Isolamento tetto: tecniche, costi e materiali

In cosa consiste l’isolamento del tetto?

L’isolamento del tetto ha come obiettivo non solo quello di creare coperture impermeabili in grado di ostacolare il passaggio di agenti atmosferici ma anche di creare condizioni abitative interne confortevoli sia per quanto attiene al calore che al rumore.

Per creare un buon isolamento, in particolare termico, dell’ambiente domestico bisogna prestare particolare attenzione a come viene realizzato quello del tetto, questo, infatti, tra tutte le superfici perimetrali (esposte verso l’esterno), è quello che è sottoposto alla maggiore escursione termica.

La sua temperatura può, infatti, andare da alcuni gradi al di sotto dello 0°C, nei mesi invernali, ai circa 90°C di una giornata assolata di agosto.

Si comprende abbastanza facilmente che, con queste condizioni, per mantenere costante la temperatura della casa è necessario un considerevole dispendio di energia, sia per riscaldarla in inverno che per rinfrescarla in estate. Dispendio che, oltre ad essere oneroso, in quanto la produzione di energia, qualunque sia il sistema utilizzato, comporta un costo che non è di solito irrilevante, comporta anche un notevole impatto ambientale, in quanto l’energia termica è in massima parte ottenuta bruciando combustibili fossili che creano inquinamento ed immissione di CO2 in atmosfera.

I parametri per realizzare un buon isolamento termico.

L’isolamento termico di un corpo serve a ridurre la facilità con cui i flussi di calore, sia in entrata che in uscita, lo attraversano, serve cioè a diminuire la sua conduttività termica λ. (λ è il rapporto tra la quantità di calore che nell’unità di tempo passa attraverso l’unità di superficie del corpo stesso e la differenza di temperatura che determina detto flusso). Nel caso in cui il corpo sia eterogeneo (composto da numerosi elementi), come certamente è un tetto, occorre invece far riferimento ad un diverso parametro legato a λ che è il coefficiente totale di trasmissione termica U.Questo, infatti, risulta inversamente proporzionale ai rapporti tra gli spessori dei vari costituenti e le loro conduttività termiche.Per isolare un tetto, dunque, occorrerà minimizzarne il suo parametro U che andrà calcolato considerando i vari elementi che lo compongono, i loro spessori e le loro conduttività λ. Una volta noto U, per renderlo più basso, occorrerà aggiungere al sandwich che costituisce il tetto uno o più strati di materiali con bassi valori di λ.

Anche l’isolamento acustico del tetto ha la sua importanza, i rumori che essenzialmente devono essere assorbiti dal tetto sono quelli causati da precipitazioni atmosferiche come pioggia e grandine. Poichè il potere fono isolante di una parete e quindi la sua capacità di assorbire i suoni cresce all’aumentare della sua massa, se si vuole isolare acusticamente un ambiente occorre progettare il tetto di massa consistente. Se non si vuole o non si può appesantire eccessivamente la copertura ci viene in aiuto l’esperienza. Questa, infatti, ci dice che se si costruisce la parete divisoria con più strati sovrapposti, il suo potere fonoassorbente aumenta ed aumenta in maniera particolare se si utilizzano materiali (detti resilienti) come il sughero e/o gommosi che deformandosi sono in grado di assorbire l’energia di deformazione elastica trasportata dall’onda acustica.

Puoi approfondire in che consiste e come realizzare l'isolamento acustico.

Da quanto detto fin qui si comprende che gran parte dei materiali utilizzati per l’isolamento termico, hanno anche la capacità di deformarsi sotto l’azione dell’onda sonora e quindi di assorbirla. Ne consegue che alle capacità di isolamento termico associano anche quelle di fonoassorbenti.

La conseguenza è che la coibentazione termica risolve almeno in gran parte anche il problema del fono isolamento.

Materiali isolanti.

Di seguito riportiamo una tabella dei materiali che più comunemente vengono utilizzati per isolare un tetto sia acusticamente che termicamente.

Tali materiali vengono commercializzati in pannelli di varie dimensioni e spessore o in granuli e possono essere di origine vegetale, animale, minerale, sintetica o mista.

Approfondisci le tipologie di pannelli isolanti.

