Potatura pesco


Potatura pesco


La potatura del pesco richiede attenzioni maggiori rispetto a quelle delle altre piante. Il pesco, allevato in tutta la penisola, è una pianta delicata che, se ben curata, può dare molti frutti. La potatura aiuta la pianta in questa direzione. Eliminare rami o parti secche, serve  alla pianta per crescere bene ed essere più produttiva. Naturalmente questa operazione richiede attenzione e preparazione, non sarà sufficiente tagliar via i rami secchi, senza il rispetto di alcuna regola! In questa nostra  guida cercheremo di indicare alcune tecniche da seguire e le  cose da evitare, per effettuare in maniera ottimale la potatura del vostro pesco. Fondamentali in questa operazione sono anche gli attrezzi utilizzati, che facilitano l’operazione rendendola più veloce, ma precisa ed efficace. A tutti piacerebbe trovare il proprio pesco stracolmo di frutti, non è una cosa difficile, è necessario evitare alcuni errori.

Errori da evitare.

Mai fare tagli netti della pianta con la convinzione che questo la rafforzerà.
Va sempre lasciato un germoglio sul ramo che decidiamo di tagliare.
Il taglio deve essere pulito per non rischiare infezioni della pianta.
Mai potare il pesco con il solo scopo estetico, l'intervento va fatto nel rispetto di quello che è il portamento naturale della specie.

In cosa consiste la potatura, e perchè è necessaria.

La potatura è l’eliminazione, mediante il taglio, di rami e parti della pianta che ne compromettono la crescita, o perchè danneggiati o rovinati, o perchè troppo grandi e rischiano di ridurre la produzione di frutti. Vediamo insieme alcune utili indicazione su come eseguirla.

Quando va effettuata la potatura del pesco?

Da quando il pesco è ancora giovane, fino ai primi 3-4 anni di vita, bisogna effettuare due potature:

  • La prima, di formazione, va effettuata durante i mesi estivi.
  • La seconda, di produzione, quella invernale, da praticare durante il periodo di riposo vegetativo, febbraio-inizio marzo, in funzione della zona climatica. Per evitare le conseguente di gelate tardive, si può rimandare l'intervento anche a fioritura iniziata (fine marzo-inizio aprile).

Quando il  pesco avrà superato i primi 4-5 anni di vita, sarà possibile limitarsi ad una sola potatura annua che servirà per rafforzare la pianta e ad eliminare i rami rovinati o in eccesso. In ogni caso, bisogna cercare di abbassare i rami e contenere la crescita in altezza.

Tipi di potatura.

Il pesco come ogni pianta necessita di varie potature sia per ragioni funzionali e produttive, sia estetiche, anche se l’una influenza l’altra.

Potatura di Formazione e mantenimento.

Tali interventi servono a dare, e mantenere nel tempo, una forma razionale con rami forti e spaziati e facilmente accessibili. Nel giardinaggio, la potatura dell’albero di pesco, generalmente segue due forme standard che sono a palmetta e a fuso.

  • A palmetta. La potatura a palmetta viene effettuata oltre che per motivi estetici, per facilitare la raccolta dei frutti. Consiste nel lasciare il primo ramo a pochi centimetri dal suolo, circa 50. Le distanze tra i vari rami, saranno invece di almeno un metro. Man mano che si sale con i rami, questi avranno una lunghezza decrescente. Viene chiamato a palmetta perchè il suo aspetto richiama proprio quello di una piccola palma. In particolare, quando la piantina ha raggiunto il primo anno di vita, durante il periodo di riposo vegetativo, cimare il fusto a 50-70 cm da terra, in funzione dell'altezza che si ipotizza per la futura pianta. Con l'arrivo dell'estate, quando i nuovi germogli saranno sufficientemente grandi, selezionare i tre migliori per consistenza, disposizione e portamento (buona apertura, che corrono quanto più possibile paralleli al suolo) e rimuovere i rimanenti. Con l'arrivo dell'estate del secondo anno, di ognuno dei 3 rami lasciati il primo anno, si selezionano 3 nuovi germogli, sempre con il criterio visto per il primo anno, e si recidono i rimanenti. Analogamente si procede con l'arrivo della terza estate, intervenendo sui germogli dei rami del secondo anno, ossia si lasciano per ognuno di essi altri 3 rami , in modo da formare la terza e ultima impalcatura. A questo punto la struttura del nostro albero di pesco è completata. Non resta che continuare anno dopo anno, con interventi di mantenimento e produzione.
  • A fuso. La potatura a fuso viene praticata, oltre che per questioni estetiche, quando lo spazio tra le piante è minimo. Il ramo più basso dovrà essere a circa 50 cm dal suolo. Nella fase vegetativa, dopo la nascita e crescita di nuovi rami, questi andranno tagliati lasciando solo quelli più consistenti,  in modo da permettere una facile aerazione all'interno della pianta. Il pesco è un a pianta  cosiddetta eliofila, ossia una specie che necessita di molta luce per crescere bene e produrre meglio.

