Se fatta con professionalità ed in maniera ragionata, la potatura degli alberi, da quella leggera a quella drastica, per arrivare alla "capitozzatura", darà i risultati sperati. Ad un intervento di capitozzatura, pratica ormai in disuso e da più parti vietata perché ritenuta di nessuna utilità per l’albero, farà seguito una vegetazione più che vigorosa dal momento che l’albero si troverà ad alimentare una chioma ridimensionata, ma con buone probabilità i nuovi rami non saranno in grado di assicurare il raccolto o la fioritura sperata. L’intervento di potatura può essere, quindi, motivato dall’obiettivo di migliorare la fruttificazione o la fioritura (potatura di produzione o di mantenimento), dal desiderio di limitarne o correggerne la crescita (potatura di formazione), dalla necessità di eliminare rami secchi, dall’obiettivo di rivitalizzare piante particolarmente invecchiate, assicurare alle coltivazioni sottostanti la necessaria luce e circolo d’aria. Insomma, con la potatura si tenta ad assicurare all’albero in ogni momento un giusto equilibrio sia con riferimento allo stato vegetativo che produttivo. L’ intensità ed il tipo d’ intervento deve essere funzione dell’obiettivo che si intende perseguire. Una potatura indiscriminata e non ragionata, fatta senza avere ben chiaro quale sarebbe stata la reazione dell’albero, rappresenta una vera violenza consumata ai danni dell’ armoniosità dello stesso. Con riguardo ai frutteti vale una regola generale, secondo la quale, gli alberi che fruttificano sui rami giovani, come la vite, saranno oggetto di una potatura più consistente, mentre gli alberi, come il ciliegio, che fruttificano sui rami vecchi, sarà oggetto di interventi di potatura mirati a recidere eventuali rami secchi o malati, potremmo dire una potatura che mira a salvaguardare la salute della pianta. Circa il periodo di potatura degli alberi, diciamo che lievi interventi, al fine di eliminare un ramo secco o malato, un ramo spezzato che può compromettere l’incolumità dei passanti, possono essere eseguiti durante l’intero anno. In linea di massima gli alberi che perdono le foglie, vanno potati durante la stagione invernale. E’ doveroso ricordare che la potatura non è un atto dovuto, non è stata prescritta dal medico, ma inventata dall’uomo per proprie finalità, pratica da evitare nella maniera più assoluta con riguardo alle conifere, come pino e ebete. La vita degli alberi, come quella di ogni altro essere vivente, in assenza di eventi particolari, dovrebbe essere regolata elusivamente dalla natura. Nel rispetto della originaria e naturale struttura degli alberi, la potatura va eseguita operando tagli netti, ossia con attrezzi dalle lame bene affilate.

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