Rosmarino coltivazione


Rosmarino coltivazione


Vediamo come riprodurre, piantare e coltivare il rosmarino in vaso o piena terra. Il rosmarino è una pianta aromatica sempreverde con foglie aghiforme e portamento cespuglioso.

Cresce spontaneamente lungo le fasce costiere dell’area mediterranea fino ad un’altezza di oltre 1000 metri sul livello del mare. Molto apprezzata anche come pianta ornamentale, appartiene alla famiglia delle Lamiaceae.

Habitat e condizioni climatiche.

Il rosmarino è una pianta che resiste alla siccità, ama un terreno asciutto, leggero e ben drenato, e teme i ristagni idrici. Predilige il caldo e i luoghi soleggiati. E’ una pianta che non teme malattie e attacchi parassitari, da proteggere dai rigidi freddi invernali, in presenza di temperature che scendono di molto sotto lo zero, soprattutto se coltivata in vaso.

Tecniche di riproduzione del rosmarino.

La pianta di rosmarino si riproduce per seme, per talea, per divisione, più raramente per margotta.

Riproduzione per seme.

Per la riproduzione per semi, optando per il semenzaio, abbiamo bisogno di:

  • semi,
  • terriccio quanto basta per riempire il vaso (una miscela di sabbia e terriccio universale),
  • 1 vaso o altro contenitore,
  • 1 innaffiatore con una doccetta sottile o uno spruzzino, per inumidire il terreno durante i primi giorni successivi alla semina,
  • 1 foglio di plastica trasparente, per coprire il vaso fino alla germinazione.

Il periodo migliore per la semina coincide con l’arrivo della primavera.

Dopo aver preparato il terriccio e riempito il vaso, si distribuiscono a spaglio un pizzico di semi da coprire con un sottile strato di terriccio, da compattare dolcemente esercitando una leggera pressione.

Segue una delicata e sottile doccetta facendo attenzione a non smuovere e alterare la distribuzione dei semi.

A questo punto, si provvede a coprire il vaso o contenitore equivalente con un foglio di plastica trasparente, per realizzare un ambiente caldo umido, che facilita la germinazione.

Per limitare il fenomeno di condensa è opportuno praticare qualche buchetto nel telo di copertura.

Ogni paio di giorni si rimuove il foglio di plastica e si provvede ad inumidire il terreno se necessario, con lo spruzzino o la doccetta dell’innaffiatoio.

Le piantine spunteranno nell’arco di una quindicina di giorni. A questo punto viene rimossa la copertura di plastica e si lasciano le piantine libere di crescere fino al momento del trapianto. Periodicamente si procede a sfoltire il semenzaio estirpando le piantine che appaiono meno vigorose.

Quando hanno raggiunto un’altezza di 10-15 cm vengono estirpate delicatamente, aiutandosi con un punteruolo di legno, e interrate nella dimora definitiva (vaso o piena terra).

Per facilitare la rimozione delle piantine si provvede preventivamente ad inumidire il terriccio. Anche per la definitiva messa a dimora delle piantine ci si avvale del punteruolo di legno per realizzare le buche che dovranno ospitarle. Il periodo migliore per il trapianto coincide con la primavera inoltrata.

Se le condizioni climatiche e di substrato lo consentano la riproduzione per seme può avvenire anche direttamente in vaso o piena terra, adottando le precauzioni che abbiamo visto per il semenzaio. In questo modo si evita la fase del trapianto.

Riproduzione per talea.

Disponendo di una pianta madre la riproduzione per talea è forse il sistema più semplice. Si ottiene tra l’altro una nuova pianta geneticamente identica alla pianta madre, cosa che non è in grado di assicurare la riproduzione per seme.

Terminata la fioritura (durante la stagione primaverile), bisogna prelevare dalla pianta alcuni rami, dei quali bisogna eliminare la parte iniziale troppo dura e quella finale troppo tenera. La parte centrale del ramo viene divisa in rametti da 20-25 cm (talee).

Prima di interrarle, in un substrato fatto di sabbia e torba in parti eguali, bisogna tenerle per una decine di giorni in un vaso contenente acqua. Per accelerare e facilitare il processo di radicazione il mercato offre un prodotto specifico a mo di gel da diluire nell’acqua che ospita le talee.

Durante la primavera successiva, una volta che le talee hanno radicato, vengono messe a dimora in maniera definitiva in vaso o piena terra. Le talee vengono interrate per il 60-70% dell'intera lunghezza.

A prescindere dal sistema seguito per la riproduzione, alla fine bisogna lasciare 2-3 piantine per mq di terreno a disposizione.

 

Preparazione del terreno destinato ad ospitare le piantine o le talee.

Il terreno destinato alla riproduzione per seme in piena terra o ad ospitare in maniera definitiva le piantine proveniente dal semenzaio o le talee, deve essere stato precedentemente lavorato (vangato e fertilizzato con concime organico).

Sebbene la fase di riproduzione e impianto avviene nella stagione primaverile, la preparazione del terreno deve essere opportunamente eseguita durante l’autunno dell’anno precedente.

Con la preparazione, si provvede a vangare il terreno, manualmente con la vanga o con una motozappa se disponibile, per una profondità di 25 -30 cm, provvedendo sistemare nel solco letame maturo da interrare con le zolle del solco successivo e parallelo. Si procede in questo modo fino alla lavorazione dell’intero sito da lavorare.

Mediamente bisogna interrare 2,5 kg circa di stallatico per ogni mq di terreno lavorato. In alternativa, il letame può essere interrato in parte nel solco dell’aratura e in parte distribuito successivamente a scaglio in superficie e coperto con un leggero strato di terreno. Per quest’ultima operazione si usa il rastrello, provvedendo contemporaneamente a livellare il sito.

Pratiche colturali: innaffiatura, rinvaso, concimazione e potatura.

Deve essere innaffiata con moderazione anche durante le stagioni calde, facendosi guidare dal buon senso. Bisogna intervenire solo quando il terreno risulta completamente asciutto, evitando di innaffiare durante le ore particolarmente calde della giornata.

Se coltivate in vaso devono essere rinvasate ogni 4-5 anni.

Sono piante poco esigente dal punto di vista nutrizionale, ma se coltivate in vaso, in considerazione della limitata quantità di terriccio che ospitano la massa radicale, si ravvisa la necessità di integrare i nutrienti con un concime bilanciato almeno una volta all’anno, all’inizio della stagione vegetativa.

Quasi nulle sono le potature. Gli eventuali interventi mirano alla esclusiva rimozione dei rami secchi, spezzati o comunque interessati da patologie.

Utilizzi e conservazione del rosmarino.

Per aromatizzare le pietanze, le foglie possono essere utilizzate sia fresche appena raccolta che essiccate. E’ una delle spezie maggiormente usata nella cucina mediterranea per aromatizzare carne e pesce. Del rosmarino si usano sia le foglie da raccogliere in qualsiasi momento che i fiori da raccogliere durante l’estate.

Ti è piaciuto questo articolo?

Deve migliorare!

Segui Faidate 360:

La Tua Opinione Conta!

Giudica questo articolo:

Deve migliorare!

Segui Faidate 360: