Blocchi di cemento per esterno ed interni: utilizzi, prezzo e caratteristiche

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I blocchi di cemento sono manufatti di varia tipologia utilizzati in edilizia. Scopriamo come vengono utilizzati per le murature interne ed esterne e come variano i prezzi in funzione delle caratteristiche.

    Indice Articolo:

Che cosa sono i blocchi di cemento? Come sono fatti?

I blocchi in cemento sono manufatti molto utilizzati nell’edilizia ed il loro impiego più comune è per edificare murature sia interne che esterne (perimetrali). Sono costituiti da masse, di consistenza e volume notevole, di calcestruzzo solidificato avente forme regolari e costanti.

E' proprio grazie a questa caratteristica che hanno ottenuto il successo e la diffusione attuale, infatti, l’ingombro notevole, unito ad una forma precisa e costante, rendono agevole e veloce la loro posa in opera consentendo così notevoli risparmi nei lavori eseguiti col loro utilizzo. Vantaggio che si sposa anche ad una serie di interessanti caratteristiche che i blocchi trasferiscono alle costruzioni con loro realizzate, caratteristiche che si tratteranno nelle sezioni dedicate.

Calcestruzzo.
Il calcestruzzo (solitamente abbreviato con la sigla cls) è una miscela (miscuglio di sostanze non pure) di almeno 4 elementi essenziali: cemento, sabbia, ghiaia ed acqua. Ai suddetti componenti essenziali possono essere poi aggiunti altri materiali, comunemente dei minerali. L’aggiunta di altri materiali ai 4 componenti essenziali che lo costituiscono o anche la sostituzione ad alcuni di essi, segnatamente a sabbia e ghiaia influenza in maniera tangibile le caratteristiche chimico-fisiche della miscela fornendo all’impasto, sia liquido che solidificato, particolari e volute caratteristiche. Il componente che determina l’indurimento e la presa del calcestruzzo è ovviamente il cemento che per tale ragione viene anche indicato col termine” legante “, mentre sabbia e ghiaia costituiscono gli “aggregati”. L’indurimento conferisce al prodotto una elevata resistenza meccanica.

Sebbene in passato il termine “blocco in cemento” identificasse solo manufatti cavi (forati) realizzati con la miscela su specificata (cemento, sabbia, ghiaia ed acqua), allo stato odierno, invece, con detta terminologia si indicano manufatti sia pieni che vuoti realizzati usando qualunque tipo di aggregato.

Le forme dei blocchi in cemento che si trovano attualmente in commercio possono essere le più varie. Anche le dimensioni spaziano in un range molto ampio e possono essere sia modulari che non (sono modulari se lunghezza, larghezza ed altezza sono multiple dello stesso numero).

Un blocco in cemento tipo ha comunque approssimativamente la forma di un parallelepipedo ed una dimensione che è solitamente è 20x40x20 centimetri.

Sul lato corto di detto parallelepipedo possono esservi ricavati dei profilati che fungeranno da incastro per rendere più stabile ed agevole la posa in opera del blocco. Naturalmente l’ancoraggio di un blocco a quelli contigui è realizzato con malta che una volta asciutta conferirà alla struttura la rigidità e la resistenza meccanica necessaria.

Utilizzo di questi blocchi: murature interne, esterne, e non solo.

Come si è già accennato i blocchi in cemento sono uno dei prodotti più utilizzati in edilizia. Il loro più comune utilizzo è per la realizzazione di murature qualunque sia il loro tipo ma comunque non solo quello. Nel seguito a mo’ di esempio riportiamo solo alcuni dei loro usi più comuni.

  • Murature portanti esterne. Sono mura perimetrali (delimitano un ambiente interno) che hanno il compito di scaricare sul terreno il peso della costruzione.
  • Murature portanti interne. Sono mura che separano vari ambienti interni ma che comunque hanno una funzione di scarico del peso della struttura.
  • Tamponature o mura di tompagno. Sono mura perimetrali non portanti.
  • Tramezzi. Sono pareti divisorie interne non portanti.
  • Pareti tagliafuoco. Sono pareti obbligatorie nei locali pubblici o comunque in cui soggiornano molte persone e che resistono all’azione delle fiamme in tal maniera ritardano il propagarsi dell’incendio offrendo protezione dai fumi e dai gas tossici.

