Montaggio vetrocemento: posa in opera per pareti e pavimenti.

Guida operativa e informativa sulla posa in opera del vetrocemento per la realizzazione di pareti, finestre e pavimenti con vetromattoni, completa di elenco degli attrezzi, materiali necessari e istruzioni passo passo.

Montaggio vetrocemento: posa in opera per pareti e pavimenti

Come si monta il vetrocemento?

Per montare il vetrocemento con metodo di posa “tradizionale” ci si avvale di un legante cementizio per bloccare insieme i mattoni in vetro.

Prima però di procedere con la descrizione dell’iter operativo della posa in opera degli elementi, facciamo qualche considerazione di carattere strutturale che ci aiuterà per realizzare un buon lavoro:

  • Le pareti in vetrocemento possono essere utilizzate esclusivamente come tamponature o tramezzi. Le strutture in vetrocemento (composte da mattoni in vetro, malta di cemento e tondini di acciaio zincato o inox), infatti, non possono sopportare carichi e vincoli esterni o qualsivoglia sollecitazione che trasmetta sforzi al loro interno. Quindi non possono cooperare con altre strutture alla funzione portante ma al più possono sostenere il proprio peso e carichi trasversali come azione del vento e possibili urti.

Puoi approfondire le caratteristiche delle pareti in vetrocemento.

  • Le strutture in vetrocemento devono risultare libere e senza vincoli per potersi dilatare e deformare a piacimento per effetto delle variazioni di temperatura. Queste limitazioni scaturiscono dall’intima natura del vetro che, sottoposto a trazione, passa direttamente dallo stato di deformazione elastica alla rottura senza il passaggio intermedio della deformazione plastica. Esso manca quindi di quella essenziale caratteristica del calcestruzzo armato che permette di scaricare e distribuire gli sforzi su tutti gli altri elementi della struttura che così collabora complessivamente a neutralizzare gli sforzi esterni. Pertanto se è necessario collegare le pareti di vetrocemento ad altre strutture rigide aventi massa notevole occorrerà che queste non scarichino assolutamente sforzi su di essa ed inoltre bisognerà dotare la parete:
    • lateralmente di giunti di dilatazione di spessore adeguato (almeno 8/10 mm) e materiale idoneo che consentano alla parete in vetrocemento di dilatarsi liberamente sotto l’effetto delle variazioni di temperatura;
    • sopra e sotto di giunti di scorrimento che permettano alla parete di scorrere liberamente rispetto a pavimento e soffitto in maniera da non formare un corpo unico con la struttura circostante.
  • Per garantire poi la necessaria stabilità di una parete in vetrocemento di dimensioni contenute è opportuno prevedere un telaio che possa contenerla che verrà ancorato alla struttura circostante con tasselli e viti. Detto telaio potrà essere realizzato ad hoc con assi di legno o meglio ancora assemblando insieme appositi profilati metallici con sezione a forma di U. Profilati che vengono commercializzati dai produttori di mattoni in vetro.

Posa in opera di una parete in vetrocemento.

Materiale di consumo:

  • Mattoni in vetro, noti in maniera un po' impropria anche come mattoni in vetrocemento. Ne esistono di varie dimensioni e colorazioni. Sono acquistabili presso grosse distribuzioni di materiale per l’edilizia o per il bricolage sul tipo di Leroy Merlin.

Calcolo del numero di mattoni in vetrocemento occorrenti per la realizzazione di una parete:

Il numero dei mattoni di una colonna verticale (m) sarà: m= (H+f-2s)/(h+f) dove H altezza del muro; f dimensione delle fughe; s spessore complessivo della cornice; h altezza del mattone.

Il numero di mattoni di una riga orizzontale (n) sarà: n= (L+f-2s) / (b+f)  dove L lunghezza del muro; f dimensione delle fughe; s spessore complessivo della cornice;b base del mattone. Pertanto, il numero totale dei mattoni sarà:N=nxm (numero dei mattoni di una riga orizzontale x numero dei mattoni di una colonna verticale).