In entrambi i casi, nell'arco di un triennio, si completa la formazione di questo albero da frutto.

Potatura di produzione.

Questo tipo di potatura è quella finalizzata alla produzione del maggior numero di frutti. L’albero di pesco, come la maggior parte degli alberi da frutta, non fa eccezione. Per cui i tagli vengono eseguiti con lo scopo di accentrare la produzione su pochi rami, non perdendo di vista che il pesco produce essenzialmente sui rami di un anno. Tale intervento comincia molto presto, dal momento che  il pesco inizia a fruttificare già al secondo anno e raggiunge la piena produzione verso il quarto-quinto anno di vita.

I diversi tipi di intervento.

Sistemata la pianta nel terreno o nel vaso, andranno conservati 3 o 4 rami principali,  possibilmente quelli leggermente più inclinati rispetto al tronco centrale, il resto dei rami andranno eliminati.

In base alla vigorosità del nostro pesco, dovremo scegliere quanti rami lasciare, dai 2 ai 3, quelli destinati a portare i frutti. Questi rami devono avere un andamento orizzontale. Tutti i rami  con andamento irregolare o verticali, verso l’alto o verso il basso, vanno eliminati, ad eccezione della cima.

Se avete un pesco che fino ad ora non avete curato, basterà individuare la “croce” centrale ed i 3 o 4 rami principali. Per ogni ramo lasciato si individuano 2 o 3 rami “minori” ed il resto andrà  potato.

Tipi di potatura che non richiedono tagli, ma comportano l’asportazione di fiori e foglie.

Cimatura: “potatura verde”, consiste nel tagliare i nodi finali di un ramo dell’albero. Questa tecnica viene utilizzata nel pesco per evitare che la pianta cresca troppo in altezza e fare in modo da rendere la chioma del pesco più compatta.

Scacchiatura: prevede la riduzione del numero dei germogli per migliorare la crescita di quelli che restano. Se la pianta di pesco ha difficoltà nella crescita, la scacchiatura risulta particolarmente indicata. Vanno eliminare tutte le gemme rivolte verso il basso o  verso l’alto. In questo modo si eviteranno sprechi di energie per gemme non ritenute utili.

Decorticazione anulare: coinvolge l’ultimo anello della corteccia che viene eliminato al fine di permettere che la parte apicale del ramo fruttifichi. Questa tecnica è utilizzata nel pesco per permettere una fruttificazione più abbondante con riguardo ad alcune parti dell’albero. E’ importante però non esagerare nella decorticazione, una fascia di qualche centimetro è sufficiente.

Attrezzi necessari.

La potatura del pesco va dall’eliminazione di foglie morte e piccoli rami, al taglio di rami anche di grosse dimensioni. In base al tipo di intervento, utilizzeremo l'attrezzo più adatto. Tra gli attrezzi maggiormente usati troviamo le forbici da giardinaggio, cesoia, piccola sega e svettatoio:

  • Le forbici servono per potare i rami più piccoli e sottili del pesco, quelli più giovani, avendo le lame sottili.
  • Le cesoie recidono i rami un po più spessi. Le lame della cesoia, più forti di quelle delle forbici, permettono un taglio netto e pulito del ramo.
  • La sega. I rami di grande diametro andranno eliminati con la sega, adatta per tagli profondi e precisi.
  • Lo svettatoio aiuta a tagliare i rami più alti, quelli che si raggiungono con maggiore difficoltà. Il pesco tende a cresce in altezza per cui questo attrezzo è molto utile per regolarne forma e struttura.

E' importare utilizzare attrezzi puliti e disinfettati. Il pesco è una pianta delicata, a rischio infezioni, quindi una volta finite le operazioni di potatura gli attrezzi andranno puliti a lasciati asciugare prima di conservarli, per evitare che si formi ruggine.

Ti è piaciuto questo articolo?

Deve migliorare!

Segui Faidate 360:

La Tua Opinione Conta!

Giudica questo articolo:

Deve migliorare!

Segui Faidate 360:

Articoli che potrebbero interessarti:

Potare il limone Potare il limone

Potatura albero di fico Potatura albero di fico