Gelsomino rampicante


Gelsomino rampicante


Il gelsomino rampicante, dalle caratteristiche alle specie più utilizzate a scopo ornamentale per rivestire strutture che arredano giardini e aree a verde, come pergolati e gazebo, dalle esigenze climatiche della specie alle cure colturali, dalle malattie alle tecniche di moltiplicazione, a come coltivarlo in vaso su balconi e terrazzi.

Informazioni sul gelsomino rampicante.

Il gelsomino, genere della famiglia delle Oleaceae, pianta originaria delle aree tropicali dell’America del Sud e del Medio oriente, conta oltre 250 specie tra arbustive e rampicanti, rispettivamente con tralci ricadenti e tralci rampicanti.

Entrambe caratterizzate da tralci lunghi e flessibili, solo le rampicanti presentano gli elementi e le attitudini ad arrampicarsi ai sostegni.

La varietà rampicante rappresenta una classica piante ornamentale da fiore, la cui scelta risponde ad esigenze soprattutto estetiche. E’ un rampicante con una chioma poco invadente che non richiede sostegni particolarmente robusti e impegnativi, tipo il glicine.

Varietà gelsomini rampicanti.

Tra le varietà di gelsomino rampicanti, maggiormente apprezzati per ricoprire pergolati, archi e gazebo, troviamo:

  • il Jasminum officinale conosciuto come gelsomino comune, una varietà molto rustica, resistente al freddo, caratterizzata da una fioritura fatta da piccoli fiori bianchi e profumati. Se coltivato in piena terra può raggiungere mediamente i 7-8 m di altezza;
  • il Jasminum grandiflorum, conosciuto come gelsomino di Spagna, varietà rampicante sempreverde, caratterizzata da una fioritura che, in presenza di condizioni climatiche favorevoli, accompagna la pianta da marzo a dicembre;
  • il Jasminum polyanthum pianta molto forte che può superare i 4-5 m di altezza, caratterizzata da una profumata fioritura bianca a grappolo;

Tra varietà di gelsomino rampicanti di minore interesse, troviamo:

  • il Jasminum angulare, varietà rampicante sempreverde, originaria dell’Africa del Sud, caratterizzata da una profumata fioritura di fiori bianchi;
  • il Jasminum beesianum, varietà a foglie caduche, originaria della Cina, caratterizzata da una fioritura fatta di piccoli fiori rossi raggruppati a mazzetti:
  • il Jasminum tortuosum, varietà originaria dell’Africa, piante rampicanti sempreverdi caratterizzate da una profumata fioritura di fiori bianchi.
Parlando del gelsomino rampicante, non possiamo non ricordare il cosiddetto falso gelsomino rampicante o gelsomino a stella (Trache lospermun o Rynchospermun jasminoides), pianta di origine cinese, molto diffusa perché resistente al freddo e non facilmente attaccabile dalle malattie. Trattasi di un sempreverde con un fogliame molto apprezzato, che si ricopre di un’abbondante e profumata fioritura in piena primavera. Come il gelsomino comune, i suoi lunghi e poderosi tralci possono superare i 7-8 metri di altezza.

 

Cure colturali del gelsomino rampicante.

Clima

Il gelsomino rampicante predilige un clima temperato caldo con temperature che non scendono per lunghi periodi al di sotto dello zero ed una postazione riparata e soleggiata.

Terreno.

Anche se la specie non è molto esigente e si adatta ai vari tipi di terreno, risulta maggiormente indicato un terreno ricco di humus, soffice e ben drenato.

Impianto.

Il periodo migliore per l’impianto del gelsomino rampicante coincide con l’autunno-inizio inverno per le aree del Centro Sud e l’inizio della primavera per le aree del Nord.

Sostegni.

Fin dal momento dell’impianto le giovani piante vanno dotate dei necessari sostegni, cui legare i tralci man mano che crescono, utilizzando rafia naturale e avendo l’accortezza di non stringere eccessivamente, per evitare di segnarli nei punti di ancoraggio.

Legatura.

Va fatta durante l’autunno, quando i tralci sono ancora flessibili da poter essere guidati, ma non eccessivamente teneri da spezzarsi.

Annaffiatura.

La pianta adulta va innaffiata con moderazione, non ama vivere nel terreno eccessivamente umido. Sopporta brevi periodi di siccità. Di sicuro le annaffiature non possono mancare durante la stagione estiva e quando si intende stimolare la fioritura. Circa la frequenza e l’intensità bisogna far leva sul buon senso, innaffiando in presenza di terreno completamente asciutto da alcuni giorni, evitando di annaffiare durante le ore più calde della giornata e di bagnare la parte aerea della pianta.