Puoi approfondire le caratteristiche del muro tagliafuoco.

  • Solai e pavimentazioni.
  • Recinzioni e muri di sostegno.
  • Camini.

Caratteristiche dei blocchi in cemento.

Le caratteristiche di interesse dei blocchi in cemento sono raccolte e certificate, come per altri prodotti dell’edilizia, dall’azienda costruttrice in una scheda tecnica che correda il prodotto e che servirà al progettista di una futura costruzione per la scelta del prodotto più idoneo.

Una scheda tecnica tipo di un blocco in cemento riporta solitamente i seguenti dati:

  • Nome identificativo del blocco e dell’azienda costruttrice.
  • Sommaria descrizione del prodotto.
  • Composizione del blocco con specifiche caratteristiche del cemento e degli aggregati utilizzati.
  • Assonometria del blocco (disegno tridimensionale), pianta e profilo.
  • Misure del blocco.
  • Percentuale di foratura (percentuale vuota della superficie della pianta).
  • Massa del blocco in Kg.
  • Volume del blocco in m3.
  • Massa per unità di volume in Kg/m3.
  • Resistenza alla compressione. Forza per millimetri quadrati che applicata al blocco lungo il suo asse principale ne determina la rottura. Si misura in Newton/mm2.
  • Coefficiente di capillarità. Quanta acqua assorbe il blocco per capillarità in un secondo. Si misura in grammi/metri quadrati x secondi.
  • Conduttanza termica. E’ il flusso di calore trasferito attraverso l’unità di superficie del blocco e quindi una misura della sua attitudine a lasciarsi attraversare dal calore. Si misura in watt/metro x gradi Kelvin.
  • Isolamento acustico di una parete ottenuta dai blocchi in questione. Attitudine a lasciar passare una onda acustica incidente. Si misura con una grandezza adimensionata (numero senza unità di misura) il potere fono isolante R= 10Log1/t dove t è il coefficiente di trasmissione della potenza sonora.

Tipologie di blocchi.

Esistono in commercio più di una tipologia di blocchi in cemento.

Blocchi in calcestruzzo di aggregato denso.

Si ottengono con una miscela di cemento, sabbia ed aggregati ghiaiosi solidi. La miscela viene, mediante vibrazione e sotto pressione, formata in appositi stampi rigidi. Gli stampi vengono poi eliminati non appena l’indurimento del calcestruzzo raggiunge livelli tali da consentire ai blocchi di sopportare la forza di gravità senza deformarsi.

Pro e contro dei blocchi in calcestruzzo di aggregato denso.

I pro:

  • Hanno una vita molto lunga e sono riciclabili nel senso che è tecnicamente possibile riutilizzare i blocchi ottenuti demolendo una vecchia costruzione. L’operazione è particolarmente semplice se, per legare i blocchi, si è utilizzata malta di calce e non malta cementizia.
  • Hanno una elevata resistenza meccanica alle sollecitazioni per compressione.
  • Hanno elevata inerzia termica. Avendo una massa relativamente considerevole hanno la proprietà di variare la loro temperatura con lentezza. Conferiscono perciò alle pareti con essi realizzate buone doti di volano termico (cedono lentamente il calore all’ambiente interno quando la temperatura di questo si abbassa).
  • E’ possibile realizzarli con aggregati riciclati. Ossia aggregati ottenuti triturando materiale edilizio dismesso ottenuto dall’abbattimento di vecchie costruzioni.

I contro:

  • L’uso, per la loro realizzazione, di aggregati non riciclati contribuisce al dissesto e consumo del territorio. Gli aggregati ossia la sabbia e le ghiaie vengono infatti reperiti in cave e nei letti dei fiumi.
  • La loro produzione richiede il consumo di risorse non rinnovabili (che si rinnovano in tempi che sono più lunghi se paragonati alla durata della vita umana).
  • La produzione del cemento viene fatta in altoforno e perciò aggrava il bilancio delle emissioni di CO2 in atmosfera contribuendo all’effetto serra.
  • Hanno scarse doti di isolamento

Blocchi in calcestruzzo di aggregato leggero.

