Impianto di irrigazione per balconi e terrazzi
Come costruire un impianto di irrigazione per balconi e terrazzo con la tecnica del faidate, dal progetto all’acquisto del materiale necessario, dagli attrezzi alla guida passo passo per realizzarlo.
Utilizzabile tutto l’anno, ma indispensabile durante le vacanze estive, l’impianto di irrigazione per balconi e terrazzi, considerato una rarità fino all’ultimo ventennio del secolo scorso, con sempre maggiore prepotenza entra nelle case, almeno dove sono presenti un certo numero di piante coltivate su balconi e terrazzi, in vasi e fioriere. A parte i vantaggi di ordine pratico, l’utilizzo di un impianto d’irrigazione ben programmato, assicura a beneficio delle piante interventi più regolari, sia per frequenza che per durata delle irrigazioni, senza sprechi di acqua.
Considerazioni preliminari
Dopo alcune rilevazioni, come l’ampiezza e la forma dell’area da servire, il numero, la grandezza e la disposizione dei vasi, la posizione del rubinetto cui collegare l’impianto, è possibile approntare un piccolo progetto da sottoporre, anche online, a negozi specializzati per l’acquisto del materiale necessario alla realizzazione dell’impianto che risponde alle proprie esigenze. In assenza di esigenze particolari, si può partire da un Kit già pronto, che per grosse linee risponde alle proprie esigenze, salvo ad integrarlo con elementi aggiuntivi, da acquistare separatamente, con l’assistenza degli addetti alla vendita presso Centri Commerciali attrezzati per il faidate, tipo Leroy Merlin. Le centraline, munite di un programmatore, sono alimentate a batterie alcaline ricaricabili. Prevedono di programmare l’inizio, la durata e il numero degli interventi giornalieri, settimanali, ecc, in funzione della stagione e delle esigenze delle piante.
Attrezzi necessari: di sicuro abbiamo bisogno di un paio di forbici o di una cesoia per tagliare i tubi; fascette per legare il tubo portante alla ringhiera o di un trapano con punta da muro e delle staffe clip fissaggio per tubo, se il tubo principale è da fissate ad una parete in muratura, anche se più semplicemente il tubo si può lasciare correre tra i vasi sul pavimento, soprattutto se l'uso dell'impianto è limitato al periodo delle vacanze.
Parti di cui si compone l’impianto: rubinetto, centralina, programmatore, riduttore di pressione, tubo portante, raccordi da inserire nel tubo collettore (portante) cui collegare i tubicini da raccordare ai gocciolatoi collocati nei singoli vasi; fustella per praticare i buchi nel tubo portante per inserire i raccordi. In alternativa dei raccordi, alcuni modelli di impianto prevedono dei moduli da inserire lungo il tubo principale (portante), previo il taglio dello stesso.
Come procedere
1-Munite il rubinetto di un attaccano maschio ¾ di pollice, il classico rubinetto da giardino, e collegatevi la centralina. E’ un operazione che non richiede attrezzi: basta avvitarla con le mani. Se il rubinetto non si trova in un posto riparato dalle intemperie e la centralina non è impermeabile, proteggetela con una robusta busta di plastica.
2-Avvitata la centralina, se la pressione dell’acqua lo richiede, montate un riduttore di pressione (dovrebbe far parte del Kit). In presenza di un terrazzo particolarmente grande o caratterizzato da aree con esigenze diverse per esposizione o specie di piante, potrebbe essere necessario prevedere più centraline, ognuna delle quali da regolare in funzione delle esigenze delle piante che serve. Per lo scopo, bisogna collegare al rubinetto un terminale a più vie (tante quante sono le centraline + una da utilizzare come fontana normale per i restanti usi).
3-Con l’utilizzo di raccordi e gomiti sistemate il tubo portante per l’intero percorso programmato. La tipologia ed il diametro del tubo collettore (portante) dipende dal numero dei gocciolatoi, ossia dal numero dei vasi da innaffiare.
4-Sistemate per ogni vaso uno o più gocciolatoi, in funzione della grandezza del vaso. A ogni gocciolatoio, l’impianto assicurare mediamente una portale di circa un litro e mezzo d’acqua per ogni ora, per cui per vasi particolarmente grandi potrebbero essere necessario prevedere due o più gocciolatoi.
5-Stabilite dove inserire i moduli lungo il tubo portante, al quale raccordare i tubicini da collegare ai gocciolatoi sistemati nei singoli vasi. Per montare il modulo, tagliate il tubo, svitate la ghiera del raccordo, passate il tubo attraverso la ghiera, fate in modo che il tubo ospita il raccordo al proprio interno, riavvitate la ghiera. Operando nello stesso modo collegate un’estremità del tubicino al modulo e l’altra estremità al gocciolatoio che avete sistemato nel vaso. Ripetete l’operazione per tutti i moduli e per tutti i gocciolatoi. Impianti più commerciali, in luogo dei moduli, come abbiamo accennato, prevedono dei raccordi da inserire nel tubo portante, dopo aver praticato nello stesso un foro servendosi di una apposita fustella. In questo caso, il tubicino collegato al gocciolatoio sistemato nel vaso, verrà collegato al tubo collettore (tubo portante), tramite il raccordo inserito in quest’ultimo, senza la necessità di tagliare il tubo portante in corrispondenza dei singoli moduli.
6-Collegati tutti i gocciolatoi al tubo collettore, raccordate quest’ultimo al riduttore di pressione, ossia alla centralina e quindi al rubinetto. Aprite l’acqua e controllate se vi sono perdite. Programmate la centralina, secondo le esigenze delle piante, attenendovi alle istruzioni.
Per evitare danni alla centralina e programmatore, ma anche alle tubazioni e raccordi, rimuovete l’impianto con l’arrivo dei primi freddi. Se eseguite l’operazione con cura e con un certo ordine, rimontarlo con l’arrivo della nuova estate sarà un gioco.
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