Camelia coltivazione


Camelia coltivazione


Guida alla coltivazione delle camelie, dalla scelta della varietà alla preparazione del terreno, dalla semina alla propagazione per talea, dalle cure colturali ai consigli per coltivarla a casa.

Informazioni sulle camelie.

La camelia appartiene alla famiglia delle Theaceae ed è una pianta sempreverde originaria dell’Asia e dell’India. Esistono diverse specie di camelia che si distinguono per colore, grandezza e periodo di fioritura dei fiori. Le specie più diffuse sono la Camelia Japonica, la prima ad essere introdotta in Europa, dai fori rossi a fioritura primaverile, la Camelia Sasanqua, dai profumati fiori bianchi o rosa, che fiorisce da ottobre a marzo e viene usata per la preparazione di oli essenziali ricavati dai petali, la Camelia Sinensis, dai fiori bianchi, usata per la preparazione di the e infusi. Sono piante che vivono molti anni e possono raggiungere anche grandi dimensioni. Nel linguaggio dei fiori significa bellezza, sacrifico in nome dell’amore, stima per la persona cui si regala.

Condizioni climatiche adatte alla coltivazione delle camelie.

Il clima migliore per coltivare la camelia è mite, non troppo ventoso né soleggiato, senza eccessive escursioni termiche. Teme infatti il caldo intenso e la siccità. Resiste bene al freddo ma non ai venti gelidi che la danneggiano.

Come preparare e concimare il terreno.

Il terreno, reperibile in negozi specializzati, deve essere a medio impasto, cioè mescolato con compost, torba, sabbia e ghiaia per favorire il drenaggio dell’acqua e il giusto apporto di sostanze organiche.

Semina e propagazione per talea.

Per coltivare la camelia si può partire dal seme o dalla talea. I semi, reperibili nei negozi specializzati, vanno piantati all’inizio dell’autunno, scavando una buca poco profonda con una paletta e ricoprendoli con uno strato di terreno non troppo spesso. Vanno poi innaffiati frequentemente senza però inzuppare il terreno. Se invece si parte dalla talea, la messa a dimora va effettuata a fine ottobre o ad inizio marzo, quando la temperatura non è ancora né troppo fredda né troppo calda, e non c’è il rischio di venti freddi che potrebbero danneggiarla.

Cure colturali: pacciamatura, innaffiatura, periodo e metodo di potatura.

Per coltivare la camelia al meglio, è necessario un lavoro di pacciamatura del terreno, che consiste nel ricoprirlo di materiale organico come paglia, legni o foglie secche per mantenerlo umido in prossimità delle radici ed impedire la proliferazione di erbe infestanti. La camelia va innaffiata frequentemente ma bisogna evitare i ristagni d’acqua per non favorire la comparsa di muffe pericolose. I fiori di camelia vanno eliminati dai rami quando si appassiscono o se sono danneggiati da parassiti. La potatura della camelia è un’operazione delicata ma utile per aumentare la fioritura della pianta: le specie che fioriscono verso ottobre si potano a dicembre, sia per eliminare fiori e rami secchi o danneggiati, sia per dare la forma desiderata all’arbusto. Le piante che fioriscono a dicembre o marzo si potano a marzo prima della formazione dei germogli.

Malattie e parassiti.

Temono gli insetti come gli afidi e le cocciniglie da combattere con antiparassitari. Le muffe tendono a svilupparsi in caso di terreno troppo umido.

Coltivare in vaso le camelie.

Sistemare il vaso a mezz’ombra e in una zona ariosa ma non troppo ventilata. E’ possibile sistemare un tutore nel vaso cui fissare l’arbusto di camelia per sostenerlo. Il terreno va concimato ogni 3- 4 anni con concime organico. Le innaffiature devono essere frequenti, perché questa pianta teme la siccità, ma bisogna evitare ristagni d’acqua. E’ consigliabile rinvasare la pianta ogni due –tre anni.

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