Piscina Fai da Te


Piscina Fai da Te


Vediamo come scegliere, installare e mantenere sempre in perfetta efficienza una piscina domestica con la tecnica del fai da te. Una prima distinzione che si fa delle piscine è quella tra piscine interrate e piscine fuori terra. La differenza tra le due tipologie risulta intuitiva e non necessita di spiegazioni. La piscina fuori terra oltre ad essere di facile montaggio non richiede permessi edilizi in quanto non ancorata al suolo e destinata a soddisfare esigenze caratterizzate dalla temporaneità. Viceversa, le piscine interrate o parzialmente interrate necessitano di autorizzazioni.

Ci occuperemo delle piscine fuori terra, tipologia maggiormente compatibile col fai da te, che spaziano da piscine di poco conto destinate ai bambini per arrivare a piscine di 40-50mq rivestite di legno massello che non hanno niente da invidiare alle piscine interrate. Analogamente i prezzi delle piscine fuori terra oscillano da poche centinaia di euro a 15-20mila euro, per vere piscine dotate di tutti i confort.

In funzione dei gusti, dello spazio e del budget a disposizione nonché dell’uso che si intende fare della piscina, si orienta la scelta verso la tipologia che per materiale, forma, dimensione e prezzo meglio risponde alle proprie esigenze. Le piscine fuori terra possono essere morbide o rigide, autoportanti o con telaio portante. Le dimensioni spaziano dai 6-7 mq ai di 50-60mq, mentre i materiali vedono piscine in PVC, in legno, in acciaio. Le piscine morbide e autoportanti sono tra quelle più economiche e facili da montare e smontare. A questa tipologia appartengono gran parte delle piscine di piccole dimensioni destinate ai bambini. Le piscine fuori terra con telaio portante risultano più stabili e funzionali, ma richiedono maggiore impegno per il montaggio e la manutenzione.

Operata la scelta si passa al montaggio. Bisogna scegliere un spazio soleggiato, non particolarmente ventilato, lontano dalla vegetazione ad alto fusto. Una volta delimitata la futura base di appoggio della piscina bisogna livellarla. Con l’ausilio di una vanga, se la compattezza del terreno lo consente, o del piccone per terreni particolarmente duri, si provvede a rimuovere il terreno nei punti in cui è presente in eccesso. Si tratta di adeguare le aree più alte a quelle più basse e non il contrario, dal momento che l’eventuale terreno aggiunto risulterebbe difficile da compattare. Il terreno rimosso con una carriola va disperso o accantonato laddove non crea problemi. Man mano che si rimuove il terreno in eccesso con una tavola e la livella a bolla d’aria si controlla la base di appoggio della piscina, fino a quando non risulta perfettamente in piano. In pratica man mano che si procede con la rimozione del terreno in eccesso si poggia la tavola sulla zona interessate e posando sulla stessa la livella si individuano i punti in cui il terreno è ancora in eccesso. L’operazione con la livella va ripetuta posizionando la tavola in varie direzioni. Livellata la base di appoggio si passa liberarla da pietre, radici e vegetazione varia. Per le piscine cosiddette “morbide”, la preparazione della base di appoggio va completata con un lettino di sabbia sottile.

Vediamo come installare una piscina autoportante. Di questa tipologia le più pratiche sono formate da un tubo gonfiabile al quale risulta ancorata una vasca morbida in PVC. Per renderla operativa con la collaborazione di più persone si provvede a stendere il telo, posizionandolo con cura sulla base di appoggio precedentemente preparata. Posizionato il telo si passa a gonfiare il tubo. A questo punto non resta che riempire la vasca. Man mano che si versa l’acqua nella vasca il tubo sale seguendo il livello dell’acqua tirandosi su le pareti della piscina che si irrigidiscono e diventano stabili.

