Terreno per orchidee


Terreno per orchidee


Il terreno per la coltivazione delle orchidee deve essere leggero e drenato, in grado di evitare ristagni idrici e asfissia delle radici. Potrebbe andar bene un substrato fatto per 2/3 di fibra di osmunda (radici di una grossa felce, appunto l’Osmunda, originaria del nostro paese), e per 1/3 da torba bionda di sfango, ma la composta può prevedere altri materiali di origine vegetale, quale la corteccia di sughero, pino, abete, felci, palma, opportunamente tritata, cui di solito vengono aggiunti materiali di origine minerale, come il polistirolo espanso e l’argilla espansa.

E’ importante considerare che, mentre è sempre possibile correggere e migliorare la fertilità del substrato, per modificarne la struttura non resta che sostituirlo. Pertanto, all’atto della scelta o della composizione del terriccio per le orchidee, è importante tenere presente la granulometria delle particelle dei vari componenti, da cui dipende la maggiore o minore difficoltà dell’aria e dell’acqua di essere presente in maniera sufficiente e capillare al suo interno.

Per le orchidee, le singole particelle che compongono il terriccio devono presentare una grandezza media-grande, in grado di assicurare alla massa radicale la giusta quantità di nutrienti, aria e acqua, in ogni momento. La composta non deve comprimere le radici delle orchidee, che nell’ambito dello spazio a disposizione devono essere libere di espandersi, per cercare i nutrienti di cui hanno bisogno.

Una confezione di 10 litri di un substrato specifico per orchidee, da acquistare presso un vivaio e garden center, viene offerta al prezzo di 5 euro circa.

Supervisione: Giuseppe Travaglione

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