  • Cemento bianco e sabbia fine o in alternativa polvere di marmo. Servono a preparare la malta che cementerà i mattoni in vetrocemento. Consigliamo comunque l’uso di un prodotto premiscelato dedicato. Materiale già pronto nelle debite proporzioni, che necessita della sola aggiunta di acqua. In commercio sono reperibili molti prodotti adatti allo scopo acquistabili in negozi specializzati nella vendita di prodotti edili.
  • Boiacca per stuccare le fughe. Potrebbe essere preparata miscelando cemento bianco e polvere di marmo ed impastando il miscuglio con acqua. Ma anche in questo caso il mercato offre prodotti dedicati pronti all’uso. Volendo fughe colorate si possono aggiungere pigmenti alla boiacca.
  • Tondini in acciaio inox o in ferro zincato a caldo, opportunamente   trattati per proteggerli dall’ossidazione. Servono ad armare e dare solidità alla parete. Vengono posizionati orizzontalmente e verticalmente, annegati nella malta tra un mattone e quello affiancato o sovrastante senza tuttavia venire a contatto con essi (annegati nelle fughe). Lateralmente e superiormente alloggeranno in fori praticati nel telaio. Il diametro dei tondini dipende dalle dimensioni delle fughe nonché ovviamente dai calcoli progettuali necessari a conferire alla struttura la necessaria resistenza alle sollecitazioni a cui sarà sottoposta. Per fughe fino a 10 mm solitamente si utilizzano tondini con diametro non superiore ai 6 millimetri.
  • Distanziatori in plastica. Hanno dimensioni che dipendono dalle dimensioni delle fughe e da quelle dei mattoni e servono a facilitare le operazioni di posa in opera (assicurano fughe dello stesso spessore e sorreggono i tondini di ferro impedendo loro di venire a contatto con i mattoni). Il numero di distanziatori necessari (P), se (m) è il numero di mattoni sovrapposti in verticale ed (n) il numero di mattoni affiancati in orizzontale,  sarà: P=(m+1)X (n+1).
  • Giunti di dilatazione e di scorrimento. Si vendono in rotoli ed hanno un lato adesivo in maniera da poter essere facilmente sistemati sul perimetro del telaio che racchiude la parete.
  • Impermeabilizzante per le fughe e sigillante. Sono prodotti a base siliconica che si passano sulle fughe tra mattone e mattone e tra perimetro della parete e telaio e tra telaio e struttura e servono ad impedire all’acqua piovana di penetrare all’interno se la parete ha funzione di tamponatura.
  • Profilato metallico ad U per l’ancoraggio della parete o in alternativa assi di legno e viti per realizzare il telaio in legno.
  • Tasselli e viti per ancorare il telaio alla struttura portante.

Attrezzi:

  • Cazzuola e spatola per impastare e distribuire malta e boiacca.
  • Cardarella per preparare e raccogliere la malta.
  • Livella a bolla per controllare il livello dei vari corsi di mattoni.
  • Squadra e filo a piombo per controllarne l’ortogonalità.
  • Trapano e punte elicoidali.
  • Spazzola e spugna per pulire, una volta eretta, la parete dai residui di malta sbavata.
  • Guanti in lattice per poter maneggiare la malta e forzarla nelle fughe.

Iter operativo.

  • Si fissa con tasselli e viti il telaio metallico o in legno alla struttura. Nel telaio in alto, in basso e su entrambi i lati alle dovute distanze (si desumono dalle dimensioni del mattone in vetro cemento) si sono praticati dei fori in cui si allocheranno i tondini metallici. E’ importante che il diametro di ciascun foro sia di poco più grande del diametro del tondino.
  • Si fissano sul perimetro del telaio (sono autoadesivi) i giunti di espansione lateralmente ed i giunti di scorrimento sopra e sotto.
  • Sulla base del telaio sopra il giunto di scorrimento si distribuisce un primo strato di malta cementizia di altezza inferiore ai 3 cm. Malta che precedentemente si è impastata nella caldarella.
  • Si inizia a disporre la prima fila di mattoni in vetro mantenendoli alla giusta distanza con gli appositi distanziatori. Prima di sistemare ogni mattone si porta con la cazzuola su ciascun lato la giusta quantità di malta.
  • Terminato il primo corso di mattoni si controlla che sia in bolla e che sia perfettamente ortogonale al pavimento.
  • Si posizionano nelle fughe i tondini di acciaio in verticale ed anche il primo tondino in orizzontale appoggiandoli alla aletta che unisce le due facce del distanziatore in maniera che i ferri non vengano a contatto con i mattoni in vetrocemento. I tondini andranno allocati nei fori precedentemente praticati sul telaio.
  • Si completano con il medesimo criterio tutti i corsi dei mattoni.
  • Con la cazzuola si staccano le faccette sporgenti dei distanziatori.
  • Con spugna e spazzola si elimina la malta sbavata.
  • Si attende che la malta indurisca.
  • Si stuccano con boiacca e spatola le fughe.
  • Si pulisce accuratamente la parete.
  • Si impermeabilizzano le fughe e si sigillano eventuali spazi vuoti tra parete e telaio e telaio e struttura.

