Come costruire una piscina fai da te interrata o fuori terra.

Vediamo come scegliere, installare e mantenere sempre in perfetta efficienza una piscina interrata o fuori terra con la tecnica del fai da te.

Come costruire una piscina fai da te interrata o fuori terra

Costruzione di una piscina fai da te: considerazioni preliminari.

Costruire una piscina fai da te è possibile, ma la difficoltà dell’impresa cambia in modo significativo in base al tipo di piscina che si vuole realizzare.

Mentre, infatti, per le piscine fuori terra esistono tipologie che rendono l’assemblaggio in loco semplice, o quanto meno realizzabile anche senza l’ausilio di personale esperto, per le piscine interrate il discorso è ben diverso. Realizzare fai da te una piscina interrata richiede infatti: ampia disponibilità di tempo, voglia di faticare, buona manualità per lavori di edilizia ed in molti casi conoscenze di progettazione strutturale. Inoltre va detto che l’impresa ha un costo che può anche essere ragguardevole ed un piccolo errore può comprometterne pesantemente la sua buona riuscita, per cui va considerata anche l’opzione di rivolgersi ad una ditta specializzata in piscine interrate.

Ad ogni modo esaminiamo nel dettaglio i passaggi per costruire una piscina fai da te in modo da guidarvi nella scelta del percorso da seguire.

Scelta del sito di installazione.

La partenza per qualsiasi tipo di piscina si voglia costruire è la scelta del luogo dove andrà realizzata. Sembrerebbe una cosa banale ma non lo è ed anzi richiede molta attenzione. Bisognerà, infatti, valutare svariati parametri. Il sito ideale deve essere:

  • un terreno solido affinché non sia interessato da problemi di smottamento. Una piscina anche se piccola contiene svariati metri cubi di acqua ed un metro cubo di acqua che è 1000 decimetri cubi pesa 1000 chili (1 dm3 di acqua è un litro e pesa un chilo).
  • Esposto al sole.
  • Lontano da alberi. Gli alberi infatti: creano ombra; perdono foglie, semi, etc. che sporcherebbero l’acqua; hanno radici che possono crear problemi alla realizzazione dello scavo (necessario alla piscina interrata o alla piattaforma su cui poggiare la piscina fuori terra).
  • Riparato dal vento.
  • Vicino ad allacci di acqua ed elettricità.

Scelta della piscina: interrata o fuori terra.

La scelta di un tipo anziché un altro dovrà essere effettuata valutando accortamente un gran numero di parametri come: caratteristiche del terreno, dimensioni della piscina, aspettative di durata, estetica, budget di spesa, tempi di realizzazione, etc.

Esistono, infatti, in commercio moltissimi tipi di piscine con caratteristiche diverse:

Piscine fuori terra.

Sono completamente fuori dal terreno ed il pelo dell’acqua è perciò sopraelevato rispetto al piano di calpestio. Sono economiche e si installano facilmente ma sono meno durevoli delle interrate ed esteticamente meno gradevoli.Esistono tre distinte tipologie di piscine fuori terra:

  • Piscine autoportanti. Sono in PVC morbido con pareti ed un bordo superiore gonfiabili. Una volta gonfiate si auto sostengono. Se sono di dimensioni consistenti possono essere dotate di una leggera struttura reggente in acciaio. Sono economiche e si installano con rapidità e senza difficoltà.
  • Piscine Frame. Sono in PVC ma non hanno bordo e pareti gonfiabili e pertanto richiedono di una struttura in paletti di acciaio per sostenerle. Per aumentarne la resistenza il telo in PVC è costituito da due strati: quello esterno per il contenimento dell’acqua ed una robusta rete interna, sempre in PVC, che ne impedisce lo spanciamento. Anche queste non sono particolarmente difficili da montare.
  • Piscine rigide. Sono costituite da una vasca che può essere realizzata in vari materiali: resine, legno, acciaio, etc.

Puoi approfondire le caratteristiche delle piscine fuori terra.

Piscine interrate.

