Giacinto cura e coltivazione


Giacinto cura e coltivazione


Vediamo come coltivare il giacinto, dalle tecniche di riproduzione alla coltivazione in vaso e piena terra, dalle pratiche colturali alla estirpazione e conservazione dei bulbi, agli utilizzi della pianta.

 Informazioni sul giacinto.

Il giacinto, Hyacinthus, bulbosa perenne, della famiglia delle Liliaceae, originaria dell’Asia e delle regioni tropicali dell’Africa, deve il nome al personaggio mitologico Giacinto ucciso da Apollo. Con l’arrivo della primavera, e fino a tutta l’estate, produce fiori particolarmente profumati, riuniti in unico racemo, una grossa infiorescenza apicale, di un copioso fusto eretto, ornata da foglie nastriformi. L’infiorescenza, a mo di pannocchia, raggiunge la lunghezza di 10-15cm. Grazie alla forzatura dei bulbi, la calla è una pianta che fiorisce anche durante le feste natalizie. Le sfumature di colore dei fiori spaziano dal bianco all’azzurro, dal lilla al giallo, dal rosso al rosa. Può essere coltivata in piena terra, in vaso o direttamente in acqua. La specie maggiormente presente nei nostri giardini è il Hyacinthus orientalis  L., da cui è stato selezionato il cosiddetto giacinto olandese, ibrido con un’infiorescenza particolarmente grande. Negli ultimi anni alle specie originarie si sono aggiunti una varietà di ibridi.

Clima, caratteristiche e composizione del terreno.

Pianta rustica che non teme il freddo. Vive bene con un clima temperato e una posizione soleggiata o a mezzombra, servita dal sole per alcune ore della giornata, in un terreno ricco di sostanze organiche, soffice ben drenato.

Riproduzione del giacinto.

Per divisione dei bulbilli in autunno, bulbilli che si formano attorno ai bulbi adulti, da quali vanno separati per creare nuove piante.

Impianto del giacinto in vaso e piena terra.

L'impianto dei bulbilli deve avvenire in un terreno di medio impasto, in cui i vari elementi, quali sabbia, ghiaia, argilla e sostanze organiche, sono presenti nelle giuste proporzioni, in modo da assicurare un terreno fertile, soffice e ben drenato.

Come operare:

1-Per piantare i bulbilli in piena terra, lavorate e fertilizzate il terreno, interrando stallatico maturo, in ragione di 3Kg circa per mq, ad una profondità di 30-35cm, con un certo anticipo rispetto al momento della piantumazione dei bulbi, mentre per i bulbilli da piantare in vaso, riempite il vaso con una composta formata per metà da terriccio universale e per la restante metà da torba e sabbia in parti eguali, dopo aver messo sul fondo del vaso uno strato di 2-3cm di ghiaia, per il drenaggio, seguito da un strato di letame maturo dello stesso spessore.

2-Con l’ausilio di piantatoio, interrate i bulbilli a 10-15cm di profondità, in funzione della grandezza, distanziadoli tra di loro di 15-20cm circa. Fate seguire una leggera innaffiatura.

3-Proteggete i bulbilli dal freddo della imminente stagione invernale, con una pacciamatura, da realizzare con fogliame, paglia o agritessuto, pacciamatura da rimuovere con l’arrivo della stagione primaverile.

Cure colturali.

Annaffiatura.

Con regolarità, ogni qualvolta il terreno risulta asciutto. A differente delle piante coltivate in appartamento, per le piante coltivate in piena terra, o in vaso collocati all’esterno su balconi e terrazzi, gli interventi di annaffiature hanno il compito di integrare le piogge.

Pertanto, la frequenza degli interventi dipende dal fase in cui si trova la pianta, dalla stagione, dalla zona climatica. A titolo orientativo: durante l’estate potrebbe essere necessario annaffiare anche tutti i giorni; durante le stagioni intermedie, autunno e primavera, gli interventi vanno diradati e potrebbe essere sufficiente annaffiare 2-3 volte alla settimana, mentre le annaffiature vanno sospese durante l’inverno, con eccezione dei periodi di prolungata siccità.

