Isolamento termico pareti


Isolamento termico pareti

Guida informativa sull’isolamento termico delle pareti, dalle tecniche di attuazione agli obiettivi che persegue, dall’isolamento dall’esterno cosiddetto a cappotto all’isolamento dall’interno, all’isolamento in intercapedine, dai vantaggi agli svantaggi di una tecnica rispetta all’altra, a come scegliere quella maggiormente rispondente alle proprie esigenze.

Scopo dell’isolamento delle pareti, da valutare correttamente fin dalla fase progettuale della costruzione, circa la tecnica di realizzazione e le caratteristiche del materiale isolante, in linea con le esigenze degli utilizzatori, della zona climatica, delle caratteristiche del terreno, nel mentre risponde a precise disposizioni normative, mira a preservare dalle escursioni termiche e dall’inquinamento acustico, assicurando ambienti più confortevoli, ad evitare fenomeni di condensa e muffa, al risparmio energetico.

Un buon isolamento permette di dimezzare i consumi, mentre i 2/3 del riscaldamento si disperde attraverso le porte, infissi, soffitti e pareti. Quella dell’isolamento è una spesa che si ammortizza nel tempo, grazie al risparmio energetico conseguibile sia d’inverno con gli impianti di riscaldamento, che d’estate con quelli di raffreddamento. Può essere realizzato sia dall’interno che dall’esterno o con una soluzione intermedia, posizionando il materiale isolante a sandwich nella parete. Mentre le prime due soluzioni, anche con oneri non indifferenti, sono realizzabili in qualsiasi momento, l’ isolamento in intercapedine è da prevedere e realizzare in fase costruzione dello stabile. Spesso, purtroppo, bisogna studiare strategie ad hoc, con interventi mirati, per sopperire a deficienze di isolamento con riguardo a vecchie costruzioni della prima metà del secolo scorso, quando la sensibilità per questo problema era pressoché nulla. Nell’operazione di isolamento, non bisogna perdere di vista che isolare non vuol dire sigillare, optando possibilmente per materiali naturali, come il legno, il sughero o la lana di lino. Dell’ isolamento di uno stabile esistente, il tetto, attraverso il quale si disperde la maggior parte di calore, dal momento che questo tende a salire, è quello che offre meno difficoltà, stante la facilità con la quale è possibile accedere al sottotetto.

L’isolamento dall’interno riduce la quantità di materiale destinato ad accumulare calore e quindi la quantità di calore che viene restituita una volta spenti i riscaldamenti. In pratica, con l’isolamento dall’interno gli ambienti si riscaldano più velocemente, ma altrettante più velocemente si raffreddano. Risulta indicato per le costruzioni destinate ad un utilizzo saltuario e per periodi brevi, come le seconde case, le case di montagne, per le quali diventa importante la velocità con la quale si riscaldano, mentre risulta irrilevante la velocità con la quale si raffreddano, in genere case servite da riscaldamento autonomo. Viceversa, l’isolamento dall’esterno o a cappotto e in intercapedine risulta indicato per le prime case, inserite in stabili normalmente serviti da impianti di riscaldamento centralizzati. A differenza del cappotto termico, che interessa l’intero stabile, l’isolamento dall’interno può riguardare un singola appartamento, come una singola stanza o addirittura una sola parete, ma incide sulla cubatura interna degli ambienti. Il posizionamento dell’isolante non incide sulla trasmittanza termica, ossia sulla trasmissione di calore da e verso l’esterno, bensì sulla quantità di calore accumulata dall’involucro dell’ambiente che verrà restituita lentamente man mano che la temperatura di quest’ulimo si abbassa. La trasmittanza è influenzata dallo spessore del materiale isolante, con l’aumentare del quale diminuisce sempre più il divario tra la temperatura dell’ambiente e quella presente sulle pareti dell’involucro, contribuendo ad un maggior confort ed attenuando il senso di fastidio che si avverte in presenza di pareti fredde, nonostante l’aria dell’ambiente risulti sufficientemente calda.

