Rampicanti potatura.

Rampicanti potatura

Guida informativa e pratica su come e quando potare i rampicanti, dai primi interventi di cimatura, finalizzati ad infoltire la parte bassa della pianta, alla potatura di formazione, alla potatura di pulizia e mantenimento dei rampicanti adulti.

Brevi informazioni sulle piante di rampicanti.

I rampicanti sono piante caratterizzate da fusti lunghi e flessibili che per reggersi hanno bisogno di sostegni cui appoggiarsi e arrampicarsi. Vengono utilizzati a scopo ornamentale sia come arbusti singoli che per rivestire pergolati, gazebo, archi, tettoie, muri, al fine di creare aree riservate e ombreggiate, barriere agli agenti atmosferici e agli sguardi indiscreti dei passanti. Perché ciò avvenga, senza che i rampicanti crescano disordinatamente al di fuori delle forme prefissate, sono necessari sistematici interventi di potatura, fin dai primi mesi di vita.

Quando e come potare i rampicanti.

Prima dell’impianto, se necessario, i rampicanti vanno cimati per assicurare una folta vegetazione a partire della base.

In occasione del primo rinvaso, prima della messa a dimora, bisogna recidere gli eventuali rami secchi, spezzati e con andamento irregolare.

Subito dopo l’impianto, che per i rampicanti caducifoglia il periodo migliore è febbraio-inizio marzo, a secondo della zona climatica, bisogna ridimensionare la parte aerea della pianta, in moda da fortificare la massa radicale, che in questo modo può disporre di maggiori risorse, nonché favorire la formazione di nuovi getti laterali.

A partire dal primo anno successivo alla messa a dimora, e per i successivi 3-4 anni, si susseguiranno interventi di potatura di formazione che mirano a creare l’impalcatura della pianta in linea con la struttura di sostegno, durante i quali verranno opportunamente ridimensionati sia i fusti principali che i getti laterali.

Creata la struttura della pianta, per gli anni successivi si procede con interventi di potatura che potremmo definire di pulizia e mantenimento, che prevedono essenzialmente la rimozione dei rami esili, spezzati, secchi, malati e con andamento irregolare, ossia che fuoriescono dalla forma pensata. A parte le finalità estetiche, in questo modo si contribuisce a preservare la pianta da malattie e parassiti, migliorando l’aerazione. Questa potatura di mantenimento, per esemplari che hanno molti anni, può essere affiancata da interventi di ringiovanimento, con i quali ciclicamente vengono recisi alcuni dei rami più vecchi, per rimpiazzarli con getti nuovi.

In generale, tenere presente che:

  • I rampicanti che fioriscono sui rami dell’anno precedente vanno potati una volta terminata la fioritura, mentre quelli che fioriscono su rami dell’anno vanno potati a febbraio-inizio marzo, prima che per la pianta inizia la nuova stagione vegetativa.
  • Per i rampicanti a ciclo vegetativo annuale, terminata la stagione vegetativa, i fusti vanno recisi dalla base.
  • A prescindere dal ciclo vegetativo, in presenza di eventi eccezionali, come cespugli interamente compromessi da condizioni climatiche estreme o che sono cresciuti esageratamente perché abbandonati a se stessi da diversi anni, un intervento radicale, col quale si recidono i fusti rasoterra, viene sopportato dalla pianta senza problema, dando vita ad una nuova vegetazione. In questo caso, bisogna tener presente che i rampicanti a foglie caduche vanno potati quando hanno perso completamente le foglie, mentre per la specie sempreverdi bisogna far riferimento alla fioritura, intervenendo quando questa ha completato il ciclo.

Per informazioni sui rampicanti e relative cure colturali, potete consultare la guida: “Piante rampicanti”.

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