Potatura alberi da frutto: quando farla? Tecniche e calendario.

Perché potare gli alberi da frutto e quali sono le tecniche e gli attrezzi necessari? Vediamo quando effettuare i tagli per correggere e contenere la crescita della pianta nonché per avere frutti abbondanti e di qualità.

Potatura alberi da frutto: quando farla? Tecniche e calendario

Perchè potare gli alberi da frutto?

Le piante sono organismi viventi e come tali necessitano di interventi di taglio (potatura) per crescere in modo armonioso e per assicurare una produttività continua.

Le ragioni, quindi della necessità della potatura sono molteplici:

  • Imposta e mantiene una forma desiderata,
  • contiene la crescita della vegetazione,
  • regola la produzione dei frutti,
  • evita l’invecchiamento della pianta,
  • rende la pianta più forte e quindi meno esposta all’attacco di parassiti e malattie.

Come è fatto un albero da frutto?

Tali alberi hanno oltre al tronco e alle radici, una chioma formata da:

  • branche: i rami a legno, robusti, che sono l’impalcatura della pianta,
  • rami a frutto provvisti di gemme a fiore che danno origine ai frutti,
  • rami misti provvisti di gemme a fiore e gemme a legno che danno origine a foglie e germogli.

La fioritura e la fruttificazione della pianta dipendono dall’equilibrio che esiste tra radici e chioma.

Le piante giovani hanno germogli lunghi e vigorosi ma pochi fiori e frutti perchè la radice prevale sulla chioma.

Le piante vecchie o non curate, hanno una chioma maggiore rispetto alle radici per cui si sviluppano pochi germogli e la fruttificazione alterna periodi di abbondanza a periodi di scarsità.

Puoi approfondire le caratteristiche degli alberi da frutto.

Le tecniche di potatura.

Per gli alberi da frutto,in base all’età della pianta, gli interventi di potatura si possono distinguere in:

  • Potatura secca che non disperde la linfa della pianta in quanto viene effettuata durante il riposo vegetativo. Essa a suo volta può dividersi in :
    • potatura di formazione che viene effettuata quando la pianta è giovane per darle la forma desiderata e prepararla alla fruttificazione. Nei primi quattro o cinque anni potando l’astone principale si produce la formazione di rami laterali i quali vanno poi successivamente potati per dare alla struttura una forma allungata o allargata.
    • potatura di produzione che viene effettuata quando la pianta è adulta e mira a stabilire un giusto equilibrio tra vegetazione e produzione. Oltre ad eliminare i rami secchi o malati ed i polloni, vengono diradati i rami all’interno della chioma per consentire che luce, aria ed acqua giungano ai rami a frutto e consentano la corretta maturazione.
  • Potatura verde che ha lo scopo di contenere lo sviluppo troppo vigoroso della pianta e quindi assicurare una buona distribuzione dei rami fruttiferi.

Come detto la potatura consiste nell’operare dei tagli sui rami. Il taglio deve essere netto ed obliquo e deve essere effettuato poco al di sopra di una gemma.

I tagli da effettuare sugli alberi da frutto sono di diverso tipo:

  • Cimatura: è l’eliminazione della parte terminale del ramo per rinforzare le gemme sottostanti. Eseguita all’inizio della stagione vegetativa infoltisce la chioma, eseguita in estate interrompe lo sviluppo vegetativo e ingrossa il ramo.
  • Speronatura: è il taglio di un ramo all’altezza di 1 cm circa dal tronco. Serve alla formazione di nuovi germogli.
  • Diradamento dei rami: è il taglio dei rami superflui per favorire lo sviluppo delle branche principali.
  • Capitozzatura: è l’eliminazione dell’intera chioma che serve a ringiovanire alberi vecchi.
  • Taglio di ritorno: è l’eliminazione di una vecchia branca per favorire rami più giovani.
  • Spollonatura: è l’eliminazione dei polloni che si formano alla base del tronco.
  • Scacchiatura: è l’eliminazione dei germogli cresciuti in modo non corretto.

In definitiva per potare un albero da frutta si comincia con eliminare i rami più vecchi, secchi e malati, poi si passa a quelli con andamento irregolare (rami che corrono parallelamente al tronco, che si incrociano tra di loro) quindi si passa a sfoltire la chioma dei rami in sovrappiù, nelle zone più folte, in modo che la luce possa interessare i vari punti della pianta. Infine, bisogna accorciare i rami più lunghi per conferire alla pianta una chioma compatta, in grado di rendere agevole la raccolta dei frutti.

