Coltivazione cavolfiore

Guida alla coltivazione del cavolfiore, dalla preparazione del terreno alla messa a dimora delle piantine, dalle cure colturali alla raccolta delle infiorescenze.

Informazioni sul cavolfiore

Il Cavolfiore (Brassica oleracea var. botrytis) appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae ed è coltivato in Italia sin dal Settecento. Ha numerose proprietà benefiche in quanto rinforza le difese immunitarie, può aiutare nella prevenzione dei tumori, è utile contro ulcere e dolori intestinali. Il tipico cattivo odore che emana durante la cottura è dovuto all’evaporazione dello zolfo in esso contenuto.

Condizioni climatiche più adatte

Per coltivare il cavolfiore è preferibile un clima mite e fresco, con temperature non troppo alte, perché già a 20 gradi inizia a dare segni di sofferenza. Temperature troppo basse invece possono danneggiare le piante giovani causando l’arresto della formazione dell’infiorescenza, cioè della parte commestibile, facendo perdere il raccolto.

Terreno ideale per la coltivazione

Il terreno adatto in cui piantare il cavolfiore, reperibile nei negozi specializzati, è a medio impasto, cioè mescolato ad argilla, sabbia, torba, pietre e ghiaia, per favorire il drenaggio dell’acqua. Prima di procedere alla messa a dimora delle piantine di cavolfiore è necessario preparare il terreno lavorandolo profondamente con l’aiuto di una zappa, in modo da arieggiare il terreno. E’ consigliata una sarchiatura del terreno con un sarchiatore o un rastrello per eliminare le erbe infestanti prima della messa a dimora delle piantine.

Semina in semenzaio e messa a dimora delle piantine

Può essere effettuata da gennaio a settembre in semenzaio. Si procurano i semi di cavolfiore in bustina presso un negozio specializzato, li si adagia in semenzaio in buche profonde 1-2 cm e infine li si ricopre con un sottile strato di terreno. A questo punto si procede con una leggera innaffiatura, utilizzando uno spruzzino o l'innaffiatoio con una sottile doccetta per evitare di smuovere i semi. Dopo circa una settimana si vedranno i primi germogli uscire dal terreno: appena sarà spuntata la sesta foglia vera, cioè dopo circa 40 giorni, e le piantine avranno raggiunto i 20cm di altezza circa, sarà possibile trapiantarle nell’orto o nel vaso con molta delicatezza e facendo attenzione a non danneggiare le radici.

Innaffiatura, concimazione e potatura

Le innaffiature devono essere frequenti, ma bisogna evitare i ristagni d’acqua. Prima della messa a dimora delle piantine si concima il terreno con concime organico come compost o letame, reperibile in negozi specializzati. Foglie marce o attaccate da parassiti o funghi vanno eliminate con un coltello o una forbice disinfettata, praticando un taglio netto ed obliquo.

Raccolta del cavolfiore

Si effettua quando lo sviluppo delle infiorescenze è completato, facendo attenzione a non aspettare che i fiori iniziano a separarsi. In autunno i cavolfiori vanno colti prima dell’arrivo delle gelate ma, se non fossero ancora pronti, li si può trapiantare in un luogo ben illuminato e protetto ed aspettare che la crescita sia completa.

Malattie e parassiti

Temono parassiti come maggiolino, cavolaia e mosca del cavolo, le cui larve si nutrono delle foglie, danneggiandole e facendole seccare. Possono essere combattuti con antiparassitari. Tra le crittogame pericolose sono la peronospora, l’ernia del cavolo e l’alternariosi che si possono prevenire evitando ristagni d’acqua.

Coltivare il cavolfiore in vaso

Il cavolfiore non è particolarmente adatto alla coltivazione in vaso perché occupa molto spazio e cresce molto lentamente.




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