Pareti in vetrocemento


Pareti in vetrocemento

Realizzate in svariati colori, le pareti in vetrocemento vengono utilizzate come pareti divisorie di uffici, per separare l’ambiente cucina dalla stanze da pranzo, per realizzare angoli doccia, illuminare ambienti non serviti da finestre, costruire lucernai, chiudere luci che danno su giardini o terrazzi, realizzare finestre a ribalta, realizzare luminose e funzionali verande, habitat ideali per molte specie di piante, soprattutto in presenza di condizioni climatiche estreme, sia di freddo che di caldo. Il vetrocemento, due strati di vetro pressati tra di loro, inizialmente utilizzato esclusivamente per le costruzioni di capannoni industriali, grazie all’elevata resistenza unita alla trasparenza, nel corso degli anni ha conquistato un ruolo importante non solo come materiale edile ma anche come elemento decorativo nell’ambito delle abitazioni civili. I mattoni in vetrocemento, realizzati in svariati colori e sfumature di colori, si prestano a creare pareti dall’indiscusso impatto visivo. Utilizzabile sia per gli interni che per l’esterno

Vantaggi e limiti delle pareti in vetrocemento: presentano l’indubbio vantaggio di lasciarsi attraversare dalla luce, assicurando nello stesso tempo un buon isolamento termoacustico e fornendo un contributo all’arredo. La versione satinata, nel mentre lascia passare la luce, crea ambienti riservati, non lasciandosi attraversare dagli sguardi indiscreti dei passanti. Le pareti in vetrocemento non creano problemi di condensa, sono ignifughe ed offrono una buona resistenza meccanica. Facili da pulire e non richiedono manutenzione. Sono considerate pareti a tutti gli effetti. Per la realizzazione bisogna munirsi delle normali autorizzazione. Presentano il limite di non poter ospitare chiodi e tasselli e di non essere autoportanti, oltre ad essere più costosi dei tradizionali mattoni. Per opere superiori al mq, è richiesta una struttura di sostegno in legno, metallo o altro materiale equivalente. Al riguardo, per pareti di poco conto, il mercato offre kit che prevedono tutto il necessario per la posa in opera dei mattoni in vetrocemento, anche con la tecnica del fai da te. Meglio dei comuni laterizi, mitiga gli effetti dell’inquinamento acustico e delle escursioni termiche, assicurando ambienti confortevoli sia in presenza di freddo che di caldo eccessivo. Limiti a parte, le pareti in vetrocemento, realizzate con vetromattoni di ultima generazione, hanno raggiunto un buon equilibrio tra le esigenze funzionali del comune laterizio e quelle decorative e d’arredo, in linea con la maggiore attenzione anche di questo secondo aspetto da parte delle nuove generazioni.

Quanti mattoni in vetrocemento servono per ogni mq di parete e quanto costano: per ogni singolo mattone il prezzo medio oscilla mediamente dai 7 ai 15 euro, in funzione del coloro e delle relative sfumature, del design e della qualità dei materiali. Utilizzando mattoni di dimensioni standard (19x19x 8cm di spessore) ne occorrono 24-26 a mq, mentre il Kit di posa, di grande aiuto se si opta per la tecnica del fai da te, viene offerto a poco più di 100 euro circa per strutture prossime al mq. Il Kit comprende tutto il necessario, dagli elementi per realizzare il telaio alla colla, dallo stucco ai distanziatori.

Vediamo come e di cosa abbiamo bisogno per realizzare una parete in vetrocemento

Materiale: travi di legno, sezione 5x5cm, per costruire il telaio; viti autofilettanti per assemblare il telaio; tasselli per fissare il telaio alle pareti, soffitto e pavimento, anche se con riguardo al pavimento si consiglia di utilizzare un buon adesivo, per non trovarsi il pavimento danneggiato in caso di rimozione della parete; mattoni in vetrocemento, in numero di 25 circa per ogni mq di parete, se di misura standard 19x19cm; distanziatori; malta cementizia bianca per assemblare i mattoni; confezione di silicone per rifinire le linee di fuga; tondini di ferro di rinforzo, da inserire e cementare lungo le linee di fuga; un nastro di gomma o giunto di espansione da sistemare lungo il perimetro interno del telaio.

Attrezzi: metro, rotella metrica, seghetto e trapano avvitatore per assemblare e fissare il telaio; cazzuola e frattazzo per assemblare i mattoni; livella, filo a piombo e staggia per allineare man mano i vetromattoni.

1-La prima operazione prevede la realizzazione del telaio ed il relativo ancoraggio, dopo aver segnato sulle pareti, soffitto e pavimento la linea guida, servendosi possibilmente di una livella laser, in modo che il telaio faccia anche da guida per una parete perfettamente in linea ed a piombo. Rilevate le misure della parete da costruire, bisogna fare in modo che il telaio contenga un numero finito di mattoni, ossia che la sua superficie risulti multipla di quella del singolo mattone, non mancando di tener conto dello spazio occupato dalle linee di fuga.

2-Determinate le misure, assemblato e ancorato il telaio, si provvede a sistemare il giunto di espansione lungo i lati interni dello stesso, prospicienti al soffitto e alle dure pareti. A questo punto, si passa a praticare dei fori del diametro dei tondini di ferro, lungo il perimetro interno del telaio, distanziandoli della lunghezza dei mattoni più la metà della linea di fuga. Questi fori serviranno ad ospitare le estremità dei primi tondini di ferro di rinforzo, che saranno cementati lungo le linee di fuga.

3- Completato il telaio e preparata la malta cementizia, si passa alla posa della prima fila di mattoni:

-con l’ausilio della cazzuola, iniziando da uno dei due angoli, stendete sulla base del telaio uno strato di malta sufficiente a ricevere 3-4 vetromattoni, tra i quali sistemate i previsti distanziatori;

-con la malta riempite gli spazi tra i mattoni appena posati, pressandoli tra loro (in alternativa, la malta può essere sistemata, volta per volta su due lati consecutivi del mattone da posare). Ripetete l’operazione fino a completare la prima fila. Man mano che posate i mattoni, servendovi della staggia, provvedete ad allinearli, in modo da avere una parete perfettamente diritta, che non mancherete di controllare con la livella a bolla. Quando la parete comincia a salire, per lo scopo, utilizzerete anche il filo a piombo;

-completata la prima fila, prima di iniziare la seconda, iniziate l’armatura. Fate scorrere i tondini di ferro lungo le linee di fuga, sia verticali che verticali, fino a raggiungere i fori che avete creato nel telaio. Procedete con le file successive, fino a completare la parete, controllandone sistematicamente la verticalità e orizzontalità, continuando a cementare i tondini di ferro lungo le linee di fuga. Per una parete stabile, fate in modo che un’estremità dei tondini sistemati in prossimità del telaio venga sempre incastonata nei fori precedentemente approntati. Terminata la parete, prima che la malta diventi duro, con l’ausilio di uno bastoncino, eliminate, lungo le linee di fuga, quella in eccesso. Non resta che attendere circa 24 ore per rifinire e impermeabilizzare le linee di fuga con silicone bianco, incolore o colorato.

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