Considerazioni sull’isolamento delle pareti dall’interno: è un tipo di intervento che, come abbiamo già detto, oltre a ridurre lo spazio a disposizione, sia calpestabile che come volume, richiede significativi interventi sugli impianti, a partire da quello elettrico, con lo spostamento di tutti i punti luce. Si può ipotizzare una controparete in mattoni o cartongesso, da distanziandola di 3-4cm dalla parete esistente, in modo da creare una camera d’aria, cui far seguire la posa di pannelli isolanti in polistirene o polistirolo, pannelli di sughero o lana di roccia.

L’isolamento a cappotto, cappotto termino o cappotto isolante, da realizzare esternamente ai muri di tamponamento, oltre ad assicurare un miglior confort termico durante l’intero arco della giornata (la struttura dell’ involucro restituisce durante la notte la maggior quantità di calore accumulata durante il giorno), interessa tutte le superficie che contribuiscono alla dispersione termica e nello stesso tempo diventa una valida protezione dello stabile rispetto agli agenti atmosferici, rallentandone il degrado, conferendo un nuovo look alla costruzione, senza considerare l’assenza di qualsiasi forma di fastidio per gli occupanti lo stabile durante l’esecuzione dei lavori, che non si vedono costretti ad abbandonare l’immobile, e l’indubbio vantaggio di non vedersi modificare la cubatura interna.

Considerazioni sulla posa in opera del cappotto termico: la posa deve essere eseguita su pareti asciutte, prive di errori di planarità, rinviando il lavoro in condizioni climatiche estreme, caratterizzate da temperature prossime allo zero o superiori ai 28-32°C. La posa dei pannelli isolanti inizia dal basso, dopo aver fissato un profilo metallico perfettamente in bolla. Uno dopo l’altro i pannelli vengono fissati con una malta adesiva da stendere sul recto dei singoli pannelli, fissaggio che può essere integrato meccanicamente con viti e tasselli, avendo cura di sfalsare i giunti verticali. Sui pannelli fissati alla parete si stende uno strato di malta adesiva, nel quale a partire dall’alto viene affocata un’armatura, una rete in fibre di vetro, accavallando i vari elementi di 7-8 cm in testa e lungo i bordi, cui segue la posa di un successivo strato di malta, una volta che il primo risulti completamente asciutto, in modo da coprire completamente l’armatura. Una mano di primer precede la verniciatura di finitura. Per una guida dettagliata, potete consultare la pagina: Isolamento a cappotto.

L’isolamento termico della parete in intercapedine, ancora oggi tecnica maggiormente utilizzata per le nuove costruzioni, prevede una struttura a sandwich, cosiddetta muratura a cassetta, formata da due strutture parallele tra loro, separate da una camera d’aria, in cui viene realizzato l’isolamento termico, con la posa di pannelli isolanti, tipo polistirene estruso. Ne risultano pareti perimetrali stratificate, in grado di assicurare un buon confort termico ed un adeguato risparmio energetico, realizzate nel rispetto di precise disposizioni di Legge. In presenza di pareti ventilate, per intenderci muri perimetrali che prevedono una camera d’aria che non ospita alcunché, con una tecnica non invasiva è possibile iniettarvi materiale isolante, realizzando un grande risultato dal punto di vista dell’isolamento termico.

La Tua Opinione Conta!

Giudica questo articolo:

Deve migliorare!

Segui Faidate 360:


Ti è piaciuto questo articolo?

Deve migliorare!

Segui Faidate 360:


Consigliati dalla community
Gli amici della community

Principali Argomenti della Categoria "Guide"

Elenco Completo ...

Articoli che potrebbero interessarti:

Isolamento a cappotto Isolamento a cappotto

Pitturare le pareti Pitturare le pareti

Loading