La coltivazione delle piante grasse, come per le restanti specie di piante, richiede conoscenze, cure e tanto amore, nonostante siano accomunate dalla caratteristica di saper convivere con condizioni climatiche estreme. Se coltivate in Vaso, come la quasi totalità delle piante, necessitano di essere collocate in un posto bene illuminato, annaffiate con regolarità quando il terreno risulta asciutto, mediamente da 1 volta ogni 15 giorni ad 1 volta a settimana, passando dalla stagione autunnale e primaverile a quella estiva, mentre l’operazione è da sospendere durante la stagione invernale. Altri fattori influenzano la frequenza dell’intervento, quali la zona climatica, la tipologia di terriccio più o meno drenante, le dimensioni del Vaso. Le piante grasse vanno protette dalle condizioni climatiche estreme, quale il caldo torrido della stagione estiva o quello eccessivamente freddo della stagione invernale, con temperature che si avvicinano allo zero, anche se non mancano esemplari di piante grasse, proveniente dall’Africa, per le quali la temperatura non deve scendere al di sotto dei 10°C circa. Queste piante, pertanto, vanno ricoverate in casa o serre, già con l’arrivo dei primi freddi della stagione autunnale. Ovviamente, il momento giusto, per rincasare le succulente, varia in funzione della zona climatica; vivere in Sicilia e cosa diversa che vivere in Piemonte. Durante la/le stagioni fredde, le piante grasse vanno quindi ricoverate all’interno della casa, verande, serre, ecc., con eccezione di quelle specie di montagna che sopportano temperature anche di molto al di sotto dello zero. Insomma, in linea di massima le piante grasse temono il freddo che prevede temperature prossimo allo zero, ma in misura minore esistono specie di piante grasse per le quali la temperatura non deve mai scendere al di sotto dei 10-15°C circa, come esistono specie che convivono con temperature di gran lunga al di sotto dello zero. In ogni caso le piante portate all’interno, al riparo dal freddo, vanno collocate in luoghi adeguatamente illuminati e lontani dalle fonti di calore. Sicuramente una pianta grassa non può convivere con gli oltre 20°C dei nostri ambienti che si registrano durante la stagione invernale, con i riscaldamenti in funzione. Il sano ricovero delle piante grasse è quello in serre o verande, dove si registra una temperatura di pochi gradi al di sopra dello zero, salvo le eccezioni di cui abbiamo detto. Se costretti ad ospitare le piante necessariamente in casa, bisogna cercare di collocarle nelle aree della casa meno riscaldate, purché bene illuminate, ed aspettare l’arrivo della primavera per godere delle loro fantastiche fioriture. Circa l’innaffiatura è curioso osservare che le piante grasse, sebbene in natura siano tanto avide di acqua da immagazzinarne grandi quantità durante le piogge abbondanti, coltivate in Vaso temono il ristagno d’acqua, potenziale causa di fungine e marciume radicale. Come abbiamo detto altre volte, tutte le piante temono più l’eccesso che la carenza d’acqua, sono senz’altro più le piante che muoiono, diciamo annegate, che per mancanza d’acqua. Come per tutte le piante, anche per le piante grasse succulente, l’operazione di innaffiatura va eseguita lontano dalle ore più calde delle torride giornate estive. Parimente, l’operazione è da evitare durante le gelate invernali. Circa il momento della giornata in cui eseguire l’operazione, diciamo che durante le stagioni fredde è opportuno innaffiare al mattino, perché si va incontro al calore del giorno e non alle gelate della notte, viceversa durante le stagioni calde, dal momento che innaffiando di sera il terriccio si conserva bagnato per l’intera nottata. Circa la frequenza dell’intervento, oltre che dalla stagione, la stessa dipende dalla zona climatica, dalla grandezza del Vaso, dal potere drenante del terriccio. In ogni caso, vale la regola che le piante vanno annaffiate quando il terreno risulta asciutto, facendo in modo che l’operazione interessi tutta la parte interrata della pianta, per intenderci che venga sufficientemente coinvolta tutta la massa radicale. Con riguardo alle varie stagioni, diciamo di innaffiare con regolarità d’estate, periodo che in natura corrisponde a quello delle grandi piogge, diminuire gli interventi durante la stagiona primaverile ed autunnale, sospendere durante la stagione invernale, soprattutto se particolarmente fredda, con temperature sotto lo zero. In ogni caso, la regola generale che per le piante è più facile morire annegate che di sete, diventa maggiormente vera per le piante grasse, per le quali saltare un previsto intervento di annaffiatura non crea alcun problema, in considerazione della scorta d’acqua di cui costantemente dispongono. Circa la concimazione, al fine di contenerne la crescita, le piante grasse vanno trattate con concime povero d’azoto. In considerazione della crescita contenuta, l’operazione di rinvaso, con terriccio ben drenante, non è particolarmente frequente. Il periodo migliore per l’operazione di rinvaso coincide con la fine della stagione invernale- inizio della primavera, mentre circa la frequenza, l’operazione è da eseguire ogni 1 – 2 anni durante i primi anni di vita della pianta, per arrivare ad ogni 4-5 anni per piante ormai adulte. Circa la grandezza del vaso, diciamo che per una pianta adulta col rinvaso a volte ci si limita a sostituire soltanto il terriccio, utilizzando lo stesso Vaso, dal momento che col tempo il terriccio si impoverisce dei necessari elementi nutritivi e diventa duro e compatto, condizionando la qualità del drenaggio, mentre nel complesso la pianta ha fatto registrare una crescita irrilevante. Circa la potatura, per le piante grasse, l'intervento riveste carattere di eccezionalità; vi si ricorre per rimuovere situazioni di pericolo, per asportare parti interessate da ferite o patologie, per moltiplicare la specie per talea.

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