Concimazione.

Piante esigente dal punto di vista nutrizionale. In presenza di un terreno povero di elementi nutritivi, bisogna procedere con un buona fertilizzazione fin dal momento della preventiva lavorazione, interrando stallatico maturo. Durante la stagione vegetativa, per stimolare la fioritura, mensilmente, bisogna diluire nell’acqua destinata all’irrigazione concime liquido ricco di potassio, elemento che stimola la fioritura.

Potatura.

Eliminare i fiori man mano che appassiscono, per evitare che possono diventare veicoli di virus e infezioni.

Pacciamatura.

Indispensabile per proteggere i bulbi dal freddo e dalle gelate. Operazione da eseguire con l’arrivo dei primi freddi, predisponendo uno strato di paglia, fogliame o fieno ai piedi delle piante.

Estirpazione e conservazione dei bulbi.

Nelle regioni con clima temperato freddo potrebbe non essere sufficiente la pacciamatura, per cui terminata la fioritura si provvede a recidere gli steli quasi rasoterra, in modo da garantire ai rizomi una giusta nutrizione prima di essere estirpati. In autunno, prima dell’arrivo dei primi freddi, si provvede ad estirpare i rizomi che, dopo essere stati lasciati per un paio di giorni ad asciugare al sole, vanno puliti e conservati in un letto di sabbia o segatura, in un locale con poca luce, asciutto e ventilato, per essere piantati di nuovo con l’arrivo della primavera.

Utilizzi del giacinto.

in vaso per ornare balconi e terrazzi, nonché come pianta ornamentale d’appartamento durante la stagione invernale. In giardino viene impiegata per creare aiole, delimitare e bordare aree variamente destinate. L’essenza del giacinto, grazia al suo gradevole profumo, viene utilizzata dalle industrie di profumi.

Malattie e parassiti.

Malattie da fungo, come marciume del bulbo e del colletto, conseguenza di ambiente umidi e ristagni idrici. Può essere interessata da infezioni batteriche, come il giallume dei bulbi, che finiscono per marcire. Le foglie vengono interessate da macchie giallastre, per poi rinsecchire. Come parassiti può diventare preda delle anguillule, afidi, mosca dei bulbi e lumache. Le anguillule minano i bulbi e gli steli, provocandone il marciume. Gli afidi o pidocchi delle piante, sono piccoli insetti nerastri che vivono in colonie. Si nutrano della linfa della pianta attraverso punture che diventano potenziali veicoli di infezioni. Si combattono con insetticida e rimuovendo le parti della pianta particolarmente infestate. La mosca dei bulbi, come si evince dal nome, attacca i bulbi. Le lumache minano la parte aerea della pianta. Queste ultime vengono eliminate manualmente.

Coltivare il giacinto in acqua.

Pur essendo una pianta che teme i ristagni idrici, può essere coltivata direttamente in acqua, della quale ne assorbe solo la quantità di cui necessita. Per lo scopo si utilizzano contenitori trasparenti con il collo stretto in modo da guidare la crescita della pianta. Il bulbo deve risultare immerso nell’acqua (possibilmente acqua piovana) per i ¾ dell’altezza. Per favorire la germogliazione e la radicazione (vegetazione forzata), l’intero contenitore va coperto con una protezione di fortuna, tipo cassetta, vaso o scatola, capovolti, in modo da crearei un ambiente privo di luce. Protezione da rimuovere quando dalla punta del rizoma spuntano i primi germogli, mentre dalla parte immersa spuntano le prime radici capillari. A questo punto non resta che attendere che la crescita della pianta faccia il suo corso, fino alla completa fioritura. Per favorire la germinazione, assicurare una temperatura tra i 15 -20°C.

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