Scelta dei termosifoni: consigli ed opinioni.

Guida informativa per la scelta dei termosifoni. Caratteristiche delle varie tipologie e consigli per scegliere i termosifoni che meglio si adattano alle specifiche esigenze.

 Scelta dei termosifoni: consigli ed opinioni

Come scegliere i termosifoni? Valutazioni preliminari.

Per effettuare una scelta dei termosifoni razionale, conveniente e perfettamente rispondente alle esigenze specifiche è necessario prima di tutto valutare le condizioni di contorno.

Le condizioni di contorno, come in un problema matematico che presenta infinite soluzioni, sono delle condizioni aggiuntive che consentono di scegliere tra le infinite possibili soluzioni quella particolare che ci interessa.

Quando ci si trova a dover scegliere i termosifoni generalmente le condizioni da valutare sono:

  • Se si interviene su un impianto preesistente o se si sta e costruendo un nuovo impianto. E’ evidente che l’intervento su un impianto preesistente pone vincoli precisi. Ad esempio non si potranno installare radiatori ad irraggiamento su un impianto costruito per radiatori a convezione! Hanno infatti una differente temperatura di esercizio.
  • Budget di spesa. Non si può spendere ciò che non si ha. I radiatori in acciaio sono migliori di quelli in alluminio ed in ghisa ma sono anche più costosi.

Costi dei termosifoni.

Variano in funzione di tipologia, modello, casa costruttrice etc. Per avere un’idea di massima il costo di un elemento alto 80 cm in ghisa è di circa 8 €. Quello di un elemento in alluminio della stessa altezza è di circa 10 €. Quello invece di un elemento in acciaio di pari altezza è di circa 20€. Ovviamente a questo importo va aggiunto il costo della raccorderia che incide per un 15/20% sull’ammontare complessivo.

  • Area climatica. Nelle regioni temperate i radiatori andranno in funzione solo in alcune ore della giornata. Nelle regioni nordiche nel periodo invernale presumibilmente rimarranno in funzione 24 ore su 24. Può perciò, nell’ultima situazione, divenire opportuno valutare l’evenienza dell’installazione di radiatori ad irraggiamento con un costo iniziale più elevato per il rifacimento dell’impianto ma con la prospettiva di sicuri risparmi nel tempo.
  • Se l’ambiente da riscaldare è costantemente abitato o se lo è saltuariamente e/o solo in alcune ore della giornata. Se l’ambiente è abitato sempre i più conveniente sono i termosifoni in ghisa che impiegano più tempo a riscaldarsi ma accumulano calore che poi restituiscono a caldaia spenta. Quelli in alluminio ed in acciaio che hanno bassa inerzia termica sono l’ideale per seconde case (riscaldano immediatamente appena accesi) e con la stessa rapidità si raffreddano.
  • Fattori estetici. L’arredo di un appartamento in qualche maniera influenza la scelta dei termosifoni. Non è possibile accordare le linee barocche dei termosifoni in ghisa con un minimalista arredo moderno.

Un aiuto sostanziale per una scelta oculata dei termosifoni ci viene da una attenta conoscenza non solo delle varie tipologie di termosifoni, ma anche delle schede tecniche dei prodotti e dal confronto dei parametri in essa riportate con quelli che scaturiscono dalle nostre esigenze.

Ma cosa sono i termosifoni in pratica?

Il termine termosifone nel linguaggio comune viene utilizzato, in maniera impropria, per indicare l’elemento terminale di un impianto di riscaldamento. Elemento che è addetto alla trasmissione del calore all’ambiente da riscaldare.Un impianto di riscaldamento è un apparato che produce e distribuisce il calore. Calore che verrà utilizzato per riscaldare ambienti come possono essere: abitazioni, locali pubblici, etc. Un impianto di riscaldamento, nonostante sia molto complesso, può in linea di principio essere schematicamente suddiviso in 3 distinte parti:

  • Generatore di calore. E’ il dispositivo che converte in energia termica (calore) l’energia di alimentazione che può essere: chimica, elettrica, solare, etc. La tipologia più comune di generatore di calore è la caldaia che produce calore bruciando un combustibile che può essere: gas naturale, gpl, gasolio, etc.
  • Fluido termovettore. E’ un fluido che ingloba il calore prodotto dalla caldaia e lo trasporta cedendolo poi a terminali ad hoc che hanno il compito di trasmetterlo all’ambiente che si vuole riscaldare solitamente distanti dalla caldaia. Ovviamente il fluido termovettore si muove in apposite tubature. Il più comune fluido termovettore è l’acqua.
  • Termosifone/radiatore/calorifero. E’ l’elemento che percorso da fluido termovettore caldo trasmette il calore ceduto da questo alla stanza/ambiente da riscaldare. Il termosifone è di solito, ma non necessariamente, una identità modulare. E’ infatti costituito da più unità cave uguali, affiancate ed interconnesse, in maniera da formare un unico circuito attraverso cui scorre il fluido termovettore. Fluido termovettore che al termine della sua corsa ritorna in caldaia per essere nuovamente riscaldato.

