Cocciopesto


Cocciopesto


Il cocciopesto è un materiale edile utilizzato per la realizzazione di pavimenti, intonaci e rivestimenti impermeabili. È realizzato dalla frammentazione di laterizi (materiali da costruzione costituiti principalmente da argilla) come ad esempio tegole, mattoni e cocci, cotti ad alte temperature. In effetti, il nome definisce proprio il processo di lavorazione del materiale. Il suo utilizzo dipende dall’architettura d’interesse. La sua composizione naturale lo rende un materiale biologico che può essere utilizzato in qualsiasi ambiente, quindi, è adatto sia per esterni che per interni. È versatile, comodo e, sotto certi aspetti, economico. Andiamo quindi a vedere come può essere utilizzato e quali sono i vantaggi del suo impiego.

Caratteristiche tecniche.

Le specifiche tecniche del materiale sono disponibili nella seguente tabella:

Aspetto

Polvere

Massa volumica

1,5 – 1,8 Kg/mq

Peso specifico

1,35 Kg/dmc

Colore

Rosso o giallo

Consumo indicativo

2-4 Kg/mq

Punto d’infiammabilità

Non infiammabile

Vita media di stoccaggio (se conservato in un luogo asciutto)

8 mesi

Uso

Esterno e interno

Sovraverniciabilità

Dopo seccatura

pH

10,5

Cos’è il cocciopesto e come può essere utilizzato.

Il cocciopesto è un materiale edilizio realizzato grazie alla macinazione di materiali a base di terracotta che vengono miscelati insieme e cotti ad alte temperature. Il composto base viene poi miscelato con altri materiali a seconda dell’uso.

Per la formazione d’intonaco si aggiunge calce aerea, ossia calcare cotto; mentre per generare cocciopesto ricostituente bisogna incorporare anche calce idraulica.

Il cocciopesto è un materiale utilizzato fin dall’antichità per cui oggi oltre ad essere utilizzato per intonaci e pavimentazioni è utilizzato per il restauro di antiche costruzioni.

Per la formazione di malte e intonaci risulta essere un ottimo materiale inerte, alcune applicazioni in questi casi possono essere:

  • Rifacimento intonaci (parziale o totale)
  • Risarcitura di giunti
  • Murature interne.

Per la realizzazione delle pavimentazioni, si usa un legante specifico: la calce di ciottolo. Questo materiale si ricava dalla cottura del ciottolo di fiume (procedimento che prende il nome di calcinazione). Al composto derivante si aggiunge, oltre al cocciopesto, acqua e sabbia.

La muratura di elementi “faccia a vista”, invece, viene effettuata con il rinzaffo storico, ottenuto dall’unione del cocciopesto con sabbia, specifici leganti e additivi.

Restauro.

Nel campo del restauro trova una grande applicazione in quanto gli edifici e i pavimenti da risanare sono costituiti dallo stesso materiale. Può essere utilizzato per rifare i bordi degli affreschi, come base per i mosaici e nelle ricostruzioni delle pavimentazioni antiche. In particolare, miscelando il cocciopesto in polvere con resina, si ottiene il materiale ideale per il restauro dei pavimenti, il risultato è una pavimentazione nuova simile all’antica ma con caratteristiche meccaniche superiori.

Cocciopesto risanante.

Un’applicazione molto utile di questo materiale si ha nel risanamento di murature esterne umide. Generalmente questa procedura si applica per edifici collocati nei centri storici, in quanto il cocciopesto risulta il miglior materiale sia per composizione che per colore. Per realizzare il cocciopesto risanante, al composto base vengono aggiunti calce aerea (per formare l’intonaco) e una minima quantità di calce idraulica naturale che viene utilizzata esclusivamente per velocizzare il processo di presa iniziale. Il cocciopesto risanante si applica come un normale intonaco con uno spessore di 2 cm. Un esempio di risanamento con questo materiale si trova a Venezia nel palazzo che ospita l’attuale Agenzia delle Entrate.

Intonaco.

La realizzazione dell’intonaco con cocciopesto trova applicazioni sia nei rifacimenti che negli stabili ex novo. L’intonaco viene posato su diversi strati che caratterizzano le granulometrie, ossia le proprietà che differenziano i diversi materiali, che vengono poi battuti e bagnati diverse volte. L’alta impermeabilità del materiale è ideale per le pareti interne e la sua colorazione caratteristica lo rende altamente estetico per le murature esterne.

Se volete rifare le pareti del vostro bagno quale miglior materiale se non il cocciopesto? Il bagno è caratterizzato da un ambiente umido, per cui l’utilizzo di cocciopesto permette un’elevata idraulicità evitando così la formazione di muffe dovute a ristagni d’acqua.

