Coltivazione peperoncino


Coltivazione peperoncino


Guida alla coltivazione del peperoncino, dalla preparazione del terreno per il semenzaio al trapianto in vaso o in giardino. Consigli per l’innaffiatura, la potatura e la conservazione dei peperoncini raccolti.

Informazioni sulla pianta di peperoncino

Il peperoncino (Capsicum annuum), pianta perenne – che nel nostro paese diventa annuale - appartiene alla famiglia de.lle Solanacee.

Veniva utilizzato come pianta aromatica sin dall’antichità, come dimostrano reperti archeologici rinvenuti in Messico risalenti anche al 5500 a. C., e fu introdotto in Europa in seguito ai viaggi di Cristoforo Colombo.

A partire dalla Spagna venne diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo e successivamente anche in Asia. Esistono alcune decine di varietà di peperoncino, distinguibili per forma, grandezza e colore.

La peculiarità del peperoncino è la piccantezza, dovuta alla capsaicina che stimola alcuni termorecettori presenti nel corpo umano, dando la tipica sensazione di bruciore.

 

Condizioni climatiche ideali per coltivare il peperoncino.

Predilige climi caldi, non al di sotto dei 15 gradi, poiché è una pianta sensibile alle basse temperature ed agli sbalzi climatici. Non sopporta le gelate e in caso di clima troppo freddo è consigliabile portare i vasi in casa o proteggere la coltura in piena terra con un telo di plastica, sul quale praticare dei buchi per permettere alla coltura un'adeguata areazione.

Terreno: caratteristiche e preparazione.

Per coltivare il peperoncino occorre scegliere un terreno particolarmente fertile, ricco di sostanze organiche, sciolto, non troppo compatto, miscelato con materiale inerte per favorire il drenaggio dell’acqua. Da evitare terreno argilloso e torba che si compattano eccessivamente dopo l’innaffiatura e soffocano le radici.

Semina e trapianto.

E’ possibile piantare il peperoncino partendo direttamente dai semi, che sono acquistabili al supermercato o dal fioraio già in bustina.

A partire da febbraio-marzo, si possono sistemare in semenzaio a gruppi di 2-3 semi alla volta, praticando dei piccoli buchi nel terreno, ad una profondità di un paio di cm circa. Se possibile, è opportuno riscaldare il semenzaio portandolo l'ambiente ospitante ad una temperatura prossima ai 23-25 °C.

Dopo un paio di settimane circa dalla semina le piantine avranno raggiunto la grandezza sufficiente per essere trapiantate singolarmente in contenitori profondi circa 7-8 cm e di pari diametro.

Quando il clima lo consente, e cioè in primavera, quando la temperatura si mantiene superiore ai 10-12 °C, è possibile trapiantare le piante nel vaso definitivo o in giardino, avendo cura di posizionarle in una zona soleggiata. E’ possibile anche comprare dal fioraio o nei grandi supermercati piantine di peperoncino che poi devono essere interrate appena sono abbastanza forti da sopportare il travaso.

Pratiche colturali: innaffiatura, concimazione, sarchiatura e potatura.

L’innaffiatura deve essere frequente durante la germinazione, perché il peperoncino necessita di molta acqua, ma bisogna fare attenzione ai ristagni. Dopo la germinazione le innaffiature possono essere meno frequenti, e vanno effettuate ogni volta che il terreno si asciuga. Se si vogliono ottenere frutti più piccanti è consigliabile ridurre l’apporto d’acqua, soprattutto durante gli ultimi 15-20 giorni che precedono il raccolto, non mancando di assicurare alla pianta una sufficiente esposizione al sole, anche durante i periodi più caldi.

La concimazione del terreno avviene un paio di volte all’anno, utilizzando un fertilizzante ricco in fosforo, che è possibile reperire dal fioraio o nei vivai.

Per rimuovere le erbe infestanti è opportuno procedere alla sarchiatura (zappettatura dello strato superficiale del terreno) almeno ogni 2 mesi circa. La potatura delle foglie secche o dei rami danneggiati si effettua delicatamente a mano o con l’utilizzo di forbici nel periodo di marzo.

Raccolta dei peperoncini.

Si effettua in estate ed autunno, dopo la maturazione del peperoncino, ad una temperatura ideale prossima ai 25 °C. Una volta raccolti con tutto il picciolo, i peperoncini possono sia essere utilizzati subito in cucina, sia fatti essiccare all’aria e al sole e poi ridotti in polvere, sia conservati sott’olio.

Malattie e Parassiti.

Afidi, acari, ragnetto rosso possono colpire le foglie e i rami della pianta. Possono essere prevenuti evitando ristagni d’acqua e combattuti con insetticidi e antiparassitari.

Talvolta può accadere che le foglie iniziano a cadere ed ingiallirsi, sintomo che la pianta ha poca luce o ha ricevuto poca acqua o poco concime.

Coltivazione del peperoncino in vaso.

  • Il peperoncino ha molte varietà, diverse decine, e tutte possono essere coltivate anche in vaso con qualche accortezza.
  • E’ preferibile scegliere vasi abbastanza capienti (almeno 30-35cm di diametro), leggeri, facili da trasportare ed impermeabili.
  • Durante il periodo invernale, o quando la temperatura scende sotto i 10 gradi, i vasi devono essere spostati all’interno della casa.
  • Durante il periodo estivo bisogna invece posizionarli in pieno sole.
  • I vasi vanno riempiti con un terriccio ricco di sostanze organico, leggero e ben drenato.
  • Per l'impianto si può partire dal seme (semina nel semenzaio e successivo trapianto delle piantine nelle dimore definitive) o direttamente dall'interro di piantine da comprare in vivaio o negozi specializzati.
Per quanto riguarda le pratiche colturali, irrigazione, concimazione, sarchiatura, rimozione infestanti, raccolta e difesa dai parassiti animali e vegetali, in quanto compatibili, valgono i suggerimenti forniti per la coltivazione in piena terra.
Supervisione: Giuseppe Travaglione

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