Potatura lavanda


Potatura lavanda


Guida informativa e pratica sulla potatura della lavanda, dagli attrezzi ai consigli per un corretto intervento di formazione e mantenimento, dalla rimozione degli steli che hanno portato a temine la fioritura, alla cimatura, alla potatura cosiddetta bassa.

Informazioni sulla pianta.

La lavanda, pianta conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà medicamentose e aromatiche, è originaria del bacino mediterraneo. Conta circa una trentina di specie, di cui alcune dal portamento eretto che raggiungono il metro di altezza, ed è caratterizzata da foglie lanceolate e fiori che formano una spiga retta da un lungo stelo. Predilige il sole, ma sopporta bene anche il freddo, con eccezione delle forti gelate.

Strumenti ed accorgimenti per potare la lavanda.

Utilizzare forbici e cesoie con lame sterilizzate e bene affilate, in grado di assicurare tagli netti, senza sfrangiature, facili da cicatrizzare, circostanze che evitano l’attacco di parassiti animali e patologie fungine.

Quando e come potare la lavanda.

La lavanda si deve potare quando la fioritura ha compiuto il suo ciclo, momento che varia in base alla specie, in genere verso la fine della stagione estiva. Con l’occasione si eliminano gli steli che hanno portato a termine la fioritura e si provvede ad una lieve spuntatura. L’intervento sarà tanto più drastico quanto più esili sono gli steli della pianta, per stimolare la crescita di germogli più rigogliosi. Si parla al riguardo della cosiddetta potatura bassa, da eseguire sempre verso la fine della fioritura, con un taglio subito al di sopra della vecchia vegetazione. Con l'arrivo della primavera vanno recisi i rami eventualmente interessati dalle gelate.

Interventi di formazione.

La crescita spontanea origina cespugli tondeggianti. L’intervento, di formazione, mira ad imprimere alla pianta la forma desiderata, come creare una siepe, provvedendo ad eliminare la vegetazione dalla forma sgraziata, oltre a rami secchi o comunque danneggiati.

Come prelevare la talea.

Durante le stagioni calde, quando i nuovi rametti hanno sviluppato 2-3 nodi, con forbici o cesoie bene affilate, con tagli obliqui e netti si prelevano, da piante in salute, talee lunghe una decina di centimetri e si interrano in un miscela di sabbia e torba per farle radicare. Con l’arrivo della primavera successiva, si estirpano per la messa a dimora definitiva, in grossi vasi o in piena tessa. Per la coltivazione della lavanda potete consultare l'articolo:"Coltivazione lavanda".

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