Lucidare il legno


Lucidare il legno


Guida informativa ed operativa su come lucidare il legno, dalla sverniciatura alla brillantatura. La lucidatura del legno, finalizzata ad ottenere una superficie protetta, oltre che liscia e brillante, può essere preceduta dalla sverniciatura, levigatura e pomiciatura come avviene per i mobili antichi, e seguita dalla brillantatura.

Lucidatura a gommalacca o a cera: considerazioni preliminari.

La lucidatura è un’operazione che interessa, in genere, i mobili antichi oggetto di restauro. Al riguardo, si può optare per una lucidatura “a gommalacca” o “a cera”.

La gommalacca si può applicare con un pennello o con uno stoppino o tampone, dipende dal risultato che si vuole ottenere. Per un risultato migliore si usa il tampone sia per stendere la gommalacca che la cera.

Ai mobili rustici a pori aperti, la gommalacca può essere applicata con un pennello, anche se, in genere, in questo caso si usa il metodo misto: dopo la verniciatura a gommalacca operata col pennello, i mobili rustici si rifiniscono con tampone o stoppino.

Iter operativo: dalla sverniciatura alla lucidatura del legno.

Attrezzi : spazzola di nylon; spatola; pennello;

Materiale: sverniciatore liquido; carta vetrata; tampone; gommalacca; alcool; polvere di pomice;

Passo 1

Proteggendovi con i guanti e servendovi di una spazzola di nylon, applicate alle superfici interessate uno sverniciatore liquido per legno a base di cloruro di metilene. Lasciate agire per 10-15 minuti circa e con uno spatola rimuovete la pellicola gonfia di vernice. Ripetete l’operazione se necessario, fino a rimuovere l’intero strato di vernice.

Passo 2

Levigate le superfici appena sverniciate con carta vetrate a grana sottile, dopo aver sistemato con la spatola ed una specifica pasta per legno eventuali imperfezioni evidenti.

Passo 3

Procedete con la pomiciatura per otturare i pori.

Stendete, ossia spolverate sulle superfici da trattare la polvere di pomice (quest’ultima non deve essere sciolta nel preparato di gommalacca o messa sul tampone) e frizionatela col tampone imbevuto di gommalacca, esercitando una certa pressione ed eseguendo un movimento circolare, per fare in modo che la polvere entri nei pori.

La polvere bagnata dalla ceralacca entra nei pori che ottura a mo di stucco una volta indurita. Ripetete l’operazione fino a quando la superficie non risulta perfettamente liscia e non residuano tracce di polvere di pomice.

La soluzione di gommalacca usata in questa fase è molto poco concentrata: mezzo etto di gommalacca in un litro di alcool, mentre il tampone utilizzato risulta formato da una pezzuola di lana avvolta in una di cotone e lino a trame sottili.

Passo 4

Trascorse almeno 24 ore dalla pomiciatura procedete con la lucidatura, ultima delle operazioni di restauro di un mobile. Per la lucidatura iniziate con una soluzione più concentrata, rispetto a quella della pomiciatura, composta da 100gr di gommalacca ed 1lt di alcool, ed un analogo tampone: pezzuola di lana avvolta in quella di cotone e lino.

Imbevete il nuovo tampone di gommalacca ed iniziate a lucidare seguendo la venatura del legno, interessando l’intera superficie che si è decisi di trattare, senza mai fermarsi o sollevare il tampone, che si lascia scorrere sul piano per interrompere l’ operazione. Per uno risultato buono bisogna effettuare almeno 4/5 mani, dopo la pomiciatura.

Anche se una gommalacca meno diluita porterebbe prima al risultato, con un numero inferiore di mani, per ottenere un risultato migliore è consigliabile usare una gommalacca più diluita e quindi fare qualche mano in più.

Raccomandazioni e suggerimenti.

  • Man mano che si procede con le diverse “mani” è opportuno utilizzare gommalacca sempre più diluita.
  • Quando parliamo di “mani” non intendiamo quelle tra le varie imbevute del tampone, bensì quelle eseguite in giorni diversi, a distanza di almeno due giorno, per dar modo alla gommalacca di asciugare, usando un tampone nuovo per ogni fase.
  • Riguarda l’intervallo di tempo tra una mano e l’altra, non bisogna perdere di vista che, quando la gommalacca relativa ad una mano non è asciugata perfettamente, il passaggio del tampone crea le cosiddette “bruciature”, ossia asporta parte della gommalacca della precedente mano. In questo caso non sono possibili rimedi, come interventi parziali e localizzati alla zona in cui si è verificato l’inconveniente. Diventa, purtroppo, necessario rimuovere la bruciatura, utilizzando lana d’acciaio finissima, per poi ripetere di nuovo tutte le varie fasi dell’operazione.
  • Diversi anni fa, in considerazione della minore bontà dei prodotto all’epoca esistenti, tra una mano e quella successiva si aspettava anche 10 giorni.
  • La lucidatura in senso stretto potrebbe essere seguita dalla brillantatura, utilizzando la stessa soluzione e tamponi di pezzuole di lana rivestiti con pezzuole di lino e cotone a trame sempre più sottile, in modo da donare alla superficie qualcosa in più della lucentezza: la brillantezza.

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