Il serbatoio che contiene l’acqua è interrato ed il pelo di questa è solo di qualche centimetro al di sotto del piano di terra calpestabile. Pre costruire questo tipo di piscine è necessario richiedere un permesso al proprio comune di appartenenza.Si suddividono in:

  • Piscine in cemento. Sono realizzate con gettate di cemento armato in casseforme speciali a perdere (ad esempio in polistirolo). Una volta che il cemento sarà asciutto ed indurito la vasca verrà con, varie tecniche impermeabilizzata. Sono le più durature ma anche le più costose e richiedono tempi di realizzazione abbastanza lunghi.
  • Piscine in acciaio. Si realizzano montando in loco un kit realizzato in fabbrica costituito da pannelli di acciaio zincato o inox. Il fondo della piscina può essere realizzato con i pannelli dello stesso tipo ma anche con una gettata in cemento. La stabilità è assicurata da picchetti che collegano la struttura alla piattaforma di cemento su cui poggia e da contrafforti in acciaio. Le piscine in acciaio temono molto l’attacco elettrochimico delle correnti galvaniche che possono circolare nel terreno e perciò richiedono una scrupolosa messa a terra.
  • Piscine in vetroresina. Si realizzano interrando una vasca in vetro resina realizzata in fabbrica. Sono la tipologia più economica e veloce da realizzarsi ed inoltre consentono di poter scegliere fra una ampia gamma delle più svariate forme. Richiedono però un terreno molto stabile in quanto non sono idonee a sopportare elevate pressioni causate da smottamenti del terreno.

Progetto della piscina.

Una volta che si è scelto il sito ed il tipo di piscina è buona norma realizzare un disegno della piscina contestualizzato al luogo dove andrà installata. Disegno che dovrà essere completo di tutte le quote e del percorso dei tubi e dei cavi elettrici che connetteranno la piscina al così detto:” locale tecnico”.

Il locale tecnico è un sito (non necessariamente una stanza) dove saranno posizionati la mandata del carico dell’acqua in piscina, lo scarico in fogna, il sistema di filtraggio, la pompa di ricircolo, il quadro elettrico di comando.

  • Per le piscine fuori terra si possono utilizzare dei locali prefabbricati situati in un pozzetto di vetroresina
  • Per le piscine interrate tale locale può essere realizzato quando si fa lo scavo per la piscina.
Permesso per costruire: necessario solo per le piscine interrate.La normativa edilizia non è la stesa per tutti i comuni, pertanto prima di iniziare i lavori bisogna informarsi presso l’ufficio tecnico comunale di che tipo di autorizzazione occorrerà premunirsi. Si potrà trattare di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) o di un Permesso di Costruzione. In entrambi i casi occorrerà comunque contattare un geometra o un architetto che realizzerà e firmerà il progetto ed attiverà la procedura. Le piscine fuori terra non richiedono alcun tipo di autorizzazione.

Preparazione del sito di installazione per accogliere la piscina.

L’iter operativo dipenderà dal tipo di piscina scelto.

Se si è optato per una piscina fuori terra la preparazione del sito consisterà in una spianatura e livellamento del terreno.

Se il terreno è abbastanza in piano la spianatura può essere fatta con: vanga, badile, carriola, olio di gomito ed una livella a bolla ed una tavola per controllare la planarità. Se il terreno è sconnesso conviene noleggiare un Bob Cat che aiuterà in tale operazione.

Può essere necessario se il terreno è cedevole preparare come base della piscina un massetto/soletta in calcestruzzo.

Se si è scelto una piscina gonfiabile o frame di PVC morbido conviene ricoprire l’area di installazione della piscina con uno strato di sabbia a grana fine per impedire che rudi sfregamenti conducano alla lacerazione del telo di PVC che contiene l’acqua

