Piante carnivore

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Foglie che ingeriscono insetti possono essere molto affascinanti, almeno per alcuni di noi. Le piante carnivore, attingono da questi animaletti le sostanze nutritive di cui è privo il terreno dove sono abituate a vivere, paludi o torbiere. Sfatiamo il mito che le vuole voraci mangiatrici di mosche e zanzare. Le piante carnivore cresciute in casa non necessitano obbligatoriamente di mangiare insetti. L’ideale, però, sarebbe quello di catturare piccoli insetti e darli in pasto alla vostra piantina. Prima, però, di cimentarvi nell’avventura di coltivare una pianta di questa specie, leggete la nostra guida. Vi forniremo alcuni utili consigli sui metodi migliori per coltivarla. La prima cosa da sapere è che le piante carnivore adorano l’umidità. Andranno, quindi, innaffiate costantemente con acqua pura e priva di Sali minerali. Importante è anche il sole, di cui queste piante hanno bisogno per il maggior numero di ore possibili al giorno. Questa guida vi accompagnerà nello straordinario mondo delle piante carnivore, con consigli e informazioni utili.

Le piante carnivore sono una specie che richiede molte attenzioni, irrigazione continua, sole diretto. Prima di decidere di averne una vi illustriamo, in breve, quali sono i pro e i contro di queste straordinarie piante.

PRO

CONTRO

Sono molto belle

Hanno bisogno di irrigazione continua

Non necessitano di rinvasi frequenti

Necessitano di molto sole

Se ben tenute durano a lungo

Mangiano insetti vivi

Caratteristiche delle piante carnivore.

Le piante carnivore, dette anche, “piante insettivore”, sono quelle piante dotate di una struttura fogliacea che permette loro di ingerire insetti. Questa loro caratteristica è il risultato di un’evoluzione dovuta alla povertà nutrizionale del terreno dove di solito crescono, come quello delle paludi e delle torbiere. Per sopperire a questa carenza, queste piante si vedono costrette ad assumere queste sostanze, come l’azoto, “mangiando” gli insetti, come mosche, zanzare o lombrichi.

Le piante carnivore sono dotate di una struttura fogliacea che funge da trappola. Esistono diversi tipi di trappola: adesiva, a scatto, a pozzetto, tutte con lo scopo di catturare prede. Ogni trappola è sviluppata per catturare specifici tipi di insetti:

Specie di piante carnivore.

In natura esistono svariate specie, circa 600, che appartengono a questo gruppo. Vediamo insieme quali sono le più conosciute.

PIANTA

CARATTERISTICHE

PREDE

Diodanea

Di piccole dimensioni, ha le foglie riunite a grappolo intorno ad un fusto centrale. La trappola è composta da due foglie disposte a guscio con dei sensori interni che, se stimolati, fanno schiudere le foglie catturando la preda.

Insetti come mosche e zanzare rigorosamente vivi.

Drosera capensis

Esistono varie specie appartenenti a questa famiglia. La drosera capensis in particolare è dotata di foglie lunghe e sottili che catturano l’insetto arrotolandosi su se stesse.

Insetti di piccole dimensioni.

Sarracenia

Anche di questa specie ne esistono diverse varianti. La Sarracenia è dotata di trappola a pozzetto. L’insetto, infatti, viene attratto da colori e profumi emanati dalla pianta e così catturato.

Insetti vari e, soprattutto, lombrichi.

Heliamphora

Le sue foglie sono arrotolate a creare una sorta di cono colmo di acqua. Saranno le sue prede gli insetti che malauguratamente cadranno nella sua trappola.

Soprattutto mosche e zanzare.

Nepenthes

Simile alla Heliamphora, anche la Napenthes è dotata di una struttura a cilindro che attira gli insetti. Questa pianta, però, è rampicante.

Lombrichi e formiche.

Pratiche colturali.

Le piante carnivore sono davvero affascinanti ma richiedono molta cura e molte attenzioni. E’ importante individuare il terreno idoneo per farle crescere, la temperatura adatta alle loro esigenze, il tipo di irrigazione di cui hanno bisogno, ecc. Illustriamo gli aspetti più importanti della coltivazione delle piante carnivore, fornendo qualche utile consiglio.

Clima e ambiente.

Quando si sceglie una pianta è importante sapere qual’è il suo clima di origine in modo da cercare di ricrearlo, se dovesse essere diverso da quello dove vivete voi. Le piante carnivore, però, ci aiutano in questo senso. Alcune di loro, come la Sarracenie e la Dionea, riescono a sopravvivere anche ai freddi inverni andando in “letargo”. Proprio così, come gli animali, queste piante, durante l’inverno, riducono al minimo il consumo di sostanze nutrienti in modo da superare anche i periodi più difficili. Queste specie possono tranquillamente vivere all’esterno ma, sempre, dove ci sia molta luce solare, soprattutto nei periodi di vegetazione. Quelle più delicate, come la Nepenthes e la Drosere, non vanno in letargo, per cui andranno riparate in ambienti coperti o serre che mantengano le condizioni climatiche uguali tutto l’anno. Ricordiamo che le piante carnivore hanno bisogno di molta luce, per cui anche se le tenete in casa, assicuratevi di posizionarle il più vicino possibile a fonti di luce, meglio se naturale.

Consiglio: nei periodi invernali non esagerate con l’innaffiatura, le radici delle piante in letargo, lavorando meno, potrebbero marcire per la troppa umidità.

Terriccio.

