Cosa è il cemento: conosciuto già al tempo dei Romani e degli antichi Egiziani, il cemento è un prodotto della natura, che trae origine dalla pietra e dal fuoco, che ha contribuito in maniera rilevante a migliorare la vita dell’uomo. Basti pensare al contributo del cemento per la realizzazione di case, strade, ospedali, ponti, dighe, ecc. Permette di creare pietre di qualunque forma e di dimensioni, consentendo di superare i limiti imposti dalla natura.
Come nasce il cemento: la produzione del cemento parte da materie prime naturali, quali il calcare e l’argilla con l’aggiunta di sabbia. Il calcare e l’argilla vengono scavate in giacimenti situati in genere – per ridurne i costi del trasporto - in prossimità delle cementerie. L’attività estrattiva, almeno negli ultimi anni, non prescinde dallo studio di tecniche che consentono quanto più è possibile il rispetto dell’ambiente. Le cave vengono ripristinate attraverso l’opera di rimboschimento, creazione di parchi naturali, giardini, insediamento di nuove aree per lo sviluppo dell’agricoltura, per lo sviluppo commerciale, industriale e artigianale. L’eventuale presenza di cromo che nel cemento si può trovare lo rende irritante a contatto con la pelle, per cui è buona norma munirsi di guanti e occhiali.
Fasi attraverso le quali si ottiene il cemento: estrazione dalle cave delle materie prime (calcare, argilla e eventualmente sabbia); frantumazione; essicazione; cottura in appositi forni fino alla temperatura di circa 1500°; raffreddamento; macinazione del “clinker” ottenuto nel forno. Il clinker, lontano dall’acqua, può essere stivato per molti anni prima di essere macinato. Il cemento così ottenuto viene stivato in confezioni che vanno dai 25 ai 50 Kg, per essere immessi sul mercato. Miscelato con l’acqua, in poche ore solidifica e col passare di alcune settimane indurisce progressivamente.
Quanti tipi di cemento troviamo in commercio: diversi, che si differenziano per la loro composizione chimica e quindi per le loro proprietà di resistenza e durevolezza, in considerazione dell’uso cui sono destinati. Il cemento più usato è sicuramente quello conosciuto con il nome di cemento Portland, così chiamato perché somiglia alla roccia di Portland, isola sita nella contea inglese di Dorset. Miscelando il cemento con la calce si ottiene una miscelato conosciuto con il nome di malta bastarda, usata per gli intonaci. Per ottenere un prodotto più lavorabile (cemento plastico) alla calce si aggiunge anche il calcare. Esistono cementi Portland molto ricchi di ferro adatti per gettate in ambienti particolarmente caldi ed altri poveri di ferro indicati per usi in luoghi più freddi. Altro tipo di cemento conosciuto ed utilizzato un po’ da tutti, in quanto si presta per piccoli lavoretti di fissaggio e riparazioni, è il cemento a presa rapida. Come si evince dal nome, solidifica in pochi minuti, per cui non risulta utilizzabile per le grosse gettate, in quanto non si farebbe in tempo. E’ un normale cemento Portland, con più basse temperature di cottura. Abbiamo, poi, il c.d. cemento siderurgico, particolarmente resistente agli agenti atmosferici, che si ottiene aggiungendo al cemento Portland normale la loppa ossia cenere di carbone o scorie di fonderia in quantità elevate, che possono raggiungere anche il 70/75%. Ricordiamo, inoltre, il cemento pozzolanico che si ottiene aggiungendo al cemento normale (portland) la pozzolana costituita da una sottile cenere vulcanica che viene estratta alle falde del Vesuvio (Napoli) ed a Pozzuoli (provincia di Napoli), tipo di cemento particolarmente indicato per opere da realizzare in ambienti e/o zone particolarmente calde, nonché dà ottimi risultati per le gettate di grosse dimensioni. La Pozzolana mescolata con la calce (10 parte di pozzolana e 5 di calce) origina un prodotto dalle caratteristiche molto vicine a quelle del cemento pozzolanico.
Curiosità, il cemento ed il corpo umano
Com’è noto, quando è compromessa la stabilità delle costruzioni, volgarmente diciamo che bisogna ricorrere alle c.d. siringhe di cemento. Sembrerà strano, ma analogamente avviene per le persone colpite da osteoporosi per evitare che le vertebre possono collassare. Ovviamente, non stiamo parlando del cemento che troviamo in commercio per le costruzioni, ma di un particolare tipo di cemento che in non presenta problemi di rigetto. Il principio è però lo stesso, si tratta di iniettare questo speciale cemento nelle vertebre della colonna compromessa. Vengono così otturate le eventuali cavità che si sono create, nonché nella quasi totalità dei casi si riduce drasticamente il dolore presente. Trattasi di intervento che non richiede neanche l’anestesia totale ed il paziente dopo 2-3 giorni può tornare a casa. Il cemento, una volta iniettato, si solidifica in pochi minuto, mentre nel giro di qualche giorno passa il dolore. Questi tipi di intervento vengono eseguiti in diverse città italiane tra cui ricordiamo Napoli, Milano, ecc.
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