Tipologie di termosifoni: vantaggi e svantaggi

Per una scelta consapevole del proprio impianto di riscaldamento occorre capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi derivanti dalle varie tipologie.

Termosifoni ad irraggiamento.

Trasmettono il calore sotto forma di onde elettromagnetiche con frequenza nell’infrarosso. Queste si dipartono dal dispositivo e si propagano in linea retta e quando incontrano un bersaglio cedono l’energia trasportata sotto forma di calore. Utilizzano perciò lo stesso principio con cui il sole riscalda gli abitanti della terra. Sono costituiti da piastre monoblocco e quindi non modulari di vario materiale percorse dal fluido termovettore.

I vantaggi di detti dispositivi sono: buon risparmio energetico ed economico non devono riscaldare l’intera massa di aria presente nell’ambiente e quindi possono lavorare con basse temperature di esercizio (circa 22°C.). Inoltre non riscaldando l’aria non si determinano moti convettivi e quindi circolazione di polveri.

Gli svantaggi sono la possibile presenza di aree non a vista della piastra e quindi non raggiunta dalle radiazioni e di conseguenza non riscaldate. Per le loro caratteristiche, funzionamento a bassa temperatura, sono particolarmente adatti ad impianti autonomi in aree climatiche del Nord dove per le temperature rigide della stagione invernale si ha necessità di riscaldamento in funzione 24 ore su 24. Ovviamente come è lecito attendersi il loro impiego è subordinato ad una efficace coibentazione termica dell’involucro e quindi a peculiari caratteristiche dell’abitazione. La tipologia più performante è quella che prevede gli elementi radianti, le serpentine percorse dal liquido termovettore, annegate nel pavimento.

Termosifoni a convezione.

Sono quelli classici e quindi i più comuni. Riscaldano la massa d’aria al loro contatto e questa divenendo più leggera sale risucchiando dalla stanza aria fredda che si riscalderà e salirà ancora innescando un moto convettivo che dopo qualche tempo riscalderà l’intera massa di aria presente nella stanza.

I pregi consistono nel fatto che, a regime, tutti i punti della stanza, anche quelli fuori dalla vista del termosifone, saranno caldi anche se con stratificazioni di temperature.

I difetti sono in relazione al movimento di polveri trasportate dalla convezione dell’aria ed alla secchezza dell’aria causata dall’elevata temperatura di esercizio (75/80 °C.).

Sono adatti ad appartamenti in cui già esiste un impianto condominiale e non si ha volontà di passare all’impianto autonomo. Per legge la cosa è possibile senza autorizzazione dell’assemblea condominiale se il distacco non arreca danno economico agli altri inquilini e partecipando alle spese straordinarie dell’impianto centralizzato.

Termosifoni in ghisa.

La ghisa è una lega ferrosa non malleabile e perciò non può subire trasformazioni plastiche come sono estrusione e laminazione e quindi può essere modellata solo per fusione in stampi. Con un materiale di base con tali caratteristiche i termosifoni in ghisa risulteranno economici ma ingombranti e con linee pesanti. La ghisa ha ottima inerzia termica (capacità del materiale di variare più o meno lentamente la propria temperatura) e pertanto i termosifoni in ghisa richiederanno per riscaldarsi un tempo alquanto lungo ma alla stessa maniera, rimanendo caldi per un tempo lungo, continueranno a riscaldare la stanza anche a caldaia spenta. La ghisa è poco soggetta a fenomeni corrosivi e perciò i termosifoni in ghisa godranno di una vita ragionevolmente lunga. Nell’ambito di un impianto di riscaldamento casalingo posto in area climatica temperata (riscaldamento in funzione solo per alcune ore della giornata) sarebbero la soluzione ottimale in quanto anche se impiegano un po di tempo per andare a regime continuano a riscaldare ad impianto spento. Il loro tallone di Achille è l’estetica e l’ingombro che poco si adatta alle case moderne.

Termosifoni in acciaio.

