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La calce è un materiale da costruzione già noto nelle antiche civiltà, come quella Romana. Si presenta sotto due forme: calce viva e calce spenta. Come calce spenta trova impiego quale materiale da costruzione, mentre come calce viva trova impiego nel trattamento delle acque, per disinfettare gli ambienti, sbiancare, candeggiare, ecc,. La calce viva si ottiene dal calcare, roccia che si estrae da specifiche cave. Sinteticamente, il calcare viene immesso in appositi forni e portato gradualmente a circa 1000° C. In tal modo, si provocano reazioni chimiche che danno origine all’ ossido di calcio o calce viva. Per realizzare la calce spenta, occorre procedere alla cosiddetta operazione di spegnimento. Con la calce spenta mescolata al cemento si ottiene la malta plastica impiegata come intonaco. Come materiale da costruzione la calce spenta viene usata anche mescolata alla sabbia. La calce rappresenta uno dei leganti più antichi utilizzato dall’uomo nelle costruzioni. Oggigiorno, la calce quale legante è stata rimpiazzata quasi totalmente da leganti cementizi. Trova impiego in operazioni di restauro, anche se non mancano iniziative per riconoscere alla calce peculiarità forse non possedute dai moderni leganti cementizi. La calce viene impiegata in diversi altri settori, come agricoltura, industria farmaceutica, odontoiatria. E’ opportuno sapere che la calce a contatto con la pelle, in particolare quella viva, può provocare gravi ustioni, come la soda caustica.
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