Non bisogna però dimenticare che la potatura è stata inventata dall’uomo, per propri tornaconti, ma non è ben vista dalle piante, che in natura germogliano, fioriscono e fruttificano senza alcuna manipolazione da parte dell’uomo.

In linea con il crescente rispetto per la natura, negli ultimi tempi sta ricevendo una grande attenzione la cosiddetta “potatura naturale” che viene eseguita nel rispetto del portamento naturale della pianta.

Questa tecnica prevede poche regole, ma importanti:

  • Bandisce la capitozzatura e la creazione dei monconi.
  • I rami vanno recisi per intero, operando il taglio nelle biforcazioni.
  • Di due rami, si rimuove quello che altera di meno la forma che la pianta presenta in natura.
  • Per contenere la crescita della chioma, assicurandole una forma compatta, si ricorre alla cosiddetta potatura di ritorno. Con questa tecnica, il ramo apicale che si intende rimuovere, viene tagliato immediatamente dopo la biforcazione con un ramo più piccolo, che prenderà il posto del precedente rame apicale.

In tal modo si cerca di raggiungere l’obiettivo, evitando traumi alla pianta.

Interventi sostitutivi del taglio.

Talvolta invece di operare dei tagli si cerca di modificare la posizione dei rami con accorgimenti particolari.

Tali interventi, che si eseguono in genere su alberi giovani, sono:

  • Curvatura: consiste nel curvare ad arco rami poco produttivi per consentire lo sviluppo di nuovi germogli nel punto di massima curvatura.
  • Divaricatura: consiste nell’inclinare le due parti di una branca ad Y, una verso il basso per diminuirne la forza, l’altra verso l’alto per aumentarla.
  • Intaccatura: è una piccola incisione che si effettua al di sopra della gemma per indurre la crescita dei rametti laterali.
  • Diradamento dei frutti: consiste nell’eliminazione di frutti troppo ravvicinati o troppo piccoli per alleggerire la pianta e consentire una ottimale  maturazione dei frutti restanti.

Quando potare?

Salvo qualche eccezione, per la quasi totalità degli alberi da frutto è previsto un intervento di potatura da eseguire durante il riposo vegetativo.

Alcune specie vanno, invece, potate a fine inverno.

Potature leggere di contenimento si effettuano in tarda primavera o in estate.

In base all’epoca vegetativa della singola specie verrà eseguita una potatura secca o una potatura verde.

La potatura sarà più drastica per le piante, come la vite, che fruttificano sui rami giovani, che si generano con la nuova vegetazione.

L’intervento sarà più soft per gli alberi che soffrono molto l’intervento di potatura come il ciliegio e l’albicocco.

Calendario potatura delle principali specie.

Albicocco: inverno o estate dopo la raccolta
Agrumi: 

Arancio: gennaio - febbraio

Limone: luglio - settembre

Mandarino: gennaio-febbraio

Pompelmo: gennaio - febbraio

Kiwi: potatura secca a fine inverno, potatura verde in giugno, agosto o settembre
Olivo: potatura di produzione a fine inverno
Pero: potatura di formazione mesi estivi, potatura di produzione febbraio - marzo
Pesco: potatura di formazione nei mesi estivi, potatura di produzione a fine inverno
Vite: potatura verde maggio - settembre, potatura secca fine gennaio
Piccoli frutti (lamponi, ribes, more): in primavera e dopo il raccolto
Susino: fine inverno - inizio primavera

Attrezzi e strumenti necessari.

Per eseguire la potatura è necessario indossare un paio di guanti da giardinaggio e utilizzare attrezzi di qualità, con lame ben affilate, in grado di assicurare tagli non sfrangiati.

Bisogna trattare i tagli più grandi con mastice cicatrizzante che, oltre a velocizzare la cicatrizzazione, crea una barriera ai parassiti.

Per gli alberi da frutto più delicati e difficili, come il ciliegio, bisogna disinfettare le lame degli attrezzi utilizzati, prima di passare da una pianta all’altra.

Tra gli attrezzi ricordiamo:

  • le forbici da giardino per rami sottili,
  • la cesoia per rami con diametro fino a 3 cm circa,
  • il seghetto per rami più grandi,
  • lo svettatoio per rami situati ad un’altezza non raggiungibile da terra. Lo svettatoio è una cesoia o forbici con un manico telescopico che permette di recidere rami fino a 3-4 metri di altezza.
  • Per rendere meno faticoso è più confortevole l’intervento, in presenza di molti alberi da potare, si possono utilizzare cesoie pneumatiche.

Supervisore: Giuseppe Travaglione
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