Si ottengono con miscele di cemento e svariate tipologie di aggregati a bassa densità. Aggregati che possono essere sia reperibili in natura che ottenuti da lavorazioni o scarti di altri processi produttivi. Gli aggregati naturali più comunemente utilizzati sono: argilla espansa, scisto argilloso espanso, perlite, pomice. Invece gli aggregati leggeri non naturali sono: loppa di altoforno, ceneri di forni ad alta densità, cenere di carbone polverizzata. Anche in questo caso la miscela viene formata in stampi sotto pressione e per vibrazione.

I pro ed i contro dei blocchi in calcestruzzo di aggregato leggero.

I pro:

  • Buona durata nel tempo.
  • E’ possibile utilizzare, per la loro produzione scarti di altre lavorazioni, risolvendo così problemi di smaltimento e di risparmiano di materie prime.
  • Hanno buone doti di isolamento sia termico che acustico.
  • E’ possibile utilizzare per la loro costruzione aggregati riciclati.
  • E’ possibile riciclare blocchi ottenuti demolendo vecchie costruzioni.
  • Sono leggeri e quindi la loro posa in opera è particolarmente agevole con risparmio di tempo e danari.

I contro:

  • Se si utilizzano aggregati naturali vergini (argille, pomice, etc.) per la loro costruzione si consumano risorse non rinnovabile e si contribuisce al dissesto del territorio.
  • La produzione del cemento incrementa l’effetto serra.

Blocchi in calcestruzzo aerati autoclavati.

Si ottengono a partire da una miscela di: cemento, calce, sabbia silicica a grana molto fine, cenere di carbone polverizzato ed una piccola quantità di solfato di alluminio. Il solfato di alluminio reagisce con la calce (idrossido di calcio) sviluppando idrogeno gassoso. Il gas sviluppato ha, nella miscela di calcestruzzo, gli stessi effetti dell’anidride carbonica nella lievitazione di una torta. Ossia crea all’interno della pasta degli alveoli che inizialmente sono pieni di idrogeno ma dopo poco di aria. Con la pasta ancora molle si formano i blocchi e successivamente li si trasferiscono in un autoclave (recipiente industriale di grosse dimensioni in cui è possibile mantenere una pressione elevata) in cui vengono fatti asciugare sotto l’azione di temperatura e pressione. Ovviamente a causa della presenza del gran numero di alveoli del loro impasto i blocchi in cemento aerati sono i più leggeri della loro categoria ed inoltre la presenza degli alveoli pieni di aria gli conferiscono anche ottime doti di isolamento sia termico che acustico. Tutto ciò ovviamente a scapito della resistenza meccanica alla compressione che sarà la più bassa tra tutte le tipologie di blocchi.

I pro ed i contro dei blocchi in cemento aerati autoclavati.

I pro:

  • Buone proprietà di isolamento termico ed acustico.
  • Massa contenuta che consente risparmi sia per il trasporto che per le operazioni di posa in opera.
  • Utilizzano ceneri industriali come materie prime e quindi risolvono parzialmente un problema di smaltimento.
  • Richiedono meno spesa di energia per la produzione di ogni singolo elemento. Il 25% circa del suo volume è costituito da alveoli colmi di aria.
  • Sono riciclabili quando recuperati da costruzioni dismesse.

I contro:

  • Sono fragili (temono gli urti) ed hanno una resistenza meccanica contenuta e come tali si adattano a pareti non portanti interne.
  • Consumano risorse non rinnovabili.
  • Usano il cemento che contribuisce all’effetto serra.

Una ulteriore diversificazione dei blocchi in cemento viene fatta in funzione di come verranno posti in opera. Secondo tale criterio potremo avere:

  • Blocchi in cemento faccia a vista. Servono per le pareti perimetrali che non saranno intonacate e pertanto in fase realizzativa subiscono opportuni trattamenti per aumentarne le doti di impermeabilizzazione.
  • Blocchi di cemento da intonacare. Sono quelli che una volta posti in opera saranno ricoperti da intonaco. Possano essere utilizzati ovviamente sia in interno che in esterno.

Costo dei blocchi in cemento.

Varia in funzione delle caratteristiche e delle tipologie: per blocchi ordinari da intonacare il prezzo va da 1,40€ per i blocchi aerati ai circa 2/2,20 per i blocchi di aggregato denso.

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