Trattamento cotto

Articolo realizzato dalla redazione
Informazioni sulla redazione

Guida informativa sul trattamento del cotto, materiale poroso che trattiene lo sporco ed assorbe le macchie in assenza di protezioni superficiali, dalle fasi del trattamento ai prodotti da utilizzare, alle tecniche di maggiore utilizzo.

Finalità del trattamento del cotto.

Il cotto, impasto di argilla e acqua essiccato e cotto in forno, è un materiale poroso, che assorbe le macchie e lo sporco e come tutti i materiali è soggetto a degrado, per usura e per invecchiamento. Per rimuovere lo sporco, renderlo impermeabile, duraturo, di facile manutenzione e migliorarne le finiture, il cotto deve essere sottoposto a trattamento superficiale. Il trattamento non rappresenta una scelta, ma un’operazione necessaria, se l’obiettivo è quello di proteggerlo dalle macchie e dagli inevitabili segni di usura dovuti al calpestio e al tempo (trattamento di finitura, protezione, conservazione e manutenzione). La porosità se da un lato facilita la traspirazione, dall’altro ne aumenta l’attitudine a trattenere lo sporco e ad assorbire le macchie. Con il trattamento bisogna trovare il giusto equilibrio tra la necessità di consentire una sufficiente traspirazione e la resistenza allo sporco e alle macchie, senza perdere di vista l’aspetto estetico.

Con il passare degli anni i materiali, le attrezzature e le tecniche di trattamento si sono evolute. Si è passati agli innovati sigillanti acrilici in base acquosa, che creano un film superficiale che, nel mentre rende il cotto impenetrabile alle macchie (liquidi e oli) non ne condizione la necessaria traspirazione, conferendo al pavimento un aspetto lucido o satinato, a seconda del tipo di sigillante.

Come scegliere il tipo di trattamento.

La scelta del trattamento deve tener conto delle differenze tra le varie tipologie di cotto, in particolare tra il cotto artigianale ed il cotto industriale, della tecnica di posa, della salubrità dell’ambiente che ospita il pavimento, della destinazione, del grado di finitura superficiale, del tempo a disposizione. In particolare, il cotto artigianale, molto più pregiato, espressione di un’atmosfera antica, presenta irregolarità sia nella forma che nei colori, caratteristiche proprie delle lavorazioni artigianali. Ogni elemento rappresenta un pezzo unico, con i suoi difetti di planarità e striature di colori. Il cotto industriale, con un impasto molto più duro, presenta invece una superficie alquanto omogenea e regolare ed è privo di significative variazioni cromatiche. Nel suo complesso il cotto, come il legno e le pietre, rappresenta un materiale caldo e accogliente.

In presenza di un ambiente umido, per il trattamento del cotto, bisogna evitare i tradizionali prodotti a cera ed optare per prodotti in base acqua, ecologici, che hanno raggiunto un’affidabilità pari a quelli in base solvente. Viceversa, per un cotto artigianale particolarmente chiaro bisogna optare per prodotti a base di cera.

Anche se la resistenza all’usura del cotto dipende dalla qualità delle argille utilizzate, dalle tecniche di produzione e dalla temperatura di cottura, un trattamento a base acquosa risulta più resistente al calpestio rispetto al trattamento a base di cera, mentre a niente può il “trattamento” con riguardo alla gelività, ossia alla vulnerabilità del cotto al gelo, che, come la resistenza al calpestio, dipende esclusivamente dalla qualità delle argille utilizzate, dalle tecniche di produzione e dalla temperatura di cottura. Per i pavimenti destinati all’esterno, le caratteristiche di gelività devono essere certificata dal produttore.

Fasi del trattamento dei pavimenti in cotto.

Il trattamento del cotto comprende il lavaggio e l’applicazione della protezione, che fanno capo alle operazioni di cantiere, da eseguire a cura di operai specializzati, e la manutenzione, che fa capo all’utilizzatore del pavimento, da effettuare durante la vita utile dello stesso.

Il lavaggio.

Con il lavaggio si provvede, a posa ultimata, ad eliminare tutti i residui cementizi, relativi alla boiaccatura e fugatura, eventuali residui di vernice e smalti depositatesi sul pavimento. L’intervento, da eseguire con la massima accortezza per evitare di danneggiare le mattonelle e le relative fughe, persegue anche lo scopo di liberare i pori da ogni impurità, in modo che le sostante utilizzate per il trattamento possono essere accolte in profondità ed in maniera corretta. Per l’intervento bisogna aspettare alcuni giorni dalla posa, che spaziano dai 20 ai 40 giorni circa, passando dalla stagione estiva a quella invernale, qualora la posa è avvenuta con malta cementizia, mentre l’attesa scende a poco meno di una settimana, se la posa è avventa a mezzo di specifici collanti per piastrelle. L’attesa deve consentire al pavimento di espellere sotto forma di composto di sali solubili (macchie biancastre) l’umidità immagazzinata durante la posa. Tradizionalmente per lo scopo si utilizzava l’acido muriatico, ma oggigiorno è stato rimpiazzato da innovativi detergenti reattivi, dalla composizione chimica mirata alle comuni sostanze da rimuovere, detergenti molto più rispettosi dell’ambiente. Per il lavaggio ci si avvale di specifiche attrezzatura, dai dischi abrasivi alla monospazzola, agli aspira liquidi.

Applicazione della protezione.

Terminato il lavaggio, si passa all’applicazione della protezione, a base dei tradizionali oli e cere o utilizzando emulsioni in base acquosa, per pavimenti interni o quantomeno coperti, ricorrendo a prodotti idrorepellenti per pavimenti destinati all’esterno, esposti agli attacchi degli agenti atmosferici, dalla pioggia al vento, al sole. Come già accennato, il pavimento destinato all’esterno deve essere ingelivo, ossia resistente alle gelate, requisito che il cotto deve possedere fin dall’origine a prescindere dal “trattamento”. Qualunque sia il trattamento, oltre a proteggere non deve costituire una barriera alla necessaria traspirazione.

La manutenzione.

La manutenzione ordinaria del cotto, che fa capo all’utilizzatore, non offre difficoltà se lo stesso è stato opportunamente trattato. E’ sufficiente il passaggio di un panno pelle ben strizzato, dopo averlo imbevuto in acqua tiepida in cui è stata diluita una dose di detergente neutro per pavimenti. Ogni 30-45 gg passare la cera liquida specifica per il cotto.

Consigli e informazioni utili.

In presenza di cotti particolarmente assorbenti, si consiglia un trattamento idrorepellente prima della posa e del lavaggio, operazioni durante le quali l’inevitabile presenza di umidità finirebbe per essere assorbita, procurando macchie che potrebbero risultare difficili da rimuovere con il successivo “trattamento”; i prodotti in base acqua si prestano ad essere utilizzati anche in presenza di pavimenti non perfettamente asciutti, riducendo i tempi di lavorazione; grazie agli innovativi trattamenti superficiali, per il cotto è stata sfatata la convinzione che rappresenta pavimentazioni poco resistenti, di difficile manutenzione e pulizia.

Informazioni Sugli Autori:

Articolo realizzato dalla redazione
Informazioni sulla redazione

MAGAZINE CHI SIAMO CONTATTI
Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire funzioni social e analizzare il traffico. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando un qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie e dichiari di aver letto la nostra Cookie Policy e la Privacy Policy. Per saperne di pi├╣ o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie consulta la nostra Cookie Policy.