Più impegnativo risulta il montaggio delle piscine con telaio portante. Si tratta di assemblare nel luogo prescelto la struttura esterna, in genere in tubolari d’acciaio o una struttura in pannelli modulari d’acciaio, ancorare ed adagiare lungo il bordo superiore il telo in PVC. La posa della struttura e quindi della piscina oltre che direttamente sul suolo può essere parzialmente interrata, anche se in questo caso si pone il problema dei permessi edilizi. Sostanzialmente le due installazioni non differiscono, tranne che per la preparazione dello scavo.

In ogni caso la prima operazione prevede la preparazione di un massetto di una decina di centimetri da eseguire sull’area individuata quale base della piscina o sul fondo della buca, nel caso sia stato scelto di interrare parzialmente la piscina. Quindi segnato sul suolo il perimetro della piscina si provvede allo scavo per il massetto o allo scavo per l’ interraggio della piscina, aumentato di quanto basta per il massetto. Preparato il massetto, lungo il perimetro dello stesso si provvede all’assemblaggio dei pannelli modulari in acciaio, con coppie di bulloni passanti a testa rotonda. Al fine di assicurare alla struttura la necessaria stabilità apposite spalle vengono sistemate lungo l’intero perimetro della struttura. Si tratta di montanti in acciaio che vengono fissati alla struttura ed ancorati al suolo con appositi plinti di cemento. Assemblata la struttura portante e sistemato uno specifico materassino sul fondo si passa a posare nella vasca il telo in PVC da ancorare lungo il bordo superiore della struttura.

A questo punto bisogna provvedere ai collegamenti idraulici e di filtraggio, semmai con l’aiuto di un tecnico idraulico, ed a pannellare il bordo della piscina.

E' arrivato il momento di riempire la piscina con acqua potabile, attingendola possibilmente all’impianto di casa. In caso di utilizzo di acqua proveniente da fonte diversa, come pozzo, cisterna, ecc., bisogna procedere ai previsti controlli, in particolare bisogna vedere come l’acqua reagisce al cloro. Riempita la vasca fino ad una decina di cm dal bordo, ossia fino al livello del troppo pieno, si passa a sciogliere in un recipiente una quantità di cloro calcolata in funzione dei mc d’acqua e si versa nella piscina. Si accende e si lascia funzionare per un giorno intero l’impianto di filtrazione. Quando la temperatura è prossima ai 20°C si provvede a controllare ed eventualmente a correggere il pH. Un valore esatto del pH assicura all’acqua la giusta salubrità, evita bruciori agli occhi, irritazioni alla pelle e cattivi odori. La piscina è pronta.

Da questo momento la piscina dovrà essere oggetto dei previsti interventi di manutenzione, alcuni da eseguire giornalmente, altri in presenza di eventi eccezionali, come dopo un temporale, altri cadenzati secondo l’importanza della piscina. Giornalmente con l’ausilio del retino vanno rimosse le particelle in sospensione, quali insetti, resti di vegetazioni e foglie. Settimanalmente bisogna controllare e ripristinare il pH, pulire l’intero sistema di filtraggio e trattare l’acqua con il cloro. Quando necessario bisogna provvedere a spazzolare fondale e pareti della piscina, cui far seguire l’impiego della scopa aspira fango per rimuovere i residui che si sono accumulati sul fondo.

A fine stagione la piscina va coperta con un telo per preservarla dal freddo invernale. Prima di coprirla vanno eseguite per l’ultima volta tutte le pulizie ordinarie, messo al sicuro l’intero gruppo di filtraggio (pompa e filtro), ripristinato eventualmente il pH, versato nella vasca un prodotto specifico per l’inverno. La presenza di galleggianti ancorati al centro della piscina o lungo una diagonale aiuta a prevenire la formazione della lastra di ghiaccio in superficie. In ogni caso il manuale “uso e manutenzione” spesso accompagnato da un DVD risulta di grande aiuto, dal primo montaggio alla manutenzione al ricovero invernale.

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