Coriandolo coltivazione


Coriandolo coltivazione


Guida informativa sulla pianta di coriandolo, erbacea conosciuta come prezzemolo cinese, dalle proprietà medicinali e aromatiche alle cure colturali, dalla semina al raccolto e conservazione delle foglie e dei semi da utilizzare come spezia.

Informazioni sulla pianta di coriandolo.

Il coriandolo, pianta aromatica conosciuta come prezzemolo cinese, è un’erbacea annuale della famiglia delle Ombrellifere, stessa famiglia del finocchio e del prezzemolo.

Originario delle regioni dell’Area Mediterranea, il coriandolo (Coriandrum sativum) fin dai tempi degli egizi e dei romani veniva utilizzato come pianta aromatica e medicinale. Presenta una massa radicale contenuta, un fusto eretto simile al prezzemolo ed una parte aerea ramificata. Può superare il mezzo metro di altezza.

La fioritura, caratterizzata da infiorescenze ombrellifere di piccoli fiori di colore bianco-rosato, si concentra durante l’intera estate.

I frutti (semi) utilizzati come spezia, hanno un colore giallo paglierino e un sapore dolciastro ma nello stesso tempo forte, pungente e penetrante, che richiama l’acre del limone.

Pur essendo una pianta del bacino Mediterraneo, è in Oriente che le sue foglie vengono utilizzate in sostituzione del nostro prezzemolo. Quando si parla, infatti, di coriandolo o cilantro, il pensiero abbina questo aroma alla cucina indiana, orientale e sudamericana.

 

Clima e caratteristiche del terreno ideali per la coltivazione.

Anche se in misura diversa a secondo della specie, la pianta di coriandolo non sopporta il freddo, per cui è opportuno orientare la scelta verso le varietà più o meno rustiche a secondo della propria zona climatica. In genere, le specie a seme più piccolo sopportano meglio il freddo.

L’habitat ideale è quello caratterizzato da un clima temperato fresco-caldo, in cui le minime sono prossime allo zero, e da una posizione soleggiata, se l’obiettivo è quello di realizzare un buon raccolto di semi. E’ una pianta rustica, non particolarmente esigente, che si adatta alle varie tipologie di terreno, purché leggero, fertile e ben drenato.

Semina del coriandolo.

I mesi migliori per la semina del coriandolo sono aprile-maggio, quando ormai risulta scongiurato il pericolo di gelate tardive, anche se per raccogliere le solo foglie fresche la semina può avvenire in qualsiasi periodo dell’anno.

Volendo tener conto delle fasi lunari, la semina del coriandolo dovrebbe avvenire “con luna crescente”.

I semi, interrati direttamente nella dimora definitiva in vaso o piena terra, vanno coperti da un sottile strato di terreno di 2-3cm.

Tenuto conto della grandezza della pianta adulta, i semi lungo il filare vanno distanziati di 40cm circa, mentre i filari vanno distanziati di 70-80cm.

Dopo quasi due settimane da ogni seme spuntano due germogli. Se si ritiene che tra le piante lo spazio sia insufficiente, man mano che crescono bisogna procedere allo sfoltimento, cominciando con l’eliminare quelle più esili e sottili.

Sebbene, come abbiamo detto, l’interro dei semi può avvenire anche in vaso, si tratta di una pratica poco utilizzata, in considerazione dell’odore sgradevole della pianta, che persiste fino a completa maturazione dei frutti.

 

Pratiche colturali.

Annaffiatura.

Per le piante coltivate in piena terra o in vaso collocato all’esterno, le annaffiature devono integrare le piogge, per cui la frequenza non può che dipendere dalla zona climatica e dalla stagione.

In genere:

  • durante la stagione invernale risulta sufficiente l’acqua delle piogge, tranne casi di prolungati periodi di siccità;
  • durante l’estate potrebbe essere necessario innaffiare almeno 1-2 volte alla settimana;
  • durante le stagioni intermedie, autunno e primavera, dovrebbe risultare sufficiente annaffiare 1-2 volte al mese.

Zappettatura e sarchiatura.

La zappettatura superficiale del terreno ai piedi della pianta, da eseguire manualmente con la zappa per produzioni domestiche, rende il terreno permeabile e ne migliora l’areazione, a beneficio della produzione sia sotto l’aspetto qualitativo che quantitativo. Nello stesso momento rimuovono le eventuali infestanti.

Malattie e parassiti.

Il coriandolo è una pianta particolarmente rustica e maleodorante, non facilmente attaccabile da malattie e parassiti animali.

Raccolta e conservazione dei semi e delle foglie.

In piene estate, fine giugno-luglio, durante le ore più fresche della giornata, recise le ombrelle che sono giunte a maturazione, ossia diventate di un colore giallo paglierino, vengono raggruppate in fascetti e appese ad essiccare in un locale asciutto e ventilato, in modo che diventa semplice recuperare i semi per scuotimento, semi da conservare in barattoli per alimenti, in attesa di essere utilizzati come spezie.

Si preferisce conservarli interi e macinarli al momento dell’utilizzo, per non disperdere parte dell’aroma.

Dopo 30-40 gg dalla semina è possibile raccogliere le prime foglie da utilizzare fresche in cucina.

Le foglie possono essere surgelate o essiccate come i semi, anche se si preferisce consumarle fresche, appena raccolte dalla pianta.

Coriandolo spezia in cucina.

  • Anche se in misura minore rispetto ai paesi orientali, il coriandolo viene utilizzato per aromatizzare salumi, liquori, carni, pesce, minestre, zuppe e focacce.
  • I semi, meno piccanti delle foglie vengono utilizzati come spezia.
  • Le foglie si utilizzano fresche, mentre i semi in polvere, una volta raccolti, essiccati e macinati.

Proprietà medicinali

Controindicata per chi soffre di gastrite e ha problemi ai reni, alla pianta di coriandolo vengono riconosciute proprietà terapeutiche, quali digestive e antispasmodiche.

Viene impiegata per problemi di emicrania e di aerofagia. Possiede proprietà fungicida e antibatteriche.

Curiosità.

  • Secondo Plinio mettendo alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino passava il mal di testa e si preveniva la febbre.;
  • Gli attuali coriandoli di carta, devono il nome ai frutti di questa pianta che, durante il rinascimento, rivestiti con lo zucchero, venivano utilizzati a carnevale come coriandoli.
  • Oltre che prezzemolo cinese, il coriandolo è anche detto erba cimicina per l’odore sgradevole della pianta, simile a quella della cimice, odore che viene meno solo con la maturazione del frutto. Infatti, la parola Coriandum, di origine latina, si compone della parole greca  corys e dal suffisso ander, rispettivamente cimice e somigliante.
Supervisione: Giuseppe Travaglione

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