Albero di Natale vero: cura e coltivazione dell’abete in vaso

E' possibile conservare l'albero di Natale vero per l'anno dopo? Come coltivare l'albero in vaso? Vediamo come mettere a dimora l'albero di Natale dopo le festività. Albero di Natale vero: cura e coltivazione dell’abete in vaso.

    Indice Articolo:
    1. Caratteristiche
    2. Quale scegliere?
    3. Come coltivarlo in vaso

Albero di Natale vero: caratteristiche.

Quella dell’albero di Natale è un’usanza natalizia che consiste nel decorare un albero con festoni, palline, dolciumi, luci ecc.. di vario genere. Un tempo gli addobbi erano molto semplici e consistevano in frutta o fiori, oggi, invece sono sempre più elaborati e hanno forme e materiali diversi. Oltre alle luci, bianche, colorate, fisse o intermittenti l’albero viene decorato con palline in vetro colorato, ma ci sono molte varianti: figure, campanelle, angioletti ecc. Alcuni usano anche fili dorati ed argentati, o neve spray per decorare. Questa è la versione più classica, ma le decorazioni sono molto varie e dipendono dal gusto personale.

L'albero di Natale ha origini antiche. Infatti, sebbene sia entrato a far parte della tradizione cristiana (sia cattolica che protestante) solo tra il 1400 ed il 1500, nei paesi di lingua tedesca essa riprende antichi culti dei popoli nordici per la celebrazione del solstizio d'inverno.

 Breve storia dell’albero di Natale. 

La tradizione di decorare gli alberi nel periodo del solstizio d'inverno era già presente nella cultura delle popolazioni celtiche (nel IV/III secolo avanti Cristo popolavano le regioni che andavano dalla Britannia al Danubio) e dei Vichinghi (pirati originari della Scandinavia e Danimarca che, nel periodo che va 800 all’anno 1000, imperversano in Europa con le loro scorrerie). I cristiani (cattolici e protestanti) ripresero questa usanza iniziando ad addobbare abeti nel periodo natalizio. Secondo alcune fonti la tradizione ha origine nella città di Tallin capitale dell’Estonia. Secondo altri invece l’origine si ebbe nella città di Riga in Lettonia. Esiste a tal proposito una targa che testimonia la presenza di un albero addobbato con frutta, noci, datteri e fiori nel 1510. Sicuramente l’usanza passò in Germania. Le cronache della città di Brema ne danno testimonianza della sua presenza nell’anno 1570.&nbsp

L’albero che solitamente nel nostro paese viene decorato in occasione delle feste natalizie è il Peccio o Abete rosso. Meno comunemente, soprattutto nell’Europa del Nord, si utilizzano l’Abete bianco e l’Abete del Caucaso. Raramente invece si utilizzano pini o altre conifere.

Abete rosso o Peccio (Picea abies).

E’ una conifera appartenente alle Pinaceae. Originario dell’Asia centro settentrionale e dell’Europa è molto diffuso in tutta l’Europa del Nord e sulla catena delle Alpi dove lo si trova tra i 1200 ed i 1800 metri. Nella restante parte della penisola è praticamente assente tranne qualche esemplare al passo dell’Abetone. Ha il tronco dritto ed eretto e può raggiungere i 40 metri di altezza. Ha un portamento maestoso con una chioma molto stretta in punta. Alle basse quote la forma della chioma cambia e si espande. Le foglie sono aghiformi ed appuntite e non superano i 2,5 centimetri di lunghezza. I semi sono contenuti nelle pigne che hanno una forma allungata e dimensioni comprese tra i 10 e 20 cm.

Abete comune (Abies alba) o Abete bianco.

E’ una conifera appartenente alle Pinaceae. Diffuso in tutta Europa anche se non con continuità, In Italia lo si trova sulle Alpi e sugli Appennini fino alle Serre dell’Aspromonte ad altezze che vanno dai 500 ai 1500 metri ed a volte raggiunge anche i 2000 metri. Prospera sui versanti montani e collinari ombrosi e ricchi di precipitazioni. Ha un tronco dritto e slanciato e raggiunge altezze che possono superare i 50 metri ed arrivare anche ai 60 m. E’ anche molto longevo e vi è più di un esemplare che supera i 600 anni di età. Ha una chioma a forma piramidale che col trascorrere degli anni si appiattisce. Le foglie che rimangono sull’albero anche 10 anni sono aghiformi ed hanno una lunghezza tra 2 e 3 centimetri. I semi sono contenuti in pigne di forma quasi cilindrica che sui rami sono in posizione eretta e non pendula e che sono lunghe anche 20 cm.

Abete del Caucaso (Abies nordmanniana).

E’ una conifera appartenente alle Pinaceae molto simile all’Abete bianco. E’ originario delle regioni intorno al Mar Nero ma è coltivato in tutta l’Europa del Sud e quindi anche in Italia. Predilige le colline e le montagne non molto alte (cresce in una fascia che va dai 200 ai 1200 metri sul livello del mare). Ha il tronco dritto e può arrivare facilmente ai 60 metri di altezza ha la chioma regolare a forma di piramide/cono ed i rami si diramano regolarmente dal tronco senza pendere. Le foglie, che rimangono sull’albero per circa 6 anni, sono di colore verde scuro ed a forma di aghi di lunghezza che può raggiungere i 30 centimetri. I semi sono contenuti in pigne tozze che come per gli altri abeti non pendono ma sono rivolte in alto. 

 

Come scegliere in maniera responsabile un albero di Natale vero.

Nei giorni che precedono l’avvento delle feste natalizie (la tradizione vuole che l’albero venga fatto il giorno dell’Immacolata ossia l’8 di Dicembre) sono in vendita due tipi di alberi di natale veri (non in plastica).

Precisamente:

Qualunque sia la tipologia per cui si opta è comunque una scelta responsabile. Anche quelli senza radici che, come detto, provengono da alberi tagliati sono soggetti ad attenta sorveglianza del Corpo Forestale di Stato. Sorveglianza tesa a tutelare la rinnovabilità dei boschi. 

Costo di un albero di natale vero con radici.

Il prezzo di un albero di Natale con radici dipende dalla sua altezza: un alberello di 50/60 cm costa intorno ai 30€. un bell’albero grande può anche costare 500 €.

Come coltivare in vaso un albero di natale vero con radici. 

Se si opta per un albero di natale con radici con molta pazienza si può provare a coltivarlo in un vaso in maniera da averlo pronto per il Natale dell’anno successivo. Già durante le festività ci sono alcuni accorgimenti da adottare:

Una volta finite le festività l’albero può essere trapiantato in giardino o in un vaso più grande da disporre su un terrazzo in un angolo luminoso ma non soleggiato e privo di correnti d’aria.

Prima del trapianto occorre diradare le radici.

Affinché l’albero attecchisca è necessario utilizzare un terriccio adatto e assicurare (mescolandolo con ghiaietta) il giusto drenaggio del terreno nel vaso in maniera da non procurare impantanamenti e nel contempo consentire all’umidità di trattenersi a lungo.

Ogni 20-30 giorni l’albero va concimato e potato eliminando i rami secchi.

Se il nostro albero riesce a superare l’estate, in autunno sarà pronto per affrontare un altro anno di festività.

Informazioni Sugli Autori: Dottor Giuseppe Travaglione

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