La muratura della cucina realizzata in cocciopesto darà il giusto effetto rustico e accogliente che caratterizza questo locale. Se poi volete qualcosa di originale, potete anche realizzare il top della cucina con lo stesso materiale, ma fate attenzione perché nonostante la sua elevata impermeabilità, potrebbe danneggiarsi con l’uso di prodotti chimici contenenti candeggine e acidi.

Sagramatura

È una tecnica di stesura dell’intonaco che rende le pareti particolarmente decorative. Viene applicata con cazzuola o spatola in modo non uniforme affinché sia visibile la muratura sottostante. Per realizzarla si utilizza una miscela di cocciopesto, calce e vari pigmenti.

Pavimenti.

Grazie alla sua versatilità è un materiale perfetto anche per la realizzazione delle pavimentazioni. Difatti il cocciopesto si adatta perfettamente a forme irregolari e fuori piombo (non perfettamente dritte). Unendo il cocciopesto ad altri materiali quali vetro, coccio e marmo si può realizzare un motivo ornamentale altamente decorativo e di grande effetto estetico.

Fai fa te: rifare le pareti del bagno in cocciopesto.

Dato che abbiamo accennato a quanto è utile un bagno realizzato in cocciopesto, proviamo ora insieme a realizzarne almeno una parte: le pareti.

Occorrente: cocciopesto, calce idraulica naturale, pittura, acqua, una betoniera e gli attrezzi per “spalmare” l’intonaco: cazzuola, spatola, ecc.

  • La prima cosa che dobbiamo fare è rimuovere l’intonaco (o le maioliche) vecchio dalle facciate. Subito dopo è necessario bagnare tutto il muro sottostante più volte e possibilmente con un getto d’acqua a pressione in modo da rimuovere eventuali residui.
  • In seguito formiamo un primo strato con il rinzaffo: una malta idraulica che aderisce molto bene sulle pareti bagnate. La struttura di questa malta garantisce il passaggio di vapore nel successivo strato, grazie alla sua diffusa porosità. Il Rinzaffo svolge molteplici funzioni: deve “aggrapparsi” al muro, deve riempire ogni disomogeneità della parete sottostante in modo da permettere una stesura facilitata dello strato d’intonaco successivo e soprattutto funge da elemento di contenimento. Per questo strato possiamo utilizzare un composto di cocciopesto e calce idraulica naturale con proporzioni pari a 1,5 : 1. Fate  attenzione che il composto finale risulti molto liquido, in caso contrario aggiungete ancora calce. Il rinzaffo va applicato per uno spessore minimo di circa 5 mm. Dopo la prima posa è necessario bagnare nuovamente la parete.
  • Il successivo strato d’intonaco da applicare è l’arriccio in terra cruda. Possiamo realizzarlo con un composto di argilla, sabbia e fibre vegetali (ad esempio pagliuzze tagliuzzate in piccoli pezzi) o in caso, si può sempre acquistare già pronto. In entrambi i casi, il composto va miscelato bene in una betoniera con l’aggiunta di acqua per ottenere la densità ideale per la stesura. Dopo aver steso questo intonaco, bisogna aspettare qualche giorno che asciughi.
  • L’ultimo passo è la pittura delle pareti. Potete sbizzarrirvi nei colori e nei materiali che più preferite. Ricordate che anziché utilizzare prodotti a base di elementi chimici potete creare la vostra tempera ecologica utilizzando prodotti naturali come ad esempio il latte.

Realizzare le pareti del bagno con intonaci basati sull’uso del cocciopesto, oltre a darvi un dettaglio estetico non indifferente, può essere anche utile se si considerano le proprietà di questo materiale: l’impermeabilità all’acqua impedisce il formarsi di muffe e la sua composizione in terracotta non permette la dispersione del calore, che oltre ad essere di beneficio durante una doccia, è indispensabile per limitare le condensazioni d’umidità.

Un consiglio in più.

Come già detto, il bagno è caratterizzato da un ambiente umido e alcune parti delle pareti vengono spesso a contatto diretto con l’acqua. Per una maggiore impermeabilità di queste zone, prima di stendere l’arriccio in terra cruda potete passare uno strato di arriccio in cocciopesto. Questo strato d’intonaco deve essere più denso rispetto al primo, per cui utilizziamo un rapporto di proporzioni di calce e cocciopesto pari a 1 : 2,2 e prima di stendere l’intonaco ricordate di bagnare sempre il muro.

Dove si trova e quanto costa questo materiale edile?

Esistono diverse aziende edili che si occupano della produzione del cocciopesto. Purtroppo però non tutte effettuano vendita al dettaglio. D’altro canto, però non tutti i rivenditori sono forniti di questo materiale. Per fornirsi di cocciopesto si hanno dunque due possibilità:

  • Armarsi di pazienza e girare quanti più rivenditori possibili alla ricerca del materiale;
  • oppure rivolgersi direttamente ai produttori.

