Malta refrattaria


Malta refrattaria


Guida sull’utilizzo della malta refrattaria, con indicazioni sulle caratteristiche e sulle proprietà di questo materiale indicato per la realizzazione di camini, forni e cappe, completa di consigli per l’acquisto e per il suo corretto utilizzo.

Caratteristiche e tipologie malta refrattaria.

La malta refrattaria è un tipo di materiale resistentissimo alle alte temperature ed è composta da calcio, argilla ed altri additivi. Si presenta in polvere in confezioni che vanno da 1 a 25 kili circa e si deve miscelare con acqua. Una volta ottenuto un impasto omogeneo, è di facile lavorazione ed elevata adesione alla superficie di lavoro. Può essere applicata su cemento e mattoni refrattari o essere utilizzata come intonaco per strutture che raggiungono anche i 500 gradi di temperatura.

Vantaggi e svantaggi.

I vantaggi sono la grandissima resistenza agli urti ed alle alte temperature, la facile lavorabilità e l’economicità. Lo svantaggio è che non si può utilizzare su supporti metallici e che può essere maneggiata con una temperatura ambientale non inferiore ai 5 gradi. Inoltre non è consigliata per strutture che superano i 500 gradi di temperatura.

A cosa serve e dove utilizzarla.

Si può utilizzare per la realizzazione, la stuccatura e l’intonacatura di strutture che devono sopportare alte temperature e che sono state realizzate con materiali refrattari. Esempi di queste strutture sono cappe, forni e barbecue, ma anche stufe e caminetti.

Quanto costa, dove comprarla.

La malta refrattaria costa circa 2€ al kilo e si compra presso i negozi di materiali edili o su internet nei siti specializzati.

Quanta ne serve?

Il consumo di malta varia in base allo spessore dello strato: in media si può dire che per lavori di 1cm di spessore si utilizzeranno circa 1,7kg a mq.

Come si usa la malta refrattaria.

Prima di tutto bisogna ripulire perfettamente la superficie sulla quale si intende utilizzare la malta, per facilitarne la presa. Non ci devono essere tracce di polvere, pitture, muschi, cenere o residui di cibo. Poi bisogna procurarsi un grande contenitore in cui miscelare la malta in polvere con l’acqua seguendo le dosi consigliate sulla confezione. Si può anche iniziare a prendere della polvere ad occhio ed aggiungervi dell’acqua con un bicchiere, mescolando con un trapano munito di elica, fino ad ottenere un impasto omogeneo e senza grumi, non troppo liquido. A questo punto con un pennello pulito inumidite con dell’acqua la superficie cui volete applicare la malta. Con la punta di una cazzuola prendete la malta e con il dorso dell’attrezzo distribuitela sulla superficie da incollare. Mantenete idratate le superfici mentre continuate ad utilizzare la malta. Una volta completato il lavoro, attendete che la malta si asciughi rispettando i tempi indicati sulla confezione: in media bastano circa 12 ore. Se avete utilizzato la malta per forni, camini o barbecue, prima di iniziare a cucinare dovrete aspettare circa un mese: dopo 2 settimane dall’essiccazione potete accendere il primo fuoco, poi è consigliabile fare altre 2-3 prove e solo allora potrete iniziare ad utilizzare a pieno il frutto del vostro lavoro.

Consigli e suggerimenti.

La malta in polvere non utilizzata può essere conservata per circa un anno se viene ben sigillata nella confezione originale e sistemata in un luogo fresco ed asciutto al riparo dalle gelate e dalla pioggia. Se la malta si essicca troppo velocemente, ad esempio a causa della luce solare diretta o del vento battente, tenderà a screpolarsi, quindi cercate di proteggere la struttura dagli agenti atmosferici durante il periodo di essiccazione. Gli attrezzi utilizzati vanno puliti manualmente subito dopo l’uso.

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