Anche l’acciaio è una lega ferrosa ma è malleabile e pertanto è suscettibile di lavorazioni plastiche. Per tale motivo i termosifoni in acciaio hanno linee leggere, slanciate ed accattivanti che ben si sposano all’arredo moderno. Ed anzi, con la consuetudine di far disegnare i profili dei termosifoni da abili architetti, questi sono divenuti loro stessi elementi di arredo. Naturalmente tutte le lavorazioni che portano dalla lega al prodotto finito risultano costose specie se questo è un oggetto di design e perciò i termosifoni in acciaio risultano più cari di quelli in ghisa. L’acciaio ha una inerzia termica ben inferiore di quella della ghisa e pertanto i termosifoni in acciaio subito si riscaldano ed altrettanto rapidamente si raffreddano. Per questi motivi sono particolarmente adatti ad edifici pubblici o ambienti lavorativi (la limitazione è il costo) che sono popolati solo in precisi orari. Le caratteristiche del materiale costruttivo li rendono adatti a realizzazioni estetiche di design perciò vengono anche come veri e propri complementi di arredo in molte case.

Termosifoni in alluminio.

E’ possibile considerarli un giusto intermedio tra le due soluzioni precedenti. L’alluminio, come l’acciaio, è malleabile e perciò con opportune lavorazioni si riescono ad ottenere buoni risultati estetici, paragonabili a quelli dell’acciaio, ma con costi inferiori. Anche per quel che riguarda l’inerzia termica i termosifoni in alluminio sono più simili a quelli in acciaio in quanto si riscaldano immediatamente ma con altrettanta rapidità si raffreddano. Temono il fenomeno della corrosione e perciò hanno vita più breve. Unendo economicità e caratteristiche dei termosifoni in acciaio sono l’ideale per edifici pubblici ed ambienti di lavoro.

Termosifoni in polipropilene.

Sono l’ultima novità del mercato ed ancora con diffusione molto limitata, ma gli operatori del settore scommettono che costituiranno il futuro. Sono costruiti in resina polipropilenica che è stata resa termo conduttiva con l’aggiunta di fibre. I moduli non sono avvitati tra loro come nei normali termosifoni metallici, ma saldati termicamente e quindi non necessitano di guarnizione con un rischio di gocciolamento minimo. Sono leggerissimi, modellabili in qualsiasi forma, colorabili direttamente senza necessità di verniciatura, inattaccabili chimicamente, antistatici e perciò non si ricoprono di polvere. Sono ideali per completare arredi di design consentendo soluzioni di pregio con costi più che contenuti.

Qualche utile consiglio.

Una volta scelto il tipo di termosifone più confacente alle nostre esigenze è necessaria una accurata valutazione del fabbisogno termico dell’abitazione al fine di poter correttamente dimensionare il nostro impianto.

Come dimensionare i termosifoni.

Un corretto dimensionamento termico dei termosifoni consente di riscaldare la casa il giusto. E quindi consente una configurazione dell’impianto che metta a disposizione la giusta quantità di energia termica senza eccedere, sprecando energia e soldi, ma tale da mantenere ogni stanza della casa ad una temperatura confortevole. L’energia termica (calore) che il termosifone deve trasmettere per riscaldare una stanza è funzione di vari parametri e precisamente:

  • Cubatura della stanza (volume). Si misura in m3 e si ottiene moltiplicando la superficie della stanza in m2 per l’altezza del soffitto dal pavimento in m.
  • Zona climatica in cui è collocata la casa e quindi la stanza.
  • Orientamento ed esposizione al sole.
  • Caratteristiche di isolamento dell’involucro edilizio.
  • Temperatura del fluido termovettore.

Scorrendo detti parametri appare evidente che il calcolo analitico non è semplice e deve essere fatto da un tecnico abilitato che abbia le necessarie conoscenze. Tuttavia esiste un metodo empirico semplice che fornisce una soluzione approssimata abbastanza soddisfacente. Questo metodo parte dall’assunto che per riscaldare un m3 di aria dell’ambiente occorrono dalle 30 alle 40 Kilocalorie per ora e quindi mediamente 35 Kcal per ora. A questo punto occorre scegliere il tipo di termosifone che si vuole installare. Questo sarà dotato di una scheda tecnica che raccoglie le sue principali caratteristiche e quindi anche la potenza termica generata da ogni suo singolo elemento espressa Pu in Kilowatt. Quindi per conoscere il numero di elementi di termosifoni necessari per riscaldare la stanza occorrerà basterà applicare la seguente formula:Vx35x0.001163/Pu Dove il numero 0.001163 serve a convertire in Kw le Kcal/h.

Puoi approfondire come calcolare il numero dei termosifoni.

E’ buona norma (da qualche tempo è obbligatorio per legge) dotare i termosifone di ogni stanza di valvole termostatiche. Queste consentono di impostare la temperatura che si vuole che la stanza raggiunga. Quando si raggiunge tale temperatura la valvola blocca la mandata d’acqua al termosifone che così non riscalderà più. In tal modo si riducono gli sprechi e si risparmia energia e denaro.

E’ altresì buona norma dotare la caldaia e quindi l’impianto di un timer programmabile che ne programma l’accensione alle ore e per la durata che si vuole.

Supervisore: Giuseppe Travaglione
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