La piantumazione

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La piantumazione degli alberi da sempre ha rappresentato l’evento per avvicinare i ragazzi alla natura, per insegnare loro l’importanza del rispetto del territorio e dell’ambiente. Per quello che io ricordo, ho più di 60 anni, alle scuole elementari tutti noi ragazzi aspettavamo con ansia il giorno (Festa dell’albero) dell’annuale passeggiata e lezione all’aperto sull’importanza degli alberi e sul loro contributo alla vita degli uomini, lezione che si concludeva con la materiale piantumazione di piantine, generalmente di pino o abete.

L’ingegneria naturalistica pone grande attenzione al contributo delle piante nella prevenzione dei dissesti idrogeologici, come frane, straripamento di fiumi. In linea con l’attenzione per l’ambiente, l’inquinamento e le fonti di energia alternativa, la piantumazione è stata considerata un’opportunità per compensare almeno in parte le enormi di CO2. Non a caso aziende fonti dirette o indirette di emissioni di CO2, si sono fatto carico di opera di rimboschimenti, laddove possibile.

Le Amministrazioni con una maggiore cultura ambientalista inseriscono nei loro programmi iniziative che mirano a sensibilizzare l’opinione pubblica in questa direzione, prevedendo contributi a fondo perduto a favore di soggetti che attuano programmi di piantumazione.

La scelta degli alberi e degli arbusti da utilizzare nelle piantumazioni va fatta in funzione della zona climatica, del tipo di terreno, dell’obiettivo specifico che si intende perseguire. Tra gli alberi più comuni usati per le piantumazioni, ricordiamo il pioppo, la quercia, l’olmo, il melo, il noce, il faggio, il pino, l’abete, mentre tra gli arbusti ricordiamo, il nocciolo, il nespolo, il salice, il biancospino, il gelsomino, l’ibisco, l’ ortensia, il glicine, ecc.

La piantumazione prevede la preparazione della buca, con l'ausilio della vanga o del piccone in funzione della compattezza del terreno.

Bisogna scavare una buca più profonda di una decina di centimetri rispetto alla parte della pianta che si intende interrare per creare in fondo alla buca uno strato di pietrisco in grado di assicurare un buon drenaggio. In presenza di un terreno particolarmente compatto e argilloso favorire il drenaggio diventa importante per la salute della pianta. La buca deve risultare leggermente più larga della zolla che ospita le radici della pianta da interrare per dar modo alla massa radicale di aprirsi senza trovare ostacoli. La buca deve presentare cioè la forma di un tronco di cono capovolto.

Una volta scavata la buca e sistemato lo strato di pietrisco o ghiaia segue uno strato di terreno misto a terriccio. La buca è pronta per ricevere la pianta. A questo punto si libera la zolla dell'eventuale film di plastica e si posa centralmente sul fondo dello scavo, provvedendo a riempire la buca con il terreno rimosso possibilmente miscelato con un terriccio universale, senza pressarlo eccessivamente.

Una volta riempita e livellata la buca in superficie segue una consistente innaffiatura per eliminare le sacche d'aria che eventualmente si fossero create nel terreno apportata ex novo. Se il drenaggio del terreno lo consente nei primi mesi di vita della pianta l'intervento di irrigazione va ripetuto ogni 7-10 gg in funzione della zona climatica e della temperatura del momento. Anche per le piante messe a dimora in piena terra vale comunque la regola generale che vanno innaffiata ogniqualvolta il terreno risulta asciutto. L'irrigazione deve essere lenta ma abbondante in grado di interessare l'intera massa radicale e l'area circostante il fusto della pianta. L'intervento va eseguito durante le ore fresche della giornata.

Se il fusto della pianta appena interrata risulta esile e nello stesso tempo la massa radicale non è tale da sostenere la piantina, potrebbe essere necessario applicare un tutore. In pratica un bastone di legno proporzionato alle dimensioni della pianta, da ancorare da un lato al suolo e dall'altro ad una certa altezza della pianta (3/4 del tronco). Il tutore va inclinato in modo da formare un triangolo rettangolo col tronco e col suolo a piedi della pianta.

Se si prevedono gelate la superficie che sovrasta le radici va coperta con foglie, paglia, fieno o con un telo sintetico.

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