore aggiunta di liquido non fluidifichi eccessivamente la malta.
  • Si stende con la cazzuola la malta così preparata sulla muratura e la si livella aiutandosi con la riga da muratore.
  • Si attende qualche giorno per fare asciugare il rinzaffo.
  • Si attende il tempo necessario affinchè l’intonaco steso sia asciutto
  • Si prepara nella caldarella l’intonaco fine mescolando il premiscelato con l’acqua. Anche in questo caso l’impasto dovrà essere fluido ma non liquido.
  • Con la la cazzuola americana si stende con molta cura un sottile strato della malta.
  • Si fa asciugare leggermente e con il tampone a spugna ed eventualmente con carta vetrata a grana finissima si leviga accuratamente la muratura.
  • Si attende che l’intonaco sia ben secco e poi con la pennellessa si da alla muratura una passata di fissativo-
  • A fissativo asciutto si potranno iniziare le operazioni di pitturazione..

Supervisore: Giuseppe Travaglione

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