Gelsomino malattie


Gelsomino malattie


Malattie, parassiti e avversità che possono colpire il gelsomino, da come prevenirle a come si possono riconoscere, curare e combattere.

Informazioni sulla pianta di Gelsomino.

Il Gelsomino (Jasminum) della famiglia delle Oleaceae, originario delle regioni tropicali temperate, specie a portamento rampicante – arbustivo, sempreverde e a foglie caduche, rappresenta un’apprezzata pianta ornamentale per le abbondanti e profumate fioriture e per gli utilizzi cui si presta come rampicante, per rivestire pergolati, gazebo, muri e ringhiere, al fine di creare aree riservate e barriere protettive, e come arbustiva, coltivabile con un portamento a cascata.

Pianta più o meno rustica a secondo della varietà, poco esigente e facile da coltivare, predilige un clima temperato caldo, un terreno fertile e drenato ed una posizione soleggiata.

Tra le oltre 250 specie, la varietà più apprezzata e diffusa nel nostro paese è quella conosciuta con il nome di Gelsomino bianco o Gelsomino comune (Jasminum officiale)), specie rampicante che raggiunge i 6-7 m di altezza. Genere abbastanza rustico, da coltivare all’esterno in piena terra nelle aree mediterranee caratterizzate da clima preferibilmente mite, e che durante l’ estate offre un’abbondante fioritura, caratterizzata da piccoli fiori bianchi, cui deve il nome.

Il gelsomino, come la maggior parte delle specie rampicanti non è una pianta facilmente attaccabile da parte di malattie e parassiti animali, soprattutto se sana e oggetto di regolari e corrette pratiche colturali.

Ciò nonostante, il gelsomino può essere interessato da patologie fungine o essere preda di parassiti animali, in particolare se coltivato in vaso o serra.

Parassiti animali del gelsomino: afidi, favoriti dalla presenza di formiche, e cocciniglia.

Gli afidi.

Meglio conosciuti come pidocchi delle piante, sono piccoli insetti fitofagi che vivono in colonie numerosissime, tanto che in breve tempo portano al deperimento del gelsomino colpito, al quale sottraggono linfa di cui si nutrono.

Oltre ai danni diretti, conseguenza della sottrazione della linfa, gli afidi sono pericolosi veicoli di virosi e produttori di melata che favorisce la formazione della cosiddetta fumaggine. Si combattono irrorando la pianta con appropriati insetticidi.

Le cocciniglie.

Minuscoli insetti lunghi 2 mm circa, si nutrono della linfa della pianta che succhiano dalle foglie e germogli che rinsecchiscono, si accartocciano e cadono. La loro presenza è segnalata dalla melata, una melassa zuccherina contenuta nei loro rifiuti organici e che produce un particolare fungo detto fumaggine.

Se il loro numero e la grandezza della pianta lo consente, le cocciniglie possono essere rimosse anche manualmente con un batuffolo di cotone imbevuto nell’alcool.

Una volta rimossi gli sgraditi ospiti si provvede a disinfettare le ferite che hanno provocato alla pianta con le loro punture.

In caso di attacco massiccio diventa necessario ricorrere a specifici insetticidi o trattare le parti interessate con olio bianco, prodotti da acquistare presso negozi specializzati.

Per cercare di prevenire le cocciniglie, che si sviluppano maggiormente in presenza di un clima mite e asciutto, bisogna tenere la pianta libera dalle infestanti, con periodici interventi di zappettatura alla base della stessa e tarare gli interventi di annaffiatura.

Malattie da fungo del gelsomino: oidio o mal bianco, muffa grigia e fumaggine.

Lo Oidio.

Malattia fungina comune a diverse varietà di piante, si manifesta con la presenza di foglie scolorite e coperte da una polvere bianca, da cui il nome della malattia “mal bianco”.

