Gerani malattie


Gerani malattie


Guida sulle malattie e avversità delle piante di geranio, dai parassiti animali e vegetali alle avversità conseguenza di omesse o errate pratiche colturali, come combatterle e prevenirle.

Informazioni sulla pianta di geranio.

Il geranio, della famiglia delle Geraniaceae, comprende diversi generi, di cui il Pelargonium, di origine sud africana, è quello maggiormente presente sui balconi del nostro paese.

Tra varietà più coltivate troviamo il geranio edera, il geranio zonale ed il cosiddetto geranio imperiale:

  • Il geranio edera, pelargonium haederifolium o pelargonium peltatum, deve il nome alla forma delle foglie, lucide e carnose, che richiamano quelle della pianta d’edera. I tralci, sempreverdi, possono superare il metro di lunghezza, mentre i fiori semplici o doppi sono caratterizzati da svariate tonalità di colori. Se la posizione lo consente, i gerani edera assumono una forma ricadente.
  • Il geranio zonale deve il nome alla presenza di una zona scura al centro delle foglie tondeggianti:
  • Il geranio imperiale, caratterizzato da portamento eretto, deve il nome alla grandezza del fiore.

Il geranio è una pianta rustica, poco esigente, facile da coltivare, che offre abbondanti fioriture. Grazie alla contenuta massa radicale, si presta ad essere coltivato con successo anche in vasi abbastanza piccoli. Predilige un clima asciutto, temperato caldo, ed un terreno fertile a base di torba, ben drenato.

Circa le pratiche colturali, durante la stagione vegetativa, bisogna: concimare ogni 20 giorni circa, con un concime bilanciato liquido da diluire nell’acqua destinata all’irrigazione;

innaffiare con regolarità in funzione della stagione e della zona climatica (2-3 volte alla settimana durante la stagione primaverile ed autunnale, tutti i giorni durante la stagione estiva; ogni 30-45 giorni durante la stagione invernale);

rimuovere le foglie secche, i fiori appassiti ed i rami spezzati, potenziali cause di malattie fungine.

Per approfondimenti sulle caratteristiche e tipologie dei gerani, piante erbacee perenni, potete consultare l’ articolo: “Geranio”, mentre per informazioni sulle pratiche colturali, potete consultare le guide: “Geranio coltivazionee Potatura gerani”.

Avversità conseguenza di errate pratiche colturali.

Pratiche colturali omesse o non eseguite correttamente possono favorire l’attacco da parte di parassiti animali e/o vegetali:

  • Una postazione poco illuminata, non servita da luce naturale, provoca l’ingiallimento delle foglie, mentre un’innaffiatura eccessiva, accompagnata da un cattivo drenaggio, rappresenta una potenziale causa di marciume radicale.
  • Una concimazione insufficiente durante la stagione vegetativa rallenta la fioritura.
  • La rimozione di fiori appassiti e foglie secche eseguita con forbici infette rappresenta una potenziale causa di patologie fungine e così via.

Malattie da fungo:

Muffa grigia, marciume del colletto e ruggine del geranio.

La muffa grigia colpisce la parte aerea della pianta, coprendo foglie, fiori e boccioli con un veltro di colore grigiastro provocando inizialmente il disseccamento delle parti colpite, cui può far seguito il marciume delle parti più giovani come i boccioli.

Il marciume del colletto, come si evince dal nome, colpisce il colletto, la parte tra chioma e massa radicale, che man mano imbrunisce fino a marcire. L’infezione attraverso lo stelo può raggiungere la massa radicale, compromettendo nei casi più gravi la vita della pianta.

La ruggine del geranio, altra malattia fungina, colpisce con pustole rossastre entrambi i versi delle foglie.

Come per la totalità delle piante, anche con riguardo alla pianta di geranio le malattie fungine si sviluppano in presenza di umidità eccessiva e ristagni idrici.

In presenza di simili inconvenienti bisogna:

  • rimuovere e possibilmente bruciare le parti della pianta interessate dal fungo;
  • ridurre gli interventi di innaffiatura per frequenza ed intensità;
  • assicurare alla pianta un’adeguata areazione, provvedendo se necessario a sfoltirla;
  • migliorare l’areazione del terreno e l’ossigenazione della massa radicale con opportune zappettature dello strato superficiale del substrato ai piedi della pianta;
  • trattare la pianta con specifici fungicida.

Avversità da parassiti animali.

Tra i parassiti di origine animale, di cui le piante di geranio possono diventare vittime, ricordiamo:

  • la cocciniglia;
  • il ragnetto rosso;
  • gli afidi (detti anche pidocchi delle piante)
  • i tripidi, i bruchi e la mosca bianca.

Macchie scure sul recto delle foglie segnalano la presenza della cocciniglia, mentre foglie ingiallite e accartocciate, accompagnate dalla presenza di ragnatele segnalano la presenza del ragnetto rosso.

Entrambi possono essere aggrediti con specifici insetticidi o rimossi manualmente con un batuffolo di cotone imbevuto nell’alcool, se le dimensioni della pianta ed il numero dei parassiti lo consentano, mentre gli afidi, in considerazione della piccolissima dimensione, non si prestano ad essere rimossi manualmente, ma bisogna ricorrere a specifici antiparassitari.

I tripidi, piccolissimi insetti lunghi 1-2 mm, di colore giallo-nero, difficili da individuare ad occhio nudo, si nutrono della linfa della pianta. Le punture generano sulle foglie macchioline e punteggiature di colore scuro, mentre boccioli e fiori subiscono deformazioni e alterazioni nei colori. Una volta individuati non resta che intervenire più volte con appropriati insetticidi.

I bruchi, insetti dalla forma allungata e vermiforme, attaccano foglie, gemme e fiori della pianta di cui si nutrano, lasciando tracce della loro presenza che non passano inosservate. Si prestano ad essere eliminati manualmente o debellati con prodotti specifici.

Meno facile da debellare è la mosca bianca, insetto capace di riprodursi in maniera massiccia durante l’intero anno. Nei casi più gravi, gli interventi con gli specifici insetticidi potrebbero risultare non risolutivi e diventa necessario recidere la pianta a pochi centimetri dal suolo.

Il consiglio è quello di far uso di insetticidi a bassa tossicità, possibilmente naturali, e nello stesso tempo a bassa persistenza, nel senso che si disperdano in tempi brevi.

Supervisione: Giuseppe Travaglione

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