Preparazione della soletta.
  • Si segna sul terreno l’area del massetto. Le sue dimensioni dovranno superare di 1 metro per ogni lato quelle della piscina.
  • Si effettua poi lo scavo che dovrà essere profondo 15 + 1 o 2 centimetri.
  • Si livella lo scavo.
  • Si prepara il calcestruzzo per il getto. I metri cubi di calcestruzzo necessari si otterranno moltiplicando l’area della trincea preparata (lunghezza x larghezza) x 0,15 metri. Un metro cubo di calcestruzzo si prepara impastando: 0,8 m3 di ghiaia, 0,4 m3 di sabbia, 250/300 kg di cemento e 120/140 litri di acqua. Sommando i volumi sembrerebbe che si ottenga più di un metro cubo di impasto ma non è così perché la sabbia occuperà gli spazi vuoti tra elementi contigui di ghiaia. Conviene preparare l’impasto con una impastatrice a bicchiere elettrica che può noleggiarsi.
  • Si getta i calcestruzzo nella trincea. Si compatta e livella con frattazzo e si lascia asciugare.
La realizzazione della soletta dovrà ovviamente contemplare spazi per il passaggio di tubature e cavi che raggiungeranno e si dipartiranno dalla piscina.

Se, invece, si sceglie una piscina interrata la preparazione del sito in questo caso consisterà nel realizzare lo scavo in cui si interrerà la piscina. Naturalmente a causa dei consistenti volumi di terra da estrarre, per le dimensioni non trascurabili della trincea, il Bob Cat diviene indispensabile. La trincea dovrà, infatti, avere larghezza e lunghezza pari a quella della piscina, più almeno 2 metri, e profondità pari almeno alla sua altezza più lo spessore di una eventuale soletta che ne costituirà il fondo. Terminato lo scavo occorrerà livellarlo. E’ necessario che il livellamento sia quanto più preciso possibile e che le sue pareti siano il più possibili ortogonali al fondo.

Se si vuole dare una inclinazione al fondo della piscina la situazione diviene alquanto più complessa ed allora è meglio ricorrere ad esperti.

Potrà, come già si è accennato, essere necessario realizzare sul fondo dello scavo un massetto di calcestruzzo. La preparazione di tale manufatto si effettuerà con le modalità su descritte. Lo spessore della soletta dipenderà dal tipo di piscina scelta e dalle condizioni del terreno.

Il massetto, se si è optato per una piscina in cemento, ne costituirà il fondo e perciò in tale situazione dovrà essere realizzato a regola d’arte con miscela di calcestruzzo grassa (elevata percentuale di cemento) con spessore più che consistente.

Nella costruzione del massetto sia che esso abbia funzioni di base di appoggio o di fondo della piscina bisognerà tener conto della presenza del pozzetto di scarico (vedi figura successiva) che ha la funzione di raccogliere l’acqua e convogliarla in fogna quando si svuota la piscina.

Disposizione e posa in opera delle tubature per l’impianto di depurazione e lo scarico.

Per mantenere nel tempo la balneabilità del volume d’acqua contenuto nella piscina è necessario un impianto di depurazione che filtri l’acqua da impurità ed impedisca la prolificazione di batteri ed alghe.

Lo schema di massima di un siffatto impianto qualunque sia la tipologia di piscina è riportato di seguito.

Schema di impianto di filtrazione e scarico di una piscina

Come si vede l’impianto di depurazione è costituito da:

  • un filtro,
  • una pompa per il ricircolo dell’acqua,
  • due bocchette di aspirazione (skimmer a pelo d’acqua e pozzetto sul fondo),
  • una bocchetta di immissione e le relative tubature.

Le tubature sono di solito realizzate in PVC e necessitano per la loro posa in opera sottotraccia di appositi canalizzazioni nel piano calpestabile realizzate conformemente al progetto di massima.

Il gruppo pompa, filtro scarico sarà allocato o in un locale dedicato in una apposita scatola dotata di coperchio che è solitamente fornita con la piscina e che va interrata in vicinanza degli allacciamenti di acqua ed energia elettrica. Se non si ha abbastanza dimestichezza con i lavori da idraulico è opportuno farli eseguire da un professionista per evitare nel seguito fastidiose perdite.