Pannelli in fibra di legno: composti in fibre di legno pressate e legate da materiali termoindurenti provenienti dalla pulitura dei boschi o da scarti di lavorazione del legno. Il prodotto è adatto sia all’isolamento termico che acustico.Vengono utilizzati per isolamento di tetti piani e a falde, sottotetti non calpestabili, controsoffitti.
Pannelli in sughero: sottoprodotto dell’agricoltura, ecologico, che mantiene inalterate le sue caratteristiche nel tempo. Sono adatti per contrastare l’umidità e per l’isolamento sia termico che acustico. Vengono utilizzati per tetti piani e a falde.
Pannelli in vetro granulare: ottenuti dalla fusione di vetro riciclato, sabbia ed altre sostanze, sono pannelli termoisolanti da utilizzare anche contro acqua e vapore, per isolare tetti piani o a falde.
Pannelli in lana di roccia: ottenuti dalla fusione di rocce naturali. Data la loro caratteristica di inglobare grande quantità di aria sono adatti ad isolamento sia termico che acustico per tetti piani o a falde.
Vermiculite: è un minerale con una struttura cellulare chiusa isolante ed impermeabile all’acqua. Viene applicato nelle intercapedini di coperture o sottotetti o come inerte per intonaci termoisolanti e fonoassorbenti.
Pannelli in schiuma di poliuretano espanso: sono pannelli termoisolanti per tetti piani o a falde.
Pannelli in Polistirene espanso o polistirolo: ottenuti attraverso polimerizzazione dello stirene (ricavato del petrolio) ed utilizzati per l’isolamento termico ed acustico di controsoffitti, tetti piani o a falde.
Pannelli misti: realizzati in fibra di cocco e sughero, in gomma riciclata e carta bitumata, in lana di legno e polistirene, utilizzati per l'isolamento termo acustico e la protezione dagli agenti atmosferici del tetto.

Tecniche per isolare il tetto.

Le possibili tecniche con cui, praticamente, si può procedere alla coibentazione di un tetto sono varie e differenti tra loro sia per l’entità di lavori che comportano sia per le modalità di realizzazione, sia per i materiali da utilizzare. Ovviamente nell’iter realizzativo dell’intervento tra tutte le possibili tecniche si sceglierà e metterà in atto quella che, nei limiti del budget preventivato, meglio si adatta alle caratteristiche con cui è realizzato il nostro tetto ed al tipo di intervento che ci si è prefissati.

E’ evidente che se i lavori di coibentazione si effettuano insieme a lavori di ristrutturazione che prevedono interventi murari da realizzarsi a casa disabitata, come possono essere ad esempio opere di impermeabilizzazione, si potrà agire sulla struttura stessa della copertura rimuovendola per poi ricostruirla nella maniera più idonea.

Se invece si è vincolati dall’abitabilità della casa, necessariamente si potranno effettuare solo interventi che non richiedono rimozione e totale rifacimento della copertura.

Riportiamo nel seguito, a titolo di esempio qualcuno dei più comuni interventi di coibentazione sia con rimozione della copertura che senza.

Tetto a falde con sottotetto praticabile abitato o non.

E’ il caso in cui la copertura del tetto è separato dal resto della costruzione da un vano che funge da camera d’aria. Vano che in un secondo momento può essere stato riadattato a scopi abitativi.

Chiariamo prima di procedere però come è fatto un tetto a falde.

Un tetto o copertura si dice a falde se la superficie che lo costituisce è formata da diverse facce piane inclinate (le falde o anche pioventi) che si intersecano. La copertura è montata su una orditura in legno o metallica tenuta insieme da capriate (strutture triangolari riportati nella foto) e solitamente ricoperta da coppi (tegole).

Se il sottotetto è accessibile (esiste un vano sia esso abitato che non) la coibentazione si può realizzare agendo dall’interno senza rimuovere la copertura.

La coibentazione in questo caso si realizza inserendo nello spazio tra le tavelle (travetti di legno su cui sono montate e fissate le tegole), materassini di lana vetro o di lana di roccia. Il tutto poi, se la il sottotetto è abitato, può essere rifinito ricoprendo i materassini con pannelli di cartongesso che potranno successivamente essere stuccati e verniciati o con perline di legno.

Se invece l’altezza della stanza lo consente si può mascherare il tutto in una più estetica controsoffittatura.

Tetto a falde con sottotetto non praticabile. 

E’ il caso in cui l’orditura su cui sono sistemati le tegole poggia direttamente sul solaio in cemento e laterizi della casa. In presenza di tale situazione, l’intervento di coibentazione presuppone la rimozione della copertura delle tegole, operando come di seguito:

Tetto piano.

L’isolamento in questo caso può essere fatto in fase di costruzione della casa o di rifacimento dell’impermeabilizzazione.

Si procede così.

Costi dell’isolamento del tetto.

Il computo dei costi non è immediato in quanto alla spesa dei pannelli isolanti bisogna aggiungere anche quello delle opere murarie che spesso accompagnano i lavori di isolamento del tetto.

In linea generale i prezzi dei pannelli isolanti vanno dai 15 ai 35 euro al metro quadro, mentre la manodopera per le opere murarie ha un prezzo di 30/35 euro a metro quadro.

E’ comunque da tener presente che l’isolamento del tetto rientra negli incentivi statali per la riqualificazione energetica degli edifici. E’, infatti, prevista una detrazione fiscale del 55% dei costi sostenuti per lavori effettuati su tetti esistenti.

Informazioni Sugli Autori: Dottor Giuseppe Travaglione

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