Coltivazione asparagi


Coltivazione asparagi


Vediamo in dettaglio la facile e diffusa coltivazione di asparagi partendo dalle radici di 2 -3 anni da acquistare presso un vivaio, consorzio agrario, azienda agricola, garden center. La scelta assicura la raccolta dei primi turioni già a partire dall’anno successivo alla messa a dimora delle radici.

Scelta e preparazione del terreno.

La prima operazione prevede la scelta e la preparazione del terreno.

In linea di massima va bene qualsiasi tipo di terreno, anche quelli rocciosi o marginali non idonei per altri tipo di coltura, purché caratterizzati da un buon drenaggio.

Individuato il fondo e liberatolo dalle erbe infestanti con l’ausilio di una vanga o di un trattore si provvede ad ararlo ad una profondità di 30/40cm.

Il terreno arato deve essere concimato con concimi fosfo-potassici.

 Preparato il sito si provvede ad acquistare le radici dopo averne stabilito la quantità. Tenuto conto che le buche destinate ad accogliere le radici vanno distanziate di 40/45 cm, in base al numero e alla lunghezza dei filari si determina il numero delle radici da acquistare (numero dei filari x lunghezza del filari : distanza tra due buche consecutive).

I filari vanno distanziati di circa un metro spazio sufficiente per i necessari interventi di manutenzione della nostra asparagiaia.

Messa a dimora delle radici.

Operazione da eseguire a fine inverno inizio primavera.

  • Con l’ausilio della vanga si provvede a scavare uno dopo l’altra le buche distanziandole di 40/45 cm.
  • Eseguite le buche in ognuna di esse va messo uno strato di letame organico di 4-5cm da coprire con uno strato di terreno di pari spessore.
  • La buca è pronta per la messa a dimora di una radice da coprire con un successivo strato di terreno di 6-8cm.
  • La nostra asparagiaia è realizzata.

Cure colturali: irrigazione, concimazione e potatura.

Seguiranno i normali interventi di manutenzione, quali irrigazione, concimazione e potatura.

Sebbene l’asparago è una pianta poco esigente in presenza di lunghi periodi di siccità si rendono opportuni interventi di innaffiatura soprattutto nei primi anni di vita, durante i quali potrebbe risultare utile un impianto di irrigazione a pioggia.

L’asparago è una pianta molto longeva che può vivere diversi decenni. Questa caratteristica va tenuta presente in occasione della scelta del fondo che resterà impegnato per un tempo abbastanza lungo.

La concimazione va ripetuta annualmente durante la stagione invernale, periodo durante il quale viene eseguita la potatura dei rami invecchiati.

In considerazione della scarsa consistenza dei rami l’intervento di potatura viene eseguito con una normale cesoia con lame bene affilate che assicurano tagli netti, requisito indispensabile per una veloce cicatrizzazione.

L’erba comune deve essere sfalciata periodicamente e bisogna prestare attenzione alle erbe infestanti che vanno rimosse manualmente o ricorrendo ai comuni diserbanti da acquistare presso i garden center, consorzi agrari, ecc.

Malattie e parassiti.

Le piante di asparago come la quasi totalità delle piante sono oggetto di attacchi da parte di parassiti animali e vegetali. Ricordiamo i cosiddetti coleotteri degli asparagi e le patologie fungine che aggrediscono la massa radicale, da combattere con pesticidi ed antiparassitari.

Raccolto.

Il raccolto degli asparagi si protrae per 2-3 mesi all’anno tra fine inverno e primavera inoltrata.

Essi vanno tagliati all’altezza del suolo quando presentano un diametro prossimo ai 3 – 4 millimetri.

Gli asparagi non raccolti ramificano e vanno ad incrementare la vegetazione esistente.

La tecnica di coltivazione descritta con la messa a dimora delle radici in quanto compatibile è valida anche per asparagiaie da realizzare partendo da piantine di asparagi selvatici, anche se difficilmente reperibili. Ricordiamo che è vietato alimentare le asparagiaie con piante prelevate in natura.

Coltivazione dell’asparago selvatico.

A scopo amatoriale risulta più interessante la coltivazione dell’asparago selvatico per il suo apprezzato sapore amarognolo.

In questo caso potrebbe essere necessario partire dal seme da raccogliere in natura poiché in commercio non è facile reperire le piantine.

  • Le bacche da cui ricavare i semi vanno raccolte a fine autunno. Per 100 piantine bastano 15-20 gr di semi.
  • Per fare in modo che le bacche si decompongono liberando i semi bisogna sistemarle in un letto di sabbia.
  • All’inizio dell’autunno dell’anno successivo i semi saranno pronti per essere seminati a spaglio unitamente alla sabbia.
  • A fine estate successiva le piantine verranno messe a dimora in piena terra in un campo opportunamente vangato e concimato con letame.
  • Per la raccolta dei primi turioni bisogna attendere circa 3 anni dalla messa a dimora in piena terra.

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