Potatura gelsomino rampicante.

Per il gelsomino rampicante, la potatura rappresenta un intervento importante, da praticare fin da subito dopo l’impianto per assicurare al rampicante una crescita corretta a partire dalla base, evitando che si formino spazi vuoti.

Per i primi 2-3 anni il rampicante sarà oggetto di interventi di formazione, con i quali si provvede ad accorciare i tralci del 70% circa, per favorire l’emanazione di getti laterali.

Le specie rampicanti, come J. officinale, J. polyanthum, J. grandiflorum, oltre al comune intervento per rimuovere rami secchi, spezzati o interessati da patologie, che potremmo definire potatura di pulizia della chioma, dopo la fioritura necessitano di un intervento di potatura di mantenimento e ringiovanimento con il quale bisogna ridimensionare i tralci eccessivamente lunghi che escono fuori della forma pensata, nonché recidere dalla base a rotazione alcuni dei tralci più vecchi e legnosi, al fine di sollecitare la pianta ad emettere un maggior numero di nuovi getti, che rappresentano il presupposto perché ogni anno si possa godere di una rigogliosa fioritura.

Per approfondimenti sui modi e tempi della potatura del gelsomino e per le peculiarità di alcune varietà, potete consultare la guida: “Potatura gelsomino”.

Concimazione.

  • Il gelsomino rampicante è una pianta a crescita veloce per cui necessita di molti elementi nutritivi, che com’è noto il terreno non contiene in quantità illimitata, per cui periodicamente vanno integrati.
  • La prima fertilizzazione avviene in occasione della preventiva preparazione del terreno, interrando stallatico maturo.
  • Operazione da ripetere alla fine di ogni inverno interrando ai piedi della pianta letame o concime granulare a lenta cessione.
  • Durante la fioritura, se la stessa dovesse risultare insoddisfacente, si può valutare l’opportunità di somministrare concime liquido a base di fosforo e potassio, da diluire nell’acqua da utilizzare per annaffiare (ogni 3-4 settimane).

Pacciamatura.

Per gli esemplari coltivati in piena terra, durante l’inverno è opportuno proteggere la massa radicale da eventuali gelate, con una pacciamatura da eseguire ai piedi della pianta, con paglia, fogliame, ecc.

Moltiplicazione gelsomino rampicante.

La riproduzione del gelsomino avviene soprattutto per talea, in misura minore per propaggine, anche se non sono totalmente escluse le restanti tecniche di propagazione: per margotta, per seme e per divisione di polloni.

Per approfondimenti sulle tecniche di moltiplicazione del gelsomino, potete consultare la guida: “Gelsomino riproduzione

 Malattie da fungo e parassiti animali.

Anche se molto raramente, il gelsomino rampicante può essere vittima di patologie fungine, come la fumaggine, l’oidio e la muffa grigia, o preda di insetti, quali gli afidi e la cocciniglia.

Per approfondimenti consultare l’articolo:"Gelsomino malattie”.

 Gelsomino rampicante in vaso.

Assieme alla passiflora, rosa, edera e filodendro, fa parte dei rampicanti maggiormente indicati per la coltivazione in vaso. Tra le specie indicate, troviamo il Jasminum primulinum ed il Jasminum odoratissimum. Per la coltivazione in vaso, in quanto compatibili, valgono i suggerimenti visti per la coltivazione in piena terra.

In particolare:

  • optare per un vaso sufficientemente grande in modo da assicurare alla pianta la massima quantità di terriccio e quindi di nutrienti, in considerazione della velocità con la quale cresce questa specie;
  • il contenitore deve essere sufficientemente stabile, quindi con una buona superficie d’appoggio, in considerazione del peso e dell’altezza che il rampicante raggiunge;
  • fertilizzare il terriccio con la necessaria frequenza, stante la velocità con la quale si esauriscono i nutrienti;
  • in presenza di condizioni climatiche estreme di caldo torrido e freddo glaciale, proteggere la massa radicale con un’accurata pacciamatura di paglia o fogliame;
  • legare i tralci al sostegno con la dovuta accortezza, ma man che crescono;
  • innaffiare con regolarità, in particolare durante la stagione estiva;
  • rinvasare la pianta quando la massa radicale ha occupato gran parte dello spazio riservato al terriccio.

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