Avvitatore elettrico: caratteristiche, utilizzo, funzionamento e prezzi

L’avvitatore elettrico è un elettro utensile compatto e di facile utilizzo che serve ad avvitare o svitare viti e talvolta anche a fare piccoli fori. Può essere a batteria o dotato del filo di alimentazione che termina con la spina da inserire nella presa dell’impianto elettrico. Ma come funzionano gli avvitatori elettrici? E quanto costano? Approfondiamo.

    Indice Articolo:

Avvitatori elettrici: caratteristiche e tipologie.

Gli avvitatori elettrici sono degli attrezzi pensati per avvitare o svitare viti e bulloni, che, per svolgere un tale compito, sono dotati di un motore alimentato ad energia elettrica in grado di invertire il senso di rotazione (da orario ad antiorario).

I parametri che caratterizzano un avvitatore elettrico sono:

In funzione della sorgente di energia elettrica di alimentazione del motore possiamo dividere gli avvitatori elettrici in:

Approfondisci le caratteristiche degli avvitatori a batteria.

Come funzionano?

Gli avvitatori elettrici hanno una struttura a pistola simile a quella di un trapano. Ed in realtà sono dei veri e propri trapani in quanto se montano come utensile una punta elicoidale possono essere utilizzati anche per forare legno, metalli e muri.

Come accennato alcuni modelli dotati oltre che della rotazione anche della percussione possono addirittura forare anche il cemento armato.

Il motore elettrico ed il riduttore di velocità è contenuto all’interno della struttura. Il riduttore quasi sempre consente una variazione continua della velocità di rotazione. Il comando che lo aziona è il grilletto della pistola (più si schiaccia e più il numero di giri dell’albero del motore aumenta). Solidale all’albero è collegato un mandrino del tipo autobloccante (si stringe e si allenta senza chiavino ma con le mani). Nel mandrino viene serrato un utensile di forma opportuna che trasmette alla vite o bullone su cui si agisce la coppia resa disponibile dalla rotazione del motore. Coppia che a seconda del verso di rotazione li allenterà o serrerà.

Se l’attrezzo viene usato come avvitatore si lavorerà con una velocità di rotazione bassa, se invece viene usato come trapano si utilizzerà la massima velocità (solitamente superiore ai 1000/1500 giri al minuto a seconda che la sorgente di alimentazione sia una batteria o la rete).

L’impugnatura a pistola è ergonomica e ricoperta di materiale antiscivolo per poter consentire una presa dell’utilizzatore che sia nello stesso tempo sicura e confortevole. La gamma di utensili applicabili agli avvitatori e disponibile in commercio è vastissima e consente di avvitare o svitare viti a taglio, viti a croce, dadi e bulloni, brugole. Il comando di inversione della rotazione è posizionato alla sommità della impugnatura lateralmente al grilletto. Alla base dell’impugnatura si inserisce il cavo di alimentazione munito di spina che andrà inserita nella presa per prelevare la corrente di rete.

Utilizzo degli avvitatori elettrici.

Come già accennato gli avvitatori elettrici corredati degli appositi utensili vengono utilizzati per:

Gli innesti più comuni
  • A taglio. E sempre meno utilizzato e prevede una scanalatura dritta.
  • A croce. Ne esistono due differenti tipologie: Philips e Pozidriv.
  • Torx. Ha una scanalatura a forma di stella a 6 punte.
  • Esagonale o a brugola o Allen. Ha come innesto un foro esagonale di varia dimensione.
  • Roberts. Ha un innesto simile a quello di brugola ma di forma quadrata.
  • Tri Wing. Innesto con tre scanalature unite al centro a mo’ di stella.
  • Spanner. Innesto con due fori che rendono agevole l’avvitamento e difficile lo svitamento. Perciò è utilizzato in ambienti esterni per proteggere da manomissioni.
  • Avvitare e svitare bulloni e dadi.
  • Forare. I materiali che possono essere forati sono: legno, ferro, murature. Se lo strumento è dotato anche della funzione di percussione (massa battente lungo la direzione dell’albero del motore) e possibile anche forare il cemento armato.

Grazie a queste loro potenzialità gli avvitatori elettrici sono uno strumento indispensabile per coloro che si dilettano di bricolage ma anche per professionisti come: elettricisti, falegnami, gommisti, etc.

Come scegliere l’avvitatore elettrico?

Per poter effettuare una scelta oculata bisogna stabilire quale sarà l’impiego prevalente dell’attrezzo che andremo ad acquistare. Facciamo qualche esempio pratico per chiarire detta affermazione.

Se installiamo controsoffittature o pannelli di cartongesso avremo bisogno di un avvitatore che non sia eccessivamente potente ma che ci permetta di poter lavorare per molte ore ininterrottamente senza dover interrompere per attendere la ricarica delle batterie. Avremo perciò necessità di un avvitatore alimentato a tensione di rete o anche di uno a batterie ma con diverse batterie di riserva cariche.

Se invece avvitiamo o svitiamo pneumatici di auto necessiteremo di un avvitatore con elevata potenza ed elevata coppia di serraggio e pertanto di un avvitatore alimentato a tensione di rete o anche a batterie va con tensione di alimentazione di almeno 18 volt.

Per i comuni usi del fai da te basta un avvitatore a batteria di 12 o 14 volt che può essere usato ovunque senza l’ingombro del cavo di alimentazione.

Costi degli avvitatori elettrici.

Il costo di un avvitatore è molto variabile, può, infatti, oscillare dai 40/50 euro agli oltre mille.

Naturalmente il prezzo varia in funzione della potenza dell'utensile e dalla casa costruttrice.

Un avvitatore delle marche più comuni quali Bosch o black & Decker, Metabo o Makita per piccoli lavori casalinghi spazia in un range che va dai 30 ai 60 euro, un avvitatore professionale, utilizzato per avvitare o svitare i bulloni delle ruote ha un prezzo che va dai 900 ai 1200 euro.

Informazioni Sugli Autori: Dottor Giuseppe Travaglione

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