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Legno: pincipali tipologie E-mail
Legno: pincipali tipologie

Il legno viene ricavato dai fusti e dagli arbusti delle piante. Una volta raccolto ed essiccato è oggetto di svariati impieghi. Storicamente possiamo dire che sino al primo ventennio del secolo scorso, il legno ha rappresentato per l’uomo il materiale principe impiegato nelle costruzioni. Successivamente nel campo delle costruzioni è stato rimpiazzato dal cemento, nonché da metallo e plastica negli altri campi, per tornare oggi ad essere uno dei materiali preferiti, anche in virtù di una accresciuta coscienza ambientale. Il legno è, infatti, un materiale organico. Grazie alla invenzione del fuoco, ha contribuito all’evoluzione della specie umana, permettendo loro di cucinare, riscaldarsi, ecc.. Fino a tutto il XVIII secolo è stato usato dall’uomo quale fonte energetica; tuttora alcune abitazioni vengono riscaldate dal fuoco di legno. Osservando un tronco in sezione possiamo notare una parte interna (ma esterna al midollo), generalmente più scura, il “durame”, costituito da cellule morte , circondata da una parte esterna più chiara “l’alburno”. Ricordiamo, poi, i “nodi”, quali prolungamento dei rami, che – purtroppo - compromettono la resistenza di questo materiale. Il “colore” è il risultato di varie componenti tra cui ricordiamo l’ossidazione.
Commercialmente il legno - in base al suo grado di durezza - viene distinto in “tenero” e “duro, anche se la distinzione non risulta sempre netta ed evidente. Si va da quelli più tenere usati in particolare per il modellismo, come il legno di balsa, a quelli durissimi come il c.d. legno/ferro che trovasi nel Sud America. Tra i più comuni e diffusi legnami teneri detti anche “dolci” annoveriamo : l’abete, il pino, la balsa, il cirmolo. Tra i legni “duri” detti anche “forti” ricordiamo: l’olivo, l’acacia, il teck, il mogano, il rovere, la noce, l’acero, il faggio.

 

Come già detto, per alcune specie la distinzione tra legni duri e legni teneri non è netta La varietà dei legnami che trovansi in commercio è tale che non è facile possedere di essi una conoscenza sufficiente per il “fai da te”. Per l’acquisto di questo materiale è opportuno portarsi nei supermercati e/o grandi magazzini ove è possibile trovare una grandissima varietà sia di legnami grezzi che semilavorati, nonché – quasi sempre – anche del personale qualificato al quale si possono chiedere informazioni utili ai nostri fini. Di seguito, sinteticamente, passiamo in rassegna i legnami più usati, fornendo per ciascuno di essi qualche utile informazione.


Il rovere presenta una discreta lavorabilità. Di colore bruno chiaro, è alquanto duro e resistente; viene usato per costruzioni edili, navali, travature, mobili, doghe per botte, liste per pavimenti; buono da ardere. Appartiene alla famiglia delle querce.


Il faggio, legno poco pregiato, molto leggero, facilmente attaccabile dai tarli. Ciò nonostante, si presenta di facile lavorazione. Viene, pertanto, impiegato in lavori di falegnameria e costruzione.


L’acero è un legno adatto per mobili. Si lavora agevolmente, è levigabile e lucidabile. Rappresenta una pianta molto usata a scopo ornamentale nei parchi, giardini e viali alberati in genere.


Il castagno rappresenta un legno di facile lavorazione di discreta resistenza, non troppo pesante. Poiché e sensibile agli sbalzi di temperatura viene generalmente impiegato per le fabbricazione di mobili conservati all’interno delle abitazioni. Il suo frutto, la castagna ha rappresentato per il passato un decisivo alimento per alcune popolazioni.


Il noce, legno abbastanza duro di buona lavorazione, impiegato per mobili da arredo in genere, oltre, ovviamente, alla funzione alimentare del suo frutto.


Il ciliegio rappresenta un legno altamente pregiato sia nel settore del mobilio che dell’ebanisteria. Possiede una grana fine e compatta; ciò nonostante è di buona lavorazione. Di colore bruno che va nel rosso, molto bello. Ovvia è la funzione alimentare del suo frutto.


Il mogano, come il ciliegio, rappresenta un legno pregiato utilizzato per la fabbricazione di mobili e rivestimenti in genere. Si lavora con facilità nonché si presta ad essere levigato e lucidato.


Il larice presente una buona resistenza all’umidità e all’ acqua in genere, per cui viene impiegato in particolare opere che trovansi a diretto contatto con gli agenti atmosferici.
Ricordiamo infine l’abete, legno molto tenero impiegato per la costruzione di mobili rustici e per la costruzione strumenti musicali stante la sua caratteristica di possedere una buona “risonanza”.

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