Oltre che le foglie la muffa colpisce fiori e boccioli che rinsecchiscono, si accartocciano e cadono senza giungere a maturazione.

E’ questa una malattia crittogame favorita da un clima umido ma fresco, quindi colpisce maggiormente durante le stagioni intermedie (marzo-maggio, settembre-novembre).

Per cercare di prevenire questo fungo, durante la preventiva preparazione del terreno, oltre che con stallatico maturo, si può trattarlo con dello zolfo liquido o in polvere, nelle dosi consigliate e riportate sulle relative confezione.

Altra accortezza è quella di assicurare al terreno un buon drenaggio, in grado di scongiurare i ristagni idrici.

In presenza di questa muffa molto resistente bisogna sfoltire la parte area del gelsomino, per assicurare alla chioma una buona aerazione, ed irrorare la pianta con fungicidi a base di zolfo.

La muffa grigia.

Diffusa malattia fungina, si manifesta in presenta di condizioni climatiche caratterizzate da eccessiva umidità, temperature elevate e insufficiente ventilazione.

Colpisce le vegetazione giovane della parte aerea della pianta, quali germogli, boccioli, ricoprendoli di una patina grigiastra. Questi non giungono a maturazione ma rinsecchiscono e si staccano dalla pianta.

Per questa malattia la miglior cura è la prevenzione. Con pratiche colturali corrette, bisogna creare un ambiente compatibile con le esigenze del gelsomino.

In presenza dell’inconveniente, non resta che rimuovere le cause e trattare la pianta con fungicida a base di zolfo.

La fumaggine.

Non è una vera e propria patologia fungina, ma la conseguenza della presenza di sostanze zuccherine, come la melata, che si accumula sulle foglie abitate da fastidiosi ospiti, come gli afidi e la cocciniglia, che la producono attraverso i rifiuti organici.

Questi insetti succhiano linfa dalla pianta, favorendo la formazione di una melassa zuccherosa, che si deposita sul fogliame, finendo per favorire la formazione della fumaggine.

Col tempo questa melassa si indurisce dando vita a croste scure e dure che non lasciano respirare le parti colpite.

Ci si difende combattendo gli ospiti indesiderati che la producono.

Come prevenire le malattie che colpiscono il gelsomino.

Con le corrette pratiche colturali, in modo da realizzare una pianta forte e sana, difficilmente attaccabile da insetti e malattie.

In particolare:

  • Non esagerare con le concimazioni.
  • Annaffiare solo quando il terreno risulta completamente asciutto.
  • Evitare i ristagni idrici.
  • Non annaffiare durante le ore più calde delle giornate estive, evitando di bagnare la parte aerea della pianta, le cui foglie finirebbero per riportare scottature ad opera dei raggi solari.
  • Rimuovere con tempestività i rami secchi, spezzati, attaccati da insetti o patologie fungine.
  • Legare i tralci senza stringere eccessivamente la rafia, per evitare di creare ferite nei punti di ancoraggio, potenziali veicoli di infezioni.
  • Favorire la presenza di uccelli insettivori.
  • Usare attrezzi affilati e sterilizzati per la potature.
  • Per i gelsomini coltivati in vaso, in occasione del rinvaso, utilizzare un terriccio fertile e drenato e recidere le eventuali radici affette da marciume; in presenza di un clima umido, ma nello stesso tempo fresco, verso la fine della stagione invernale, al fine di prevenire l’attacco da parte delle cocciniglie o di malattie da fungo, valutare l’opportunità di un trattamento preventivo con fungicida e insetticida a largo raggio.
  • in presenza di foglie che appassiscono regolare per frequenza e intensità gli interventi di irrigazione che possono essere eccessivi o insufficienti.
  • In presenza di fiori che appassiscono e cadono prima di arrivare a completa maturazione, per gli esemplari coltivati in vaso potrebbe risultare necessario proteggerli dall’eccessivo sole.
Supervisione: Giuseppe Travaglione

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