La corrente elettrica servirà ad alimentare la pompa di ricircolo ed eventualmente un faro interno posizionato sulle pareti o sul fondo per illuminare di notte la piscina. Sarà bene dotare l’impianto di filtraggio di un timer in maniera che sia possibile farlo partire ad orari prefissati e di un contattore che comandi l’azionamento della pompa e che possa interrompere il circuito, senza problemi, anche se è sotto carico.

Posa in opera della vasca.

Le operazioni di posa in opera della vasca saranno differenti per le diverse tipologie di piscina.

Piscina fuori terra.

Qualunque sia il tipo di piscina fuori terra acquistata questa sarà dotata di un manuale di istruzione che riporterà pedissequamente la sequenza delle operazioni da effettuare per montare la vasca.

Nel caso di una piscina autoportante basterà gonfiarla e, se è prevista, sistemarla sulla struttura di sostegno e collocare poi il tutto sulla soletta già predisposta avendo cura di sistemare il pozzetto di scarico nell’alloggio che si è previsto in fase di realizzazione del massetto di base.

Nel caso di piscina rigida occorrerà, prima montarla, e poi sistemarla sulla base, se è già pronta basterà solo allocarla ricorrendo, se necessario, all’aiuto di un piccola gru.

Piscina interrata.

Anche in questo caso il costruttore della piscina fornirà precise istruzioni di montaggio del kit.

La situazione più sfavorevole e complicata è se si è optato per una piscina in cemento. In tal caso bisognerà effettuare la gettata in calcestruzzo. Tuttavia anche in questo caso il costruttore fornirà delle casseforme a perdere in polistirolo e precise istruzioni su come sistemarle sulla base, affiancarle e bloccarle in maniera opportuna. Sempre seguendo le istruzioni, vanno inseriti:

  • skimmer,
  • bocchettone di immissione del ricircolo
  • pozzetto di scarico.

Una volta sistemate le casseforme si effettuerà il getto di calcestruzzo che si sarà preparato con i rapporti già indicati.

Servendosi della raccorderia e del kit di guarnizioni nonché delle istruzioni di cui è corredata la piscina acquistata, si collega, poi, la tubatura al bocchettone di mandata del ricircolo, allo skimmer ed al pozzetto di scarico.

Per impedire che, a piscina in funzione, gli utenti possano inavvertitamente arrecare danno alle tubature (particolarmente fragili nei raccordi con gli ingressi in vasca) occorre ricoprire e ben sistemare le tracce della loro posa in opera in maniera che il calpestio non induca schiacciamento dei tubi e proteggere gli ingressi dei tubi nella vasca con adeguate colonnine schermanti.

Si riempie, infine, col terreno estratto dallo scavo lo spazio rimasto tra le pareti della trincea scavata e le pareti della piscina. Si completa l’opera realizzando un bordo calpestabile piastrellato.

Sistemazione di eventuali accessori.

L’accessorio più comune è una scaletta che consenta di accedere ed uscire facilmente. Solitamente la scaletta è metallica ed è fornita con la piscina con i relativi agganci. Nelle piscine in cemento può essere realizzata in muratura.

Impermeabilizzazione.

L’operazione può essere effettuata i vari modi ed ogni tipologia di piscina ha una sua tecnica ottimale. I tipi di impermeabilizzazioni più semplici da realizzarsi sono ottenuti:

  • stendendo sulla superficie interna della piscina una resina impermeabilizzante. L'operazione deve essere effettuata con cura certosina dopo aver accuratamente ripulito le superfici. Una volta che la resina è asciutta l’operazione andrà ripetuta almeno altre 2 volte.
  • Ricoprendo l’interno della piscina con un liner opportunamente sagomato sulla forma della vasca. Dove il liner è un telo in PVC o plastica e quindi impermeabile morbido, leggero, ma nello stesso tempo resistente in grado di seguire e rivestire le linee della vasca senza strapparsi. Per facilitare tale operazione di rivestimento si può creare il vuoto tra vasca e liner. Il liner è poi sigillato e bloccato sul bordo della vasca con una apposita copertura.
  • Nelle piscine in cemento si può piastrellare a regola d’arte fondo e pareti della vasca.

 

Supervisore: Giuseppe Travaglione
Indice:

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