Doccia.

Doccia

La doccia è costituita da un piatto di raccolta munito di scarico e da una rubinetteria di distribuzione e di regolazione del flusso d’acqua, che cade sopra la persona, mentre questa sta solitamente in piedi. L’acqua erogata finisce nel piatto e senza accumularsi raggiunge lo scarico. Il piano di raccolta può essere di varie dimensioni (70x70, 80x80, 70x90, ecc), nonché di varie forme (quadrata, rettangolare, circolare ad angolo, ecc.). Può essere prodotto in ceramica, ghisa, materiale plastico, lamiera porcellanata.

Il vano doccia è protetto da paratie di cristallo, materiale plastico o muratura. Il piano di calpestio è leggermente inclinato con pendenza verso il foro di scarico.

La doccia rappresenta un alternativa alla vasca da bagno, rispetto alla quale presenta notevoli vantaggi. Se un tempo venivano collocate solo in un secondo bagno, oggigiorno sempre più di frequente vengono installata nel bagno principale in aggiunta della vasca e se lo spazio non lo consente spesso finiscono per sostituire la vasca. Il mercato offre vasche combinate, vasche da bagno minute di paratie girevoli o scorrevoli che consentano di effettuare la doccia restando in piede nella vasca. Nelle paratie viene opportunamente sistemata la rubinetteria di distribuzione e di comando.

In molti casi, con l’ausilio di apposite paratie, sistemate su una tradizionale vasca da bagno, è stata creata la possibilità di fare la doccia. In questo caso, la rubinetteria (tubo flessibile e soffione) viene retta manualmente o mantenuta sopra la testa a mezzo di un supporto ancorato nella parete. In ogni caso la superficie di calpestio deve essere striata o trattata con finitura antisdrucciolo, onde eliminare il pericolo che si possa scivolare o perdere l’equilibrio. Al riguardo, risulta opportuno sistemare nel vano doccia delle barre d’appoggio ad un altezza di circa 90-95 cm dalla superficie di calpestio, nonché munire quest’ultima di una pedana di legno o tappetino in gomma.

Circa i vantaggio della doccia rispetto alla vasca da bagno, ricordiamo che: la doccia occupa meno spazio della vasca da bagno, circa la metà (tipo 0,70 mq per la doccia, 1,40 mq per la vasca da bagno); per fare la doccia necessitano dai 30 ai 50 litri d’acqua, per fare il bagno utilizzando la vasca si consumano dai 120 ai 150 litri d’acqua; i vani doccia opportunamente adattati sono utilizzabili anche da persone diversamente abili, con ridotta mobilità.

Infatti, una zona doccia progettata con criteri di accessibilità (attrezzata con sedili, sostegni e seggiolini) rapprenda una grande alternativa alla vasca, in quanto rende possibile utilizzare l’ambiente con sicurezza ed autonomia anche da parte di persone con limitate capacità motorie e persino su sedie a ruote. E’ necessario, al riguardo, qualche ulteriore accorgimento: la doccia deve essere al livello del pavimento, priva quindi di ostacoli e dislivelli. Il pavimento in corrispondenza dello spazio doccia risulterà leggermente inclinato per consentire il normale deflusso dell’acqua verso lo scarico e le piastrelle di elevata rugosità, quindi con spiccate caratteristiche antisdrucciolevoli. Nella fattispecie, per evitare problemi di infiltrazione (facilitate dalla mancanza di un tradizionale piatto doccia) è consigliabile una buona impermeabilizzazione dell’intero pavimento dell’ambiente che ospita la zona doccia.

Anche se la moderna doccia nasce nel XIX secolo, essa era già conosciuta al tempo dell’antica Grecia e dell’antico Egitto. Intorno al 1870 compaiono nelle carceri le prime rudimentali docce collettive per migliorare l’igiene dei detenuti.

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