La pianta carnivora ha bisogno di un terreno acido, povero di nutrimento. Essendo abituata a terreni poveri, le sue radici non sono in grado di sopravvivere in altri tipi di terreno. Come spesso succede, non è possibile trovare in commercio un terriccio che risponda a tutte le loro esigenze. Per cui, sarà bene creare da noi un mix ideale. Il 50% circa del nostro mix dovrà essere composto da torba bionda acida, perfetta per queste specie. Un 30% di agriperlite, necessaria per mantenere umido il terreno. La restante parte di quarzo che permette al terreno di arieggiare con maggiore facilità.

Consiglio: Potete introdurre nel vostro terriccio aghi di pino o corteccia che arricchiscono il terreno delle sostanze nutrienti di cui è carente e di cui la pianta, in alcuni periodi, come quello della fioritura, ha necessità.

Irrigazione.

Il terreno deve essere mantenuto umido. Ma, per queste piante così delicate, non è possibile utilizzare l’acqua del rubinetto. Dovrà essere acqua neutra quella che date da bere alle vostre piantine. Quindi, acqua piovana o acqua demineralizzata, quella che si usa per il ferro da stiro, per intenderci. L’apporto di sali minerali lo hanno tramite gli insetti, per cui è importante che l’acqua ne sia priva.

Consiglio: Evitate di far bollire l’acqua nella convinzione che così si eliminino i sali minerali. Un litro di acqua distillata costa davvero poco, solo 20 centesimi. Inoltre, assicuratevi che vi sia sempre acqua nel sottovaso, queste piante adorano l’umidità.

Potatura.

Le piante carnivore non hanno bisogno di grandi attenzioni per quanto riguarda la potatura. Sarà necessario esclusivamente eliminare la parti morte, e solo quelle. Generalmente, durante il periodo autunnale le parti morte tendono a riprendersi, per questo motivo, vanno eliminate foglie e trappole secche solo durante il periodo vegetativo della pianta, che va da marzo-aprile fino a settembre-ottobre.

Consiglio: evitate di effettuare grandi tagli alle vostra piante carnivore, è una pianta delicata e ne soffrirebbe.

Semina e rinvaso.

Prima di iniziare la semina è importante preparare lo strato di terriccio dove i semi dovranno attecchire, composto come abbiamo visto nel paragrafo dedicato al terriccio. A questo punto inizia la fase della semina vera e propria. Si inseriscono i semi della pianta da voi scelta all’interno del terriccio e si stende uno strato di pellicola trasparente sopra il vaso, in modo da creare una specie di serra e tenere ben umida la terra. Non andranno innaffiati ma, assicuratevi sempre che nel sottovaso vi sia acqua.

Consiglio: per evitare che la pellicola aderisca al terreno tenetela sollevata con dei bastoncini di legno.

Tutte le piante hanno bisogno di un riciclo del terreno. Con il tempo, infatti, questo perde le sue proprietà e diventa necessario sostituirlo, rinvasando la pianta. Il rinvaso va effettuato all’inizio della primavera per dare tempo alla pianta di adeguarsi al suo nuovo ambiente per essere pronta nel momento del cosiddetto “risveglio”. In alcuni casi è possibile che sia necessario effettuare rinvasi di emergenza, magari se la pianta ha vissuto male un cambio di posto. In questi casi è bene essere veloci ed effettuare questa operazione in ambienti non troppo freddi.

Consiglio: durante il rinvaso siate molto delicati e fate molta attenzione alle radici, danneggiarle eccessivamente  potrebbe compromettere la salute della pianta anche in maniera irreversibile.

Malattie e parassiti.

Come tutte le piante anche quelle carnivore soffrono a causa di malattie e parassiti. Vediamo quali sono i più comuni e come combatterli.

Afidi

Sono parassiti che attaccano le piante nel periodo vegetativo (da marzo a ottobre) sfruttando l’elevata percentuale di umidità presente in questa fase nelle piante carnivore. Si presentano come piccoli insetti di colore scuro che ricoprono parte della pianta nutrendosene.

Esistono diversi prodotti in commercio utili per eliminare questi fastidiosi parassiti. Vi consigliamo il Provado Plus della Bayer. Spruzzatene un pò sulla vostra piante e ripetete il processo dopo una decina di giorni. In poco tempo dovreste ottenere il risultato sperato, eliminare, cioè, tutte gli afidi.

Cocciniglie

Sono dei piccoli insetti bianchi che creano sulle foglie della pianta delle macchie chiare e filamentose. A questa specie appartengono molti varietà, la più nota è la cosiddetta “cocciniglia farinosa”.

In casi di infestazione grave è bene intervenire con prodotti chimici che, sappiamo, è, però, meglio evitare. In casi meno gravi sarà sufficiente un pò di cotone imbevuto di alcool con il quale vanno pulite tutte le foglie.

Muffe

La più nota è l’oidio. Si presenta come un patina bianca che ricopre tutta la pianta.

Il metodo migliore per combatterla è vaporizzare la  pianta con lo zolfo diluito in acqua. Ripetete l’operazione un paio di volte al giorno finchè il problema non sarà risolto.

Dove acquistare le piante carnivore.

Non è molto facile reperire piante carnivore, considerando che alcune specie sono rare. Ma non demordete. Su internet ci sono molti siti che mettono a disposizione degli acquirenti sia semi che piantine carnivire. Naturalmente, esistono anche vivai specializzati. I prezzi variano da specie a specie ma non sono particolarmente elevati. Si va dai 7 euro per una Dionaea ai 15 euro per una Sarracena.

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