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Senza timore di sbagliare, possiamo dire che il “Fai da te” non è solo un hobby, spesso rappresenta una necessità. Non sono pochi i piccoli interventi di manutenzioni e riparazioni domestici, da un lato indispensabili e dall’ altro difficilmente risolvibili avvalendosi sempre dell’ intervento di un terzo. Basti pensare alla sostituzione o sistemazione del galleggiante dello sciacquone, alla sostituzione di una guarnizione di un rubinetto tradizionale che gocciala, alla riparazione di un interruttore o di una presa dell’impianto elettrico, interessata da un corto circuito, alla sostituzione della corda di una tapparella, alla sostituzione dei filtri di una cappa filtrante o aspirante, alla sostituzione di un lampadario e l’elenco potrebbe continuare. In questi casi, appare evidente che gli interventi sono tutti di una portata tale che non giustificano l’intervento di un tecnico o di un artigiano. Ma a parte la convenienza economica, non sempre e per tutti sono sopportabili i relativi costi. Il cosiddetto diritto di chiamata, sicuramente di entità non trascurabile, equivale al corrispettivo di una normale giornata di lavoro. Il diritto di chiamata, prescinde dall’entità dell’ intervento, che potrebbe essere di poco conto, come sostituire una presa. Quindi, è in continua aumento l’esercito dei “Fai da te”, spesso non per hobby, ma per necessità e opportunità, al fine di risolvere i piccoli lavori domestici.
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