Posa in opera di un pavimento in vetrocemento.

I suggerimenti forniti per la parete potranno anche essere applicati, con qualche necessario correttivo, alla realizzazione di una pavimentazione col medesimo materiale di un’area, questa volta, di dimensioni contenute da usare come lucernario per illuminare un ambiente sottostante.

Per questa nuova realizzazione valgono quindi tutte le considerazioni strutturali iniziali già fatte per le pareti e che perciò non riportiamo. Bisogna aggiungere a queste solo alcune considerazioni sulla struttura portante che ingloberà il vetrocemento di pavimentazione ed ancora alcune modalità sulla realizzazione di quest’ultimo.

E precisamente:

  • La pavimentazione in vetro cemento potrà sostenere solo il proprio peso e contenuti carichi ortogonali alla struttura dovuti ai pedoni.
  • La struttura in vetro mattoni sarà appoggiata a quella portante che perciò dovrà essere sagomata in maniera tale da prevedere una appoggio lungo l’intero perimetro del pannello orizzontale in vetrocemento che in esso verrà collocato.Eventualmente se la superficie da ricoprire supera una dimensione stabilita dovranno essere previsti appoggi intermedi. 

Non conviene realizzare la pavimentazione in loco ma in un sito separato come un pannello prefabbricato ed una volta che il calcestruzzo sarà indurito e stagionato, posarla in opera sugli appoggi descritti. Realizzare infatti il pavimento nella posizione in cui dovrà essere collocato è operazione non semplice a causa del foro presente.

Occorrente.

Il materiale e gli attrezzi occorrenti sono grossomodo gli stessi di quelli usati per la parete. Bisognerà aggiungere:

  • Legno per la realizzazione della cassaforma e martello e chiodi per il suo montaggio.
  • Cemento di Portland e sabbia con granulometria massima di 3 mm.

Iter operativo per la costruzione del pannello prefabbricato.

  • Con delle assi di legno tenute insieme da chiodi si costruisce la cassaforma in cui si assemblerà il pannello orizzontale che fungerà da pavimento. Le dimensioni della cassaforma devono essere tali da contenere il pannello in vetrocemento che ha un’area pari al foro presente nella struttura portante più qualche centimetro in maniera che possa poggiare sugli appoggi perimetrali.
  • Nella cassaforma si disegnano con precisione le posizioni dei mattoni in vetro e delle adiacenti fughe. Nell’effettuare detta operazione bisogna tener conto che per problemi di statica e consigliabile prevedere fughe dell’ordine dei 3 centimetri e che la prima fila di mattoni deve distare dal bordo di almeno 4 o 5 centimetri in maniera da racchiudere i mattoni con un cordolo di calcestruzzo di tale spessore. Cordolo che impedirà ai mattoni di venire a contatto con la struttura portante.
  • Si dispongono nella cassaforma i mattoni avendo cura di posizionarli esattamente nel posto che si è disegnato.
  • Si prepara la malta miscelando cemento sabbia ed acqua in maniera che risulti abbastanza fluida.
  • Si versa nella cassaforma una quantità tale di malta da raggiungere una altezza pari a metà dello spessore del mattone. Nell’effettuare detta operazione occorre fare attenzione a non spostare i mattoni dalla loro stabilita posizione.
  • Si sistemano i tondini di ferro come si è fatto per la parete facendo attenzione a: non toccare i mattoni di vetro, non sbordare dal perimetro della struttura.
  • Si ricoprono i tondini con malta fino a raggiungere il livello dei mattoni.
  • Si lascia seccare il calcestruzzo, si elimina la cassaforma e si rifinisce il pannello come indicato per la parete.
  • Dopo circa un mese il calcestruzzo è giunto a maturazione quindi si posa il pannello sugli appoggi della struttura. Prima della collocazione si posizionano sugli appoggi perimetrali e sull’eventuale appoggio intermedio i giunti di dilatazione e di scorrimento.
  • Si impermeabilizzano le fughe.
  • Si sigilla la regione di giuntura pannello struttura.

Supervisore: Giuseppe Travaglione
Indice:

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