Concimazione piante da frutto


Concimazione piante da frutto


Perché, come e quando concimare le piante da frutto, tecniche di intervento, scelta del fertilizzante più idoneo.

Anche se le piante da frutto lasciate libere di vivere in natura, germogliano, fioriscono e fruttificano, per soddisfare l’esigenza di migliorare quantità e qualità della produzione, diventa indispensabile integrare periodicamente gli elementi nutritivi, che non sono presente nel terreno in forma illimitata.

Dal punto di vista operativo, le piante da frutto prevedono:

  • la concimazione d’impianto,
  • la concimazione di allevamento,
  • la concimazione di produzione.

La concimazione d'impianto.

La concimazione d'impianto, possibilmente a base di letame da distribuire a spaglio, completa la preparazione del terreno da destinare alla piantumazione. Lo stallatico viene in genere ricoperto con uno strato di terreno.

In alternativa, la fertilizzazione del terreno può essere attuata interrando nei solchi di aratura 10-15 quintali circa di stallatico maturo per ogni ettaro di terreno.

L’aratura può essere eseguita a mano con il badile o con una motozappa, mentre per la distribuzione del letame si utilizza la forca.

Dopo aver interrato il letame con il terreno rimosso per la creazione della buca (solco) parallela, si provvede a frantumare le zolle con la vanga o un erpice rotante, livellando contemporaneamente il fondo.

Il periodo migliore.

Se la piantumazione avviene agli inizi della stagione primaverile, il periodo migliore per la concimazione organica di fondo è a fine autunno-inizio inverno dell’anno precedente.

La concimazione di allevamento.

La concimazione di allevamento accompagna la crescita della pianta fino a quando non è in grado di fruttificare. Per gli interventi, da eseguire durante la stagione vegetativa, si utilizzano concimi bilanciati di sintesi, in cui i macroelementi (azoto, fosforo e potassio) entrano a far parte della composizione in funzione dei risultati delle analisi del terreno, della specie e dello stato della pianta.

La concimazione di produzione.

La concimazione di produzione accompagna le piante da frutto dall’inizio della primavera (fine febbraio-marzo) fino all’inizio della stagione invernale (fine settembre- inizio ottobre), quando per le piante inizia il periodo di riposo vegetativo, evitando di intervenire durante il periodo di fioritura.

Si possono programmare 3 interventi:

  • uno primaverile (febbraio-marzo);
  • uno estivo (maggio-giugno);
  • uno autunnale (ottobre – novembre).

I primi 2 interventi sono da effettuare con concime azotato (prevalenza di azoto(N) rispetto agli altri macroelementi fosforo (P) e potassio (K)), il terzo con concime a base di fosforo e potassio (prevalenza di fosforo e potassio rispetto all’azoto), ma la composizione può prevedere anche microelementi, in particolare ferro, calcio, magnesio e boro.

L'importanza dell'intervento autunnale.

Per gli alberi da frutto, l’intervento autunnale riveste una grande importanza. E’ il momento di maggiore bisogno per il terreno, che ha ceduto tanto durante la fruttificazione. Per il terreno è anche il periodo migliore per ripristinare la propria fertilità, poiché durante il letargo le esigenze nutritive della piante diminuiscono sensibilmente.

Concimi e tecniche di concimazione.

  • La concimazione d’impianto e quella autunnale di produzione meglio si prestano all’utilizzo dello stallatico (letame fresco) o in sacchi, da comprare presso i consorzi agrari. Il letame ha tutto l’inverno per completare il processo di decomposizione e cedere al terreno i propri elementi nutritivi, se interrato in autunno. In alternativa, anche per questi interventi, è possibile usare concime di sintesi equilibrato, in cui i macroelementi entrano a far parte in funzione delle esigente del terreno.
  • La concimazione primaverile ed estiva, sono quelle che meglio si prestano ai concimi di sintesi, semplici o complessi, granulari o liquidi:
    • il concime granulare può essere distribuito a spaglio o posato ai solo piedi della pianta;
    • il concime liquido si avvale della tecnica di fertirrigazione, con la quale viene diluito nell’acqua destinata all’irrigazione. Il sistema prevede la possibilità di distribuire nel tempo la somministrazione dei nutrienti, in base alle necessità dei vari momenti del ciclo produttivo, ma necessita di un impianto di irrigazione.
  • Abbiamo infine, la concimazione fogliare che si basa sull’attitudine delle foglie ad assorbire acqua e sali minerali.

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