Quest’ultima alternativa sembrerebbe la più allettante anche sotto l’aspetto dei costi. Infatti, com’è noto, acquistando direttamente dal produttore non è necessario affrontare i costi di “rivendita”. Ovviamente tutto ciò vale se il produttore si trova nelle vicinanze, altrimenti bisogna tenere in considerazione le eventuali spese di spedizione.

Comunque decidiate di acquistare il cocciopesto, i prezzi, in definitiva, non sono poi così diversi. Per un sacco da 25 Kg il prezzo varia dai 10 ai 15 euro (a seconda se lo acquistiate rispettivamente dal produttore o dal rivenditore) tutto sommato solo qualche euro in più rispetto all’intonaco tradizionale.

Per quanto riguarda invece, i lavori effettuati con il cocciopesto i prezzi, ovviamente, variano a seconda della ditta che li realizza. In media potete spendere intorno ai 30 euro a metro quadro per rifare l’intonaco delle pareti interne, mentre per quelle esterne il costo è di circa 25 euro a metro quadro.

Manutenzione e pulizia.

La manutenzione del cocciopesto è molto semplice ed economica. Essa consiste, infatti, solo nella rilevigatura della superficie, che generalmente viene fatta da una ditta specializzata. La pulizia delle superfici realizzate con questo materiale deve essere affidata a prodotti specifici come olio paglierino e di lino cotto o crudo. Questi oli, sostituiti a volte da cera in pasta, vengono utilizzati nella lucidatura delle pavimentazioni realizzate in cocciopesto.

Approfondimento: Cenni storici.

Il cocciopesto è forse uno dei materiali edili più antichi conosciuto dall’uomo. I primi utilizzi si devono ai Fenici e agli Etruschi, ma il pieno sviluppo nelle applicazioni di questo materiale è ad opera dei Romani. Loro furono i primi a comprendere le potenzialità di questo composto e a utilizzarlo per appositi scopi. I Capitolini scoprirono che il cocciopesto è un materiale a elevata idraulicità e per questo lo usarono per rivestire i condotti degli acquedotti. Grazie alla sua versatilità era utilizzato anche per la realizzazione delle pavimentazioni stradali. A quell’epoca era conosciuto come “opus signanum” letteralmente “opera di Signa” dal nome della città di Signa, vicino Roma, principale centro di produzione ceramica. Il suo uso fu poi perfezionato sia nel Medioevo che nel Rinascimento. La colorazione rossa tipica del cocciopesto gli conferisce una qualità estetica che a quel tempo venne utilizzata per realizzare mosaici per pavimentazioni, di cui sono ricchi i casali antichi di numerose città Italiane. Grazie alla sua elevata impermeabilità il cocciopesto si può ritrovare nelle affacciate a vista dei palazzi veneziani, ma dimostrazioni della sua durata nel tempo si possono riscontrare anche nell’antica Cattedrale di Milano.

Curiosità.

Negli ultimi anni, Il cocciopesto sta entrando a far parte sempre di più del design dell’arredamento. Oltre alle pavimentazioni e ai rivestimenti, infatti, questo materiale sta trovando largo uso anche nella progettazione dei top delle cucine (compreso il lavandino) e dei sanitari da bagno. Immaginate di entrare in un bagno pavimentato e rivestito di cocciopesto, l’ambiente che vi trovate davanti è caldo e accogliente. Ora aggiungetevi anche il piatto doccia, il lavabo e il bidet dello stesso materiale. Il risultato è sorprendente!

Un’altra applicazione originale di questo materiale è la tempera. Infatti, se volete realizzare una vernice fai da te, potete aggiungere il cocciopesto alla miscela per ottenere una maggiore impermeabilità nelle pareti.

Sapevate che il cocciopesto è il materiale base con cui si realizzano i campi da tennis? Ebbene sì, anche le famose terre rosse sportive vengono realizzate grazie all’uso di questo materiale.

10 buoni motivi per scegliere il cocciopesto.

E’ un materiale biologico e permette il riciclo dei materiali inutilizzati.
E’ caratterizzato da una bassa permeabilità all’acqua.
Ha una buona resistenza all’usura e alle condizioni climatiche.
E’ versatile (può essere impiegato in diverse applicazioni e in diverse condizioni).
Sopporta spessori importanti senza danneggiarsi.
E’ caldo, in quanto composto da materiali a base di terracotta.
E’ leggero e traspirante.
E’ inodore e non emette sostanze nocive.
Ha una colorazione naturale.
Ha